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Chi sono?

Sono tante cose, prima di tutto donna, madre, compagna, italiana, bassista, collezionista di vintage, appassionata di storia della Seconda Guerra Mondiale, con specializzazione sulla Battaglia d’Inghilterra, ed infine, infermiera, anzi, tecnico di anestesia e rianimazione.

Mi chiamo Mary, sono nata quasi 52 anni fa in Italia. 

Alle spalle non ho una storia facile: un matrimonio durato 18 anni e devastato dalla violenza fisica e psicologica, ma con tre ottimi prodotti, le mie figlie. Quando ho deciso di farla finita con botte e tentativi di omicidio ripetuti nei miei confronti, mi sono ritrovata rispettivamente con : una casa sulle spalle, tre bambine, senza una lira, perché nel frattempo, essendo libera professionista, e lavorando conto Asl, una certa Polverini, prendendo il governo della Regione Lazio, ed abolendo in pochi mesi l’esistenza in vita di tre dei più grandi ospedali romani, aveva reciso i contratti di lavoro esterni, gettando sul lastrico 5000 famiglie, fra cui la mia. Confesso, ho raccolto anche cicoria per i campi, e sono diventata anoressica per far mangiare le mie figlie.

Ma siccome per me il bicchiere è sempre mezzo pieno, dopo la devastazione , mi sono trasferita a Parma, dove nel frattempo avevo trovato di nuovo lavoro ed una persona meravigliosa che divide con me la mia vita.

La meraviglia è durata poco, intendo quella lavorativa, però: contratto interinale, 33 mesi e a casa. Insomma, di nuovo disoccupata e per di più anche con il mio compagno nella stessa situazione.

Alla fine, grazie alla fame di infermieri inglese, mi sono dovuta decidere: due anni di disoccupazione avevano riacceso il lumicino.

Nel 2015, partenza per Londra, poi a Bristol per tre mesi da una mia amica, lavoretti saltuari, e lo studio dell’inglese intensivo, iscrizione all’NMC ( albo delle infermiere inglesi), job interview, lavoro a Sheffield, il tutto in meno di quattro mesi.

A quasi 52 anni sono fra le tre italian nurses emigrate più tardi in Inghilterra. Ed è di questo che vorrei scrivere: le difficoltà, ma anche i momenti di gioia, la vita di ogni giorno per un’italiana di mezza età emigrata, la sua ansia di poter ritrovare la famiglia, la sfida di ricominciare daccapo, senza arrendersi. Per l’Italia sono una vecchia ciabatta, troppo giovane per la pensione, dopo 27 anni di lavoro, e troppo vecchia per continuare a farlo. Per l’Inghilterra sono una risorsa con esperienza da dare. What else?

Gli articoli scritti da Mary

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