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Anna, una psicologa in Algarve!

Non faccio eccezione a quella categoria di donne che mollano tutto e partono perchè si sono innamorate di un uomo lontano.

Per me è stato così: il mio trasferimento in Algarve è stato in primis “causato” da Pedro.

Poi, come a volte accade, la storia è finita. E io ho dovuto decidere il da farsi, combattutissima.

Ho deciso di restare.

Ho scelto di restare perchè ero e sono tuttora innamorata dei paesaggi, della gente, che si è sempre rivelata disponibile con me, dello stile di vita nettamente più semplice rispetto al mio nord Italia ma del quale assaporo cose genuine: il mercato del contadino, la spiaggia infinita dove trovo sempre pace (e moltissime conchiglie!), l’oceano, -immenso! -, il pesce fresco e il sole, che non mancano mai.  

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Dicevo: la gentilezza.

Mai scorderò quella mattina, una settimana dopo il mio arrivo a Faro, in cui vagavo per Olhão, una cittadina di pescatori poco distante.

Mi ero persa, ero alla ricerca di una associazione per presentare il mio curriculum.

Ho visto una vecchietta, tutta curva.

Ho cominciato a balbettare qualcosa in qualche lingua incomprensibile tra l’italiano, lo spagnolo, le reminiscenze liceali del latino e le due parole di portoghese che all’epoca masticavo.

Lei non ha capito nulla, ma ha capito che ero in difficoltà.

Mi ha preso sottobraccio e mi ha letteralmente trascinata dentro un bar, dove, con fare serissimo, ha spiegato al proprietario che lui avrebbe dovuto aiutarmi.

E così è stato.

E’ anche arrivato un lavoro inaspettato, bellissimo e interessante.

Oltre alle consulenze che già svolgevo per gli espatriati italiani, sono stata contattata per lavorare come psicologa in una casa di riposo portoghese.

Una sfida grandissima, che però si sta rivelando una esperienza meravigliosa.

Aiutare gli altri, accompagnarli in questa fase particolare della loro vita, dove dopotutto si tirano le somme su ciò che si è e che si è stati, quello che si è fatto e cosa si lascia nel mondo, mi riempie il cuore e la pancia di cose belle.

Ascolto con passione le loro storie, storie di campi, di mercati ortofrutticoli, di persone che rimpiangono il fatto di non aver potuto imparare a leggere, di preoccupazione perchè non piove e la terra è arida e ” il campo quest’anno non darà il massimo dei suoi frutti”.

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Al lavoro nella casa di riposo

Mi sveglio la mattina con il sole e vado a lavorare fischiettando, per una meteoropatica come me il clima è 50% della felicità.

Voglio far conoscere questa terra meravigliosa, questo paradiso ancora non del tutto contaminato, a tutti quelli che cercano una vacanza diversa o una vita nuova.

Tra le altre cose, il mio prossimo progetto è, in collaborazione con le realtà italiane,  l’organizzazione di vacanze autonomia qui in Algarve per persone con disabilità intellettivo-relazionale e/o psichica: il progetto si chiama: HolyDays – la Vacanza per Tutti.

Un abbraccio dal profondo Algarve,  Anna.

www.agatianna.com

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