Per i riferimenti al titolo, andate ad ascoltare un classicone tutto torinese che ha colorato la mia adolescenza… 😀

Chi di voi ha letto qualche mio articolo o si è per caso trovato a sfogliare le mie pagine, sa che oltre ad avere una sorta di amore incondizionato per un’esistenza minimal (dove a farla da padrone è la qualità delle cose, dei momenti, delle relazioni umane e non la quantità) mi diletto in cucina e non disdegno i cosiddetti DIY (ossia le cose fatte a mano, un po’ come i pensierini che portavamo a casa da scuola..).
Natale, qua in Germania, è caratterizzato da una frenesia tutta tedesca fatta di piccoli regalini, tanto Glühwein, il cosiddetto Adventskalender – che ormai spopola anche oltralpe, complici ditte produttrici di dolciumi e globalizzazione -, l’Adventskranz (una sorta di centrotavola con quattro candele da accendere le quattro domeniche d’Avvento), biscotti e biscottini, candele, l’immancabile Tannenbaum (ossia l’albero di Natale) da addobbare il 24 dicembre e qualche volta persino il presepe, che qua prende il nome di Krippe.
adventskalender-rossoComplice una vena creativa che non mi fa letteralmente stare ferma un attimo, ho deciso di mettermi all’opera e creare tre Adventskalender da regalare al posto del solito pensiero di Natale, riempiendo sacchetti e sacchettini con the profumati, segnalibri, un libro speciale, cioccolato, candy-canes e chi più ne ha più ne metta. Ne ho fatto uno per la mia famiglia (comprensivo di una graziosa calamita che recita “Tutte le mamme mettono alla luce dei bei bambini ma la mia ha proprio voluto esagerare”…ah, la grandeur), mentre gli altri due sono per due amiche speciali, ognuna a modo loro.
Ogni Adventskalender contiene oggetti che rimandano ai momenti che abbiamo trascorso insieme, alle piccole cose che ci accomunano, alle risate che abbiamo condiviso e agli attimi che teniamo stretti. Ogni scatola contiene ventiquattro bustine, cristalli di felicità, risate sparse e abbuffate in compagnia. Ogni bustina significa: Ti penso. Ci sono. Non me ne sono mai veramente andata, non con il cuore.
Qualche giorno fa, una cara amica mi ha chiesto come faccio a rimanere per così tanto tempo in Germania senza avere veramente la voglia di tornare in Italia ma preferendo viaggiare, scoprire, mettermi in moto. Mi ha chiesto se non mi manca tutto quello che ho lasciato, se non mi mancano gli amici più cari, i momenti più veri e intimi, quegli attimi in cui siamo nudi di fronte alle nostre emozioni e ai nostri sentimenti.
La risposta? No, o forse sì… onestamente non lo so. Quello che so per certo è che quelli sono i rapporti che mi fanno dire “col cuore non mi sono mai allontanata”, quelli sono i momenti che aspetto e coltivo nel cuore, sono i “ti voglio bene” che non ho bisogno di dire a voce alta, gli abbracci dei quali non so fare a meno. Sono le sicurezze che mi hanno permesso di andare avanti, anche nei momenti difficili, perché mi ricordavano che posso farcela, spesso urlandomi “Daje roccia” al telefono.
Per queste parti di me – probabilmente le parti migliori – mi sono armata di stickers, colori, dolcini, pensieri, sacchettini bianchi e buon umore e ho deciso di restituire, invece di regalare, nella speranza che ogni piccola sorpresa ridia loro la misura di quanto incredibilmente mi abbiano fatta – e mi facciano ancora – sentire amata, protetta, speciale.

I legami più profondi non sono fatti 
Né di corde, né di nodi
Eppure nessuno li scioglie
(Lao Tze)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi