Lamanai1

Il Belize è diventata la mia casa da più di sei mesi. Ancora non vi ho detto che, proprio questo piccolo Stato di quasi 300.000 abitanti, vanta 3.400 specie di piante, 540 specie di uccellioltre 300 specie terrestri tra mammiferi, rettili e anfibi; quasi 600 specie acquatiche tra pesci d’acqua dolce e salata.

La barriera corallina che si estende lungo la costa è la seconda più grande al mondo dopo la Grande Barriera australiana ed è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Il Belize si contraddistingue per i suoi 4 simboli che lo rappresentano nel mondo:

  1. il Tucano dal becco rosso, per la categoria degli uccelli;
  2. il Tapiro, presente anche sulla nostra moneta locale, per la categoria dei mammiferi;
  3. l’Orchidea nera (Encyclia cochleata) per la categoria dei fiori;
  4. il Mogano, per la categoria degli alberi.

Sono presenti anche molti gruppi etnici differenti: garifuna, meticci, creoli, maya, cinese, Mennoniti, Medio Indiani.

Ma quello su cui voglio soffermarmi in questo articolo sono le Rovine Maya.

Camera da letto Maya

Solo in questo Paese si contano almeno 12 siti Maya visitabili, e altrettante rovine sparse  ancora sommerse di terra, come il sito di Noh Mul o quello di Sarteneja.
Non tutte le rovine sono scavate e visitabili, questo perché l’attuale governo è pieno di debiti e scavare una rovina significherebbe investire molto denaro che potrebbe tornare utile al popolo beliziano. Il Belize non investe nel turismo, purtroppo. Questo crea un ulteriore danno al Paese anche perché di bellezze da mostrare ne hanno davvero molte.

Noh mul

La prima rovina Maya che ho visitato è stata proprio quella di Noh Mul (in lingua maya significa grande altura).
Raggiungerle non è stato facile, nessuno sapeva dove fossero. Per pura fortuna un’autista le conosceva e ci ha fatto scendere dove presumibilmente doveva esserci il sito. In realtà si trovava ad altri 2 km. Dopo aver camminato invano sotto il sole cuocente, siamo andati al primo bar e abbiamo chiesto informazioni. Ci hanno offerto un passaggio per raggiungerle e ci hanno fatto da guida.
Inutile dire la delusione quando mi sono trovata davanti quelle poche pietre, visto che la maggior parte del sito è ancora ricoperta di terra.

Noh Mul

Santa Rita

Santa Rita, nel distretto di Corozal (dove vivo ora, si trova a pochi minuti da casa mia) è la seconda rovina Maya che ho visitato.
Si dice che sotto l’attuale città di Corozal si celano le rovine di un insediamento commerciale Maya risalente al Periodo Postclassico, oggi chiamato appunto Santa Rita.
Questo è un sito a pagamento, completamente visitabile, anche se la maggior parte di esso deve essere ancora scavata. Merita d’essere visto, soprattutto perché è presente una guida che spiega gratuitamente le rovine e l’importanza che avevano nell’antichità.

Santa Rita

Cerros

Il terzo sito Maya è quello di Cerros, e si trova dall’altra parte della baia di Corozal, è l’unico sito Maya del Belize ad affacciarsi sul mare.  E’ composto da almeno 6 templi ben decorati, costruiti a partire dal 50 a.c. Uno di essi era un tempio funebre, un altro era il tempio più importante, caratterizzato da enormi maschere di gesso poste ai lati; l’ultimo invece presenta la disposizione ‘triadica’ (un tempio principale fiancheggiato da due templi minori in cima alla stessa altura) non ancora scavati completamente.

Cerros

Lamanai

Il più grande sito Maya, per estensione, che ho visitato è stato quello di Lamanai (che in lingua Maya significa coccodrillo sommerso). E’ raggiungibile sia in barca (consigliato) che in auto, ma la strada è sterrata e piena di buche. Io ho scelto il tour in barca nel New River, con la possibilità di vedere uccelli, scimmie e coccodrilli che popolano questa parte del Paese. In più, compresa nel prezzo, oltre al pranzo hai una guida che ti accompagnerà per tutto il giorno.
Lamanai è uno dei siti Maya meglio scavati del Belize settentrionale ed è circondato da una fitta foresta pluviale.

Foresta pluviale Lamanai

Questo sito era già abitato nel 1500 a.c. e veniva usato soprattutto per le cerimonie. Vivevano circa 30.000 persone e probabilmente erano presenti più di 700 strutture, la maggior parte ancora da scavare.
Vedere dal vivo un sito di questa portata, capire come vivevano, gli usi e i costumi dell’epoca è un qualcosa di unico e spettacolare. Considerando il fatto che fino ad oggi li avevo visti solo nei libri di storia.

Lamanai2

A rendere unico questo tour sono anche le urla delle scimmie in lontananza: più che scimmie sembrano giaguari!

Scimmietta

Per le altre bellezze, questa volta naturali, del Belize, ci sarà un altro articolo 🙂

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