17 Maggio, la lotta contro l’omofobia e il gay pride

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Anche in Lesotho il 17 Maggio ha assunto un significato importante. Sì, perché se in Europa il 17 Maggio è il giorno in cui si celebrano l’uguaglianza e la lotta all’omofobia, la discriminazione di genere viene presa sul serio anche da queste parti.

Gay Pride

Non mi aspettavo una parata dell’orgoglio gay in grande stile. Mi sono allacciata le scarpe, munita di palloncini colorati e mi sono unita al corteo, curiosa di vedere come l’omofobia si combatta qui. E desiderosa di mostrare supporto.

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In puro stile mosotho, la marcia, che doveva cominciare alle 9, non si è mossa fino alle 11.30.

Ma a differenza di molte parate a cui ho partecipato da studentessa, mi ha colpito molto l’efficiente organizzazione di questa. Il corteo non parte finché la polizia non arriva. E la polizia si assicura che la gente lasci una corsia della strada libera per il traffico di auto.

Non ci si scontra, si collabora. Certo, non è stato un gay pride in stile America, il corteo era piccolino e i partecipanti veramente molto giovani. Giovanissimi, teenager, inclusi gli organizzatori e per questo mi è piaciuto.

Transgender, queer o omosessuale, etero o lesbica, ma che differenza fa

Siamo in un paese dove non è facile esprimere l’omosessualità; dove forse comincia a essere tollerato solo adesso l’essere “diversi” (e poi diversi da chi, dai “normali”? E chi decide chi è normale?), ma dove si combatte ancora il pregiudizio. Fin qui niente di nuovo.

La manifestazione era stata ufficialmente autorizzata e, nonostante i partecipanti non fossero più di una ottantina, è stato bello vedere tanta allegria e tanta libertà espresse con i pochissimi mezzi a disposizione: un camioncino con un DJ sul tetto, palloni colorati, asciugamani a mo’ di bandiere con i colori dell’arcobaleno e via in strada a cantare, ballare e festeggiare.

Il corteo è terminato in un parco, sì, insomma, parco… lo chiamano Central Park perché è accanto alla Central Bank ma è uno dei grandi spazi quasi abbandonati che si possono trovare in città.

Appena entrati, notiamo una specie di ruscello d’acqua sporca, con i corvi che ci sguazzano dentro. Nonostante tutto, ci sono due grandi tendoni sono sistemati per coprire dal sole o dalla pioggia, e le preghiere cominciano. Le preghiere precedono ogni discorso o evento pubblico, qui: anche quando si tratta di LGBTI.

Tra festa e canti

Si continua con il picnic e con gli immancabili selfies. Già perchè noi ‘bianchi‘ veniamo fotografati come frutti esotici, e la gente fa la fila per avere il selfie con i bimbi biondi dei miei colleghi europei. Ma in un giorno come questo 17 Maggio tutto finisce in un sorriso, in un abbraccio e in un “siamo tutti uguali”.

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