Oggi sono venuti a farci visita 35 bambini dai 5 ai 9 anni.

I bambini di tre cicli scolastici, che qui chiamano all’americana, ‘gradi’ invece di classi, sono stati invitati a passare un pomeriggio alla Residenza dell’Unione Europea. Per scoprire un po’ di più sull’UE, ma anche per un pomeriggio ludico, facendo qualcosa di nuovo.

Arrivo e vedo tre tavolate di nani con i capelli rasati o le treccine strette strette.

Qui chi va a scuola si riconosce dalla testa, un modo per evitare il diffondersi di epidemie e anche per rendere tutti uguali.

Ascoltano diligentemente la mia collega. Lei  spiega, un po’ in inglese un po’ in sesotho, cose interessanti sulla formazione dell’Unione Europea, mentre loro tengono in mano le uova di cioccolato che abbiamo offerto all’entrata.

All’improvviso, un fracasso incredibile rompe questo religioso silenzio.

Che è successo? Semplicemente, la mia collega ha annunciato che “Laura viene dall’Italia”.

Circondata da alunni e maestri, mi trovo a mostrare foto del Colosseo e della Torre di Pisa, a dare consigli su come cuocere la pizza e a giustificare perché la Juventus non ha vinto.

E’ inutile… l’Italia è l’Italia, la conoscono tutti.

Li osservo e noto che quegli omini in divisa blu e bianca appena lavata e stirata, con le teste tutte tonde, in realtà indossano scarpe bucate e abiti sdruciti.

So che vengono da una scuola piuttosto povera del distretto. E che forse non mangiano carne da mesi. Le loro mamme hanno preferito spendere due soldi per la lavanderia piuttosto che per la merenda, per un evento così importante.

In Lesotho è raro che si muoia di fame. Ma e’ molto frequente che si mangi solo Pap.

La Pap e’ una polenta bianca che non è né nutriente né particolarmente gustosa. Spesso è l’unico cibo che si trova in tavola, e che sfama.

I problemi di malnutrizione in un bambino sono sempre gravi, a volte irreversibili. Ne va della salute, ma anche del rendimento scolastico.

Un bambino che non mangia  sano e che viene da una scuola pubblica qui ha poche chances di diventare ‘qualcuno’, da grande.

La lezione non si impara solo a scuola.

Io imparo. Imparo da questi bambini che non importa se hai mangiato o meno, devi studiare lo stesso per rispondere al quiz sull’Unione Europea.

Imparo dai loro maestri che molti di loro non avevano visto un uovo di cioccolato prima di oggi.

Imparo che i maestri, pur indossando anche loro camicie con i buchi, stanno educando una nuova generazione all’onestà, alla voglia di sapere e al rispetto, pur sapendo che i più ricchi andranno a studiare in Zimbabwe e gli altri dovranno accontentarsi di quello che la vita offre qui.

Saranno grati di aver passato qualche anno sui banchi di scuola invece che sulle montagne con i bestiame. Imparo anche che questi cuccioli ballano benissimo e non capisco come facciano, dato che sicuramente non hanno né radio né tv, a casa. Ma sono dei ballerini nati! Sarà l’aria africana…

Arriva l’abbondante merenda. Patatine, caramelle e frutta fresca, oltre alle uova di cioccolato.

La nostra cuoca ha anche preparato dei golosissimi hot-dogs per tutti. Una festa! Alla fine del pasto chiediamo a una delle maestre se voglia prendere un po’ degli avanzi per le famiglie più bisognose. Ci dice che prenderà tutti i resti perché le famiglie non hanno mai la cena a casa.

Felice, riguardo le foto e i video che ho fatto oggi.

Foto e video di loro che, sventolando i sacchetti delle patatine, producono musica e si mettono in gruppo a ballare.

Oggi la lezione è stata per me. E ho capito che un piccolo gesto non è mai piccolo. E che un uovo di cioccolato può cambiare tutto.

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Concorso Letterario per Racconti “Espatrio, le paure ed il coraggio delle Donne”. Leggi il Bando.

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