Dopo quattro anni da expat a Delhi, ecco alcuni usi e costumi che mi hanno sconvolta e affascinata.

Nel mio articolo sullo shock culturale da expat in India, vi ho raccontato di alcune abitudini del popolo indiano non proprio simpatiche.

Ma gli indiani hanno anche degli usi e costumi molto interessanti: alcuni hanno una spiegazione scientifica che vi farà trasecolare, altri sono molto divertenti e vi strapperanno una risata.

Ecco quindi dieci usi e costumi in India, ancora praticati ai giorni nostri, che più mi hanno colpita in questi ultimi 4 anni da expat a New Delhi.

Toccare i piedi in segno di rispetto

Toccare i piedi di una persona è un segno di grandissimo valore morale e prende il nome di Pranama. Ricordo ancora che, per prepararmi all’incontro con la mia futura suocera, cercavo informazioni online per effettuare il saluto perfetto e non risultare ridicola.

Per sapere come si effettua un corretto Pranama, consiglio questo video che fa anche sorridere:

Toccare i piedi di una persona più grande o di cui abbiamo rispetto è un gesto molto apprezzato da chi lo riceve, perché capirà il valore che gli state attribuendo.

Infatti, si dice che chi tocca i piedi di una persona ne acquisirà le qualità di intelletto, conoscenza e forza. Una volta toccati i piedi, ci si porta la mano al cuore e la persona anziana ci darà la sua benedizione. Quando poi una persona più giovane toccherà i nostri piedi, saremo noi a trasmettere le nostre qualità positive e così facendo si genererà un ciclo infinito.

Il punto nero sul volto dei bambini

Questa tradizione mi ricorda molto il detto napoletano “L’uocchie sicche so’ peggio d”e scuppettate”, che letteralmente significa “Il malocchio ovvero gli occhi addosso sono peggio dei colpi di fucile”. Gli indiani infatti sono scaramantici quanto i napoletani e forse anche di più.

Quando nasce un bambino, quindi, gli disegnano un punto nero sulla guancia o sulla testa, chiamato kali bindi, perché ritengono che, se troppo ammirato, possa ammalarsi. Quindi focalizzano l’attenzione di chi guarda sul punto nero, così da scongiurare la sfortuna.

usi-costumi-india

Tagliarsi i capelli a zero ed offrirli al tempio, o rasarsi la testa quando muore un parente

I capelli rappresentano l’ego. Non a caso i capelli degli indiani sono meravigliosi. Rasarsi i capelli significa sottomettere l’ego. Nel momento in cui vengono donati in un tempio o per una puja, rappresentano quindi ciò che di più prezioso si possiede; si rasano sia le donne che gli uomini, i bambini, ricchi e poveri, a dimostrazione che non bisogna mai perdere l’umiltà d’animo.

Nel caso in cui vi sia una perdita in famiglia, saranno solo i maschi, bambini e adulti, a rasarsi la testa. Tutti vestono abiti bianchi, candidi e puri. I maschi della famiglia infatti, con questo gesto manifestano che si prenderanno cura della famiglia senza alcun ego, trattando tutti ugualmente.

tagliare-capelli-india

Donazione capelli per Puja sul Gange

Dio è su tutti i muri

Come avrete letto nel mio blog su cose assurde che mi hanno sconvolta in India, purtroppo gli indiani hanno l’abitudine di farla dappertutto, senza nascondersi, in pieno giorno, in bella vista, su tutti i muri.

Ma quello che non sapete è che, per evitare tutto ciò, molti sistemano su quegli stessi muri delle mattonelle particolari raffiguranti gli dei indiani e… funziona!

Nessun indiano farà mai la pipì sul muro dov’è raffigurato Ganesha o Lakshmi.

Limone e Peperoncino

Ancora un simbolo di superstizione e credenza popolare, simile a quello napoletano.

In India, spesso il sabato, si usa appendere sull’uscio un limone con alcuni peperoncini verdi per allontanare le energie negative, le persone cattive ed eventuali aggressività fisiche. Anche a Napoli il peperoncino è usato come portafortuna o contro il malocchio ma è di terracotta, non vero!

Nimbu-Chilly

Sposarsi con una vacca, un cane o un albero

Come spiegato sempre nell’articolo precedente, prima di sposarsi bisogna farsi fare l’oroscopo ed il Pandit deciderà se e quando possiamo sposare la persona che abbiamo scelto. Ora, alcune persone sono nate in condizioni di “sfiga” naturale, per cui chi le sposerà, ne passerà delle belle.

Per evitare problemi, la persona porta-sfiga deve sposarsi ad una vacca, un cane o ad un albero, in modo da passare a loro la propria malasorte.

Conseguentemente, la persona che sposeranno in “seconde nozze” potrà star tranquilla. La parte incredibile, come se non bastasse, è che anche il matrimonio con la vacca o con l’albero viene celebrato in pompa magna. Ma chi paga il banchetto?

Mangiare con le gambe incrociate sul pavimento

Molto spesso mi chiedono perché in India si usa far tutto sul pavimento, pensando che ci si stanchi di più.

