C’è un ritornello che gira sul web e dice “Amica, di te non cambierei nulla. Anzi sì, l’indirizzo. Per averti un po’ più vicina”.
Prima, all’inizio di tutto, quando ancora ci conoscevamo poco e contavamo gli anni su una sola mano, io vivevo a Milano e tu a Mosca.
Poi io studiavo a Milano e tu hai avuto la bella idea di trasferirti in Germania a fare l’università. In una bella cittadina, per carità, ma comunque troppo lontana per noi che eravamo abituate a vederci tutti i pomeriggi: “Vengo io da te o vieni tu da me?”.
Poi io mi sono trasferita in Francia e tu hai traslocato a Berlino. A distanza di voli low cost.
amiche-abbracciate
Quando nasceva la mia prima figlia, io ero in Francia e tu stavi lavorando in Kenya.
Poi io mi sono trasferita in Cile e tu a Hong Kong. E quando nasceva il mio secondo figlio tu eri già volata a Singapore. Ora i voli che ci separano sono diventanti intercontinentali.
E settimana scorsa è nata la tua bambina e a dividerci ci sono sempre un paio di oceani e circa 12 mila km.
Quando la incontrerò, questa bimba?
Di sicuro le toccherà ascoltare la voce della tía Paola su Skype già da piccolissima, di sicuro ti obbligherò a mandarmi milioni di foto, di sicuro cercheremo di incastrare tutti i viaggi rispettivi per vederci.
Hai una conferenza a Buenos Aires? Cercherò di visitare in quel periodo Montevideo, saranno solo 200 km, se prendo un bus notturno e ti raggiungo magari riusciamo a vederci.
Vai a Milano per Natale? Dimmi le date per tempo così prendo anche i voli negli stessi giorni.
Certamente questo incastro di rispettivi lavori, mariti, famiglie sarà più difficile di quando l’unica cosa da fare era prendere la bici e 5 minuti dopo citofonare a casa tua.
Ma quando funzionerà sarà bellissimo.
E forse un giorno o l’altro riusciremo anche a fare quel viaggio in camper in Nuova Zelanda di cui abbiamo tanto parlato, con i miei bimbi e anche i tuoi.
Se noi voliamo nel senso di rotazione della terra e tu nel senso opposto sembra essere quasi a metà strada.
Ecco, stiamo già organizzando incastri un’altra volta.
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2 commenti
  1. Rossella
    Rossella dice:

    Noi almas viajeras dobbiamo sempre affrontare il problema della distanza. Ma la sensazione che si prova a rivedere quell’amica cara dopo mesi e mesi, se non anni, di sole chiamate è indescrivibile. Bastano un abbraccio e cinque minuti di chiacchiere e tutto ritorna come prima, come quando si era piccole. Basta davvero uno sguardo e gli inconvenienti che i km di distanza hanno portato svaniscono.

    Rispondi
  2. Sonia
    Sonia dice:

    Capisco perfettamente ciò che scrivi. Io quest’anno ho potuto ri-abbracciare fisicamente una mia cara amica e compagna di università. In questi anni ci siamo scritte e sentite via Skype, ma non eravamo nella stessa stanza fisicamente da oltre 10 anni. Il momento che ci siamo abbracciate è come se il tempo non fosse mai trascorso.

    Rispondi

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