Alexandra dalla Russia racconta il suo espatrio in Italia

Mi chiamo Alexandra, sono una mamma expat russa di 28 anni.

Vivo in Italia dal 2012, dove fui mandata in trasferta dalla ditta per la quale lavoro. All’inizio ho abitato a Milano, da poco invece mi sono trasferita a Lucca, in Toscana.
Appena giunta in Italia ho iniziato a frequentare un corso di Master e fin dal primo momento la mia vita di EXPAT è diventata frenetica. La mia città russa d’origine è una grande metropoli per cui trovarmi a Milano, in mezzo a tanta gente, al traffico cittadino ed al ritmo incalzante della città lombarda mi ha fatto sentire a casa. Ho amato Milano!
Ad ogni modo il vero assaggio dell’ Italia l’ho avuto nel 2007, quando la visitai per la prima volta. L’ impressione che ebbi di questo paese fu “ da togliere il fiato”. Ricordo che una volta, di mattina presto, viaggiavo con un trenino locale nei pressi del lago di Como : era incredibile la bellezza del paesaggio che osservavo dal finestrino – il lago con le sue acque calme da un lato e una distesa di montagne verdi dall’’altro – una meraviglia! Fu allora che compresi come l’Italia potesse essere considerata un piccolo paradiso racchiuso nella forma di uno stivale.
Certo, ogni “stivale”, per quanto bello sia fuori, presenta sempre qualche odore sgradevole al suo interno…
Per me quell’odore si è tradotto nella italica burocrazia che mi ha resa succube di carte e documenti fin dall’inizio del mio soggiorno: carte per chiedere assistenza medica, burocrazia per dare alla luce un figlio, fogli e documenti per acquistare un’auto nuova e via dicendo. Forse non dovrei dire che questa fu la mia “prima difficoltà” perché a tutt’oggi la parte burocratica rimane il mio grande scoglio nell’affrontare la quotidianità , ed ho scoperto che anche per molte altre persone è così!
Dalla burocrazia italica alla famiglia italiana: una volta una mia collega mi disse “ se vuoi sposare un uomo italiano prima sposane la mamma!” Devo ammettere che è vero. La “mamma italiana” ha una fama mondiale. La famiglia italiana di solito è molto unita. Secondo me anche troppo talvolta. Intendiamoci, non c’’è nulla di male nel sentimento di unità familiare; ma per una straniera come me, che viene da un paese dove per famiglia si intende un ristretto nucleo – spesso limitato a padre, madre e prole – trovarsi di fronte ad una famiglia che include nel suo nucleo anche un innumerevole quantità di membri (nonni, zii, cugini, biscugini ) è sconcertante ed un poco mi destabilizza. Non sono abituata a gestire relazioni familiari così articolate.
Inoltre il mio italiano è decisamente scarso, mentre parlo russo madrelingua ed inglese a livello avanzato. Non c’è niente da fare: l’italiano è una lingua difficile! Oramai sono qui da tre anni, con marito e con tutta la sua numerosa famiglia a cui accennavo poc’anzi … eppure la mia conoscenza della grammatica è ancora nulla! Ovviamente riesco a chiedere informazioni al supermercato ed a scambiare quattro chiacchiere con i vicini di casa, o a spiegarmi con un poliziotto se necessario, piuttosto che dare istruzioni all’idraulico che è venuto in casa per un intervento di manutenzione.
Se devo essere sincera questo non è il livello di conoscenza della lingua che io desidero. L’italiano va imparato con dei docenti qualificati ed attraverso strumenti adeguati. Imparare l’italiano solo “parlandolo”, apprendere cioè la lingua sul campo, non porterà mai livelli avanzati.
Tuttavia gli italiani non esitano a parlare con me: sono molto amichevoli ed è facile fare amicizia. Il popolo italiano è “rilassato” : cosa molto positiva sotto certi aspetti ma meno eccitante sotto altri, per esempio in campo lavorativo la troppa rilassatezza può costituire una distrazione e portare a risultati diversi da quelli sperati.
Naturalmente, sebbene ami l’Italia, soffro di nostalgia per il mio paese. Credo che questa sia una caratteristica che investe in maniera trasversale tutti gli espatriati del mondo, di qualsiasi nazionalità.
Della mia patria adottiva, l’Italia, amo in particolare il senso dell’ospitalità e la tolleranza che ho riscontrato nei confronti di chi viene, o anche solo di chi tenta di venire, in questo paese per un lungo periodo. Questo fa sì che l’Italia ti faccia sentire benvoluto, ed è una sensazione bellissima.
Poi devo aggiungere che certe italianissime peculiarità come la tradizionale cucina ed i vini, i paesaggi mozzafiato, le “brezze marine” sono tutte cose che vanno assolutamente provate nella vita. Solo venendo in Italia – e vivendola – si riesce a comprendere quanto questa terra sia bella.
E’ il paese giusto dove emigrare? Chi lo sa, io di sicuro lo consiglierei! Emigrare in Italia è una sfida, soprattutto i primi tempi, ma vale sicuramente la pena!

My name is Alexandra.
I’m 28-years-old expat mum living in Italy, (recently moved from Milan to Lucca, Tuscany).
I am from Russia and I was transferred to Milan by my employer in 2012. At the same time, I started my masters degree here. I’d say, my life all of sudden became hectic.
As I came from a huge city, Milan for me was like home – traffic, too many people, too fast life. But I loved it.
My first “dose” of Italy I got in 2007 when I first time came here. My first impression about this country was breathtaking. I remember traveling in a local train from a little village located near the Como lake to Milan early in the morning. I couldn’t believe my eyes when I saw this landscape out of the window – still-standing lake on the right side and all covered in green mountains on the left – it was like a dream. It was then when I realised that Italy is like a little heaven in a shape of a boot.
Of course, as every shiny boot, Italy has some stinky parts inside. My first difficulty that I met here was the bureaucracy that Italians apply to everything. Bureaucracy in getting visa, bureaucracy in applying for a medical card, bureaucracy in buying a car/house, bureaucracy in giving a birth to a child. I guess, I shouldn’t call it “first difficulty” I met in Italy. It is a constant difficulty here. And not only for me.
I remember one Italian colleague once told me: “If you want to marry an Italian man, first you must marry his mother”… That’s true. La mamma italiana is known worldwide! Generally speaking, Italian family is very united. Sometimes, too much, I’d say. There’s nothing wrong with being so close to all your family members. But, for a foreigner coming from a country where a family means a little cell of society – an intimate union where only dad, mum and kids (not a clan!) are considered to be family members and others are only relatives – this becomes an everyday problem.
My Italian is bad. It is no way an easy language to learn. I’m here with my Italian husband and his family for three years and my grammar is nonexistent. Of course, I can express myself at the supermarket, have a chat with my neighbours, or explain a problem to a police officer/plumber, for instance. But, it’s not a desired level for me. Italian language must be learnt with a proper literature and teachers. Practicing only speaking will never take you to the advanced level.
Italians are very warm and friendly. It is easy to make friends here. Italians are relaxed. On one hand, it is a good quality – not rushing anywhere, on the other, it can be very distracting… especially at work.
I guess, as everyone else living far away from home, I miss my home. It’s a normal state of mind of an expat – constantly missing home.
I appreciate Italian hospitality, their tolerance to others coming or willing to come here to stay for a long term. It is great to feel like at home. What else… Well, food & wine, picturesque landscapes and sea breeze – these specialities of Italy must be tried.
One should come to Italy to see how beautiful it is.
Would I recommend Italy as an option country for an expat?
I guess, I would. It is challenging at the beginning, but it’s worth it!

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