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Accettare una cultura diversa

Dopo aver passato il primo 4 Luglio in America sono qui a scrivervi su come è ancora difficile accettare una cultura non nostra.

“Paese che vai, usanze che trovi” recita il detto, ma tra il dire e il fare passa un oceano nel mio caso.

Il 4 luglio è un giorno molto sentito per gli americani, è la giornata dell’indipendenza e da perfetti patriottici si festeggia in grande stile.

Barbecue, giornate con amici e famiglie, parate e fuochi.

Io stessa non mi sono fatta mancare nulla in questa giornata che volevo passare da residente, mi sono sentita dire da italiani di essere fortunata a vivere questo giorno. E mi sono sentita fortunata, ma tra dirlo e vivere un’altra cultura le sensazioni cambiano.

Tra dire “mi devo trasferire” e “ sto vivendo in un altro paese” cambia, tra dire “tanto mi dovrò solo adeguare ai loro modi” e “sto vivendo in una cultura diversa e devo assolutamente accettarla” cambia. Tutto cambia, e noi expat dobbiamo cambiare. Ma in che modo?

Incominciando a pensare che non sono loro che devono stare alla nostra cultura italiana ma siamo noi che dobbiamo accettare i cambiamenti. Ovviamente non parlo di essere totalmente d’accordo su tutto o di cancellare la nostra tradizione, ma solo di accettare che non siamo più in Italia ed è ora di abbracciare un modo diverso di vivere.

Chi ancora non è partito darà per scontato questo discorso ma fidatevi non lo è, non bisogna mai dare per scontato una cultura diversa dalla nostra.

Quindi basta con “eh ma io sono italiano” che ho tanto sentito dire, siete italiani sì, ma bisogna anche capire che non si è in Italia.

Io in primis all’inizio non facevo altro che paragoni tra Italia e America come “ eh ma in Italia la sanità non è così, il pane non è questo, noi abbiamo altri modi, ma noi non ci comportiamo in questo modo, il sistema scolastico è differente, le verdure non sono così, il latte non dura tre settimane” (sì, il latte dura decisamente troppo ma  questo è un altro discorso) ma poi ho capito che ho scelto di vivere in un altro paese e quindi accettare di non essere più in Italia.

Ho scelto di vivere con americani che hanno modi differenti di rapportarsi, di avere un altro tipo di sanità, di trovare pane differente, un altro sistema scolastico, latte che scade dopo tre settimane (questo punto ancora mi preoccupa), altre regole stradali, altre leggi.

E ho cominciato a vivere serenamente.

Quindi un consiglio per voi che state espatriando: siate consapevoli della cultura altrui.

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2 commenti
  1. Nicolas
    Nicolas dice:

    sopratutto andare in Paese diverso dall’Italia e pretendere che le altre persone parlino la tua lingua ( dico l’Italia perchè ne ho una esperienza diretta).

    Rispondi

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