Da quando viviamo in Cile, il nostro modo di mangiare non è più lo stesso.

È inevitabile: quando cambi paese, cambiano anche i prodotti nel tuo frigorifero, che rispecchiano sempre più il posto dove vivi. Ma io non lo vedo come un sacrificio, anzi.

Per dei palati curiosi come i nostri è stata una festa!

Siccome il Cile ha circa 5000 km di costa, il pesce è un prodotto importante della sua gastronomia, ma i cileni sono anche dei buongustai in fatto di carne e non perdono occasione di celebrare con un asado e buona carne alla parrilla.

I dolci locali non mi fanno impazzire (un po’ troppo dolci per i miei gusti) mentre mi piacciono molto i diversi tipi di empanadas (specie di panzerotti ripieni), pane e panini.

Curanto-Chiloé

Abbiamo provato cibo cileno in tantissimi posti, negli ultimi due anni, e da un paio di mesi ci mettiamo alla prova anche a casa: il martedì sera in casa nostra si sperimenta con prodotti tipicamente cileni.

Uno dei primi è stato il cochayuyo, un’alga molto diffusa e nota per essere molto salutare.

La prima esperienza non era stata granché: una gran puzza “di mare” e poco sapore, ci chiedevamo cosa fosse che lo fa apprezzare tanto. Ma poi un’amica ci ha dato qualche consiglio e ora siamo dei fans di questo prodotto, che è molto buono e fa pure molto bene. Si può mangiare sotto forma di polpette, di stufato, oppure fritto.

Poi abbiamo provato i changles e i digueñes, due tipi di funghi.

In umido, trifolati, in un’insalata, in una lasagna… le opzioni sono tantissime.

E altri prodotti della cucina locale: le patate cilene, di cui esistono moltissime varietà differenti, l’aglio chilota, i cui spicchi sono grandi come una mela, i piñones, che sono i pinoli dell’albero dell’araucaria, dal sapore di castagna.

Eppure, eppure, eppure. A volte cerchiamo i sapori italiani e in casa continuiamo a apprezzare, tra le altre cose, la classica pasta al pomodoro.

Un amico ha aperto di recente una piadineria a Santiago e lo scorso weekend abbiamo messo insieme vari impegni per visitare la città e anche provare la piadina. 600 km per assaggiare una piadina, e ne valeva assolutamente la pena!

Frutti di mare “al disco”

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