Pulire, cucinare e addirittura mangiare sul pavimento hanno il suo perché.

La posizione assunta per mangiare seduti sul pavimento è a gambe incrociate ed è chiamata “sukhasana”: in tal modo il corpo si rilassa e avvia il processo della digestione più velocemente, anche grazie alle flessioni in avanti per prendere il cibo che favoriscono la produzione dei liquidi digestivi.

Inoltre, alzarsi e sedersi stimola i movimenti dei legamenti delle ginocchia, allontanando il rischio di artrite. Le bisnonne indiane tuttofare ne sanno qualcosa!

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Imboccare gli invitati di una festa

Mentre noi non oseremmo mai toccare con le dita la torta di un festeggiato e, al contrario, sgridiamo i bambini quando infilano il ditino nella panna montata, in India c’è l’usanza, a tutte l’età, in tutti i contesti sociali, in ogni situazione privata o pubblica, di tagliare la torta ed imboccare, rigorosamente con le mani, uno ad uno tutti gli invitati presenti.

I parenti e gli amici più stretti, a loro volta, imboccano il festeggiato ed i più buontemponi, spesso e volentieri, letteralmente spalmano la torta sulla faccia del malcapitato.

Guardate come mi hanno combinata per il mio compleanno…

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Rivestire il pavimento con sterco di vacca

Lo sterco di vacca, anche grazie alle sue proprietà antibatteriche, è il miglior disinfettante naturale.

In un tipico villaggio indiano, non è raro trovare l’intero pavimento della casa ricoperto di pasta di sterco di vacca.

Inoltre, se mescolato con la calce, lo sterco è anche usato per ricoprire le pareti delle case di terra cruda.

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Un po’ di zucchero e la pillola va giù

Spesso e volentieri, nelle famiglie indiane, prima di eventi importanti come esami o colloqui di lavoro che possono portare un po’ di stress, si usa dare il Dahi-Shakkar, ovvero yogurt e zucchero, perché così si resta calmi.

Non tutti sanno infatti che lo yogurt porta refrigerio, mentre lo zucchero ci dà l’energia giusta per affrontare la giornata.


Se da un lato queste tradizioni possono essere considerate simpatiche o addirittura divertenti, dall’altro c’è chi pensa che possano costituire la causa della lentezza dello sviluppo dell’India.

Oggi, ad esempio, mentre scrivo questo blog, è un giorno di shradh, ovvero un momento di cattivo auspicio durante il quale non si fa niente di nuovo, non si compra niente, non si parte, non ci si sposa, non si firmano contratti, non si stipulano accordi.

E di questi giorni negativi ce ne sono moltissimi durante l’anno.

Quindi, immaginate di essere a Roma, Parigi o New York, nel vostro ufficio prestigioso, sotto l’occhio vigile del vostro CEO, e dovete concludere un appalto di milioni di dollari con un’azienda indiana. Al telefono, dall’altro lato, qualcuno vi risponderà dicendo: “mi dispiace ma oggi porta male!

E voi commenterete con: “Incredibile India!”

10 commenti
  1. Solare
    Solare dice:

    Queste tradizioni scaramantiche ma anche ricche di significato in alcuni caso, non mi dispiacciono. Forse perché le osservo da fuori ma penso che sia molto saggio continuare a credere che non tutto dipende da noi e quindi se oggi porta male….andiamo piuttosto al mare! Bello il tuo post.

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      A me alcune piacciono molto, e quelle che hanno una spiegazione tecnico-scientifica sto cercando di farle mie. Per esempio, trovo beneficio a mangiare con le gambe incrociate.
      Grazie per il commento.

      Rispondi
  2. mara
    mara dice:

    Bell’articolo. Sono moglie di un indiano…in questo momento mi trovo proprio qui . .in vacanza..L’ India è un universo pieno di tradizioni e contraddizoni..per questo affascinante .. ma ci vuole molto spirito di adattamento…e abituarsi che qui non esiste privacy

    Rispondi
    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Grazie Mara, dove sei di bello in vacanza? Hai ragione riguardo alla privacy, ci sto lavorando su. Ma ammetto che, anche se vivo in famiglia, mia suocera è molto moderna e rispettosa dei miei spazi. Sono molto fortunata.
      Buon proseguimento di vacanza!

      Rispondi
  3. Tatiana
    Tatiana dice:

    Sopporterei quasi tutto ma le pipi’ sui muri no.Forse neanche farmi mettere le dita in bocca.Invece sono molto in armonia cpn le giornate no in cui non si puo’ fare niente,bisognerebbe istituirle anche in occidente !

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    • SusIndia
      SusIndia dice:

      Ciao Tatiana. A dire la verità, non è che ti infilano le dita in bocca: in teoria, si infilano un pezzo di torta , poi magari qualche incidente di percorso capita, ahaha!
      mentre sono d’accordo con l’istituire i giorni di pacchia totale 🙂
      Un saluto

      Rispondi
  4. claudio tasinato
    claudio tasinato dice:

    vorrei proprio venire a visitarla sopratutto per visitare me stesso, ma devo ammettere che ho un po’ di paura non parlo l’inglese e non saprei come muovermi

    Rispondi

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