L’amore narcisista

Narciso

Michelangelo Merisi da Caravaggio: Narciso (1594-1596). Roma, Galleria nazionale d’arte antica.

Noi donne che emigriamo siamo esposte a tante avventure, a volte belle, a volte brutte. Nelle nostre vite incontriamo tanta gente,  spesso anche l’amore.

Quando mi trasferii in Germania, dopo circa una settimana, uscii con la mia roomate per andare in un locale. Da lontano vidi un ragazzo e pensai:”lui diventerà il mio ragazzo“. Iniziai  a parlarci e ci scambiammo i numeri di telefono.

Ero felice: avevo un nuovo lavoro in un nuovo paese e avevo appena conosciuto una persona simpatica che mi dava emozioni.

Lui mi telefonava dalla Francia e mi intratteneva per ore; poi, però, spariva.

Lì viveva sua sorella, ma lui andava a dormire in albergo per non disturbare i bambini suoi nipoti.

Io, nonostante avessi superato i 30 anni, ero ancora naïf e gli credevo.

Ero come ipnotizzata e pensavo che lo dovevo sopportare in good and bad perché lui era l’amore della mia vita.

Il tempo passò e questa persona poco a poco andò scoprendosi.

Parlavamo ore al telefono ma solo se lo decideva lui.

Veniva a trovarmi solo se lo decideva lui. Io dovevo fare tutto ciò che diceva lui.

Le critiche nei miei confronti aumentavano giorno dopo giorno: ero troppo alta, troppo bianca, troppo grossa, dovevo stare più in silenzio, risultavo troppo emotional, facevo troppe domande, non ero capace ad adattarmi, non possedevo niente, alla mia età non ero arrivata ad un punto di fine e così tante altre offese gratuite, basate su cose che sentivo false e con i suoi giudizi del tutto opinabili.

Parlare con quest’uomo era diventata un’impresa.

Non c’era senso di logica ma io, ancora incosciente di chi avevo realmente davanti, cercavo sempre il dialogo.

Non vi nascondo che la manipolazione e le continue provocazioni mi hanno fatto esplodere un paio di volte e lui, ovviamente, attraverso la mia reazione provava la sua tesi, dicendo che il problema tra noi ero io e che mi dimostravo un’egoista perché non mi andava mai bene niente.

Essendo molto indipendente, mi allontanavo da questa persona con lunghi silenzi ma, entro un mese, lui mi chiamava di nuovo dicendo che mi stava pensando.

Passò il tempo; ci vedemmo ancora, ma qualcosa non era convincente in questa relazione. 

Mi chiamava dal lavoro, da casa, dalla Francia. Mi chiamava sempre, asfissiandomi.

Come sapete, poi mi trasferii in Svizzera e anche lui viveva in Svizzera, ma nella parte francese; una sera decise che io dovevo andare nella sua città, perchè voleva farmi conoscere dei suoi amici.

Io ci andai e, a tratti, la cosa mi sembrò normale.

La mattina mi preparò la colazione e mi chiese se volessi avere una storia seria con lui. Io gli risposi che non ne ero sicura.

Trascorse  ancora del tempo e un giorno, dopo circa un anno di conoscenza, mi confessò che lui era un bipolare narcisista.

Il mondo mi crollò addosso.

Mi chiesi: “Dio, cosa ho fatto per incontrare una persona così che mi sta rovinando la vita da un anno?”.

Da premettere che stavo da tempo cercando di bloccarlo in tutti i modi: e mail, telefono, social.

Lui, nel frattempo, aveva cambiato 4 numeri di cellulare per chiamarmi, oltre a farmi chiamare dai suoi amici e mettere in atto tante altre follie.

Iniziai a fare ricerche e scoprii un mondo a me sconosciuto: quello dei narcisisti.

Penso che sia il disturbo emozionale più brutto che un partner possa scoprire nell’altra persona.

Il narcisista, io lo definirei nell’ inglese “the hell“.

Documentandomi, ho scoperto che si tratta di una persona che non ha amore per nessuno, ti manipola mentalmente, è sadico, esprime cattiveria repressa e cerca di ferirti quanto più può e nel peggior dei modi. Lo scopo è quello di farti scomparire perchè, in confronto a lui, tu non sei niente. Ti schiaccia dal momento in cui apri gli occhi la mattina fino a quando vai a dormire. Le sue tecniche sono diverse, e non sempre dirette. Si passa dal contemplarti e adularti oggi, al riempirti di insulti domani dicendoti che nessuno ti ama.

Non prova empatia, non ha morale, non capisce cosa gli vuoi spiegare, ha un ego smisurato, pensa che tutti lo adorino e che tu sia una privilegiata ad averlo nella tua vita.

Per farvi capire meglio, vi faccio l’esempio di un mini film/video che a me sembra piuttosto esemplificativo.

Si tratta di un video di Letoya Luckett :”Back to life, dove lei conosce un uomo che, all’inizio, la adora. Un giorno lui le presenta “un’amica” –  ed è evidente che tra i due c’è un feeling –  ma l’uomo nega e sostiene che Letoya stia esagerando nei sospetti. In pratica finisce per incolpare Letoya, le dice che è lei il problema perchè immagina cose non vere e vuole sempre litigare e discutere.

Il narcisismo è un disturbo che si sviluppa intorno ai tre anni, ma i cui semi sono stati gettati anche prima, in un ambiente di genitori che hanno tendenze simili, che premiano i bambini solo se fanno gloriosità  o li puniscono se riportano un voto cattivo a scuola o non vincono una gara.

Nel momento in cui leggevo queste informazioni, mi rendevo conto che c’era una forte corrispondenza con tutto quello che avevo vissuto con quel ragazzo.

Ho dovuto sopportare tanto: foto con altre donne in atteggiamenti equivoci, telefonate strane da parte di persone sconosciute, frasi cattive del tipo che la sua famiglia non mi avrebbe mai accettato perché sono italiana.

Sentivo che c’era qualcosa di sbagliato fin dall’inizio, ma la forza per combattere l’ho trovata solo alla fine, quando lui mi ha detto del suo problema. Un giorno non ce l’ho fatta più e ho chiesto aiuto ad un amico a cui sono molto legata. Il mio amico ha chiamato questa persona e gli ha detto che doveva lasciarmi in pace perché ci stavamo per sposare. Il narcisista non ha accettato la spiegazione di buon grado dicendo che ero io che lo disturbavo sempre, che lui aveva una fidanzata e che di me non gliene era era mai importato niente.

Long story short: il mio amico era stato messo in guardia, da me, dalle possibili bugie che il tipo gli avrebbe raccontato sul mio conto e, per dimostrarglielo, gli avevo fatto leggere i precedenti messaggi che il naricisita mi aveva inviato.

Comunque, da quel giorno, non mi ha più chiamato e io ho continuato la mia vita, ma questa relazione ha lasciato un segno che ho dovuto curare.

Non nascondo che avevo sperato di aver trovato un uomo con cui instaurare una buona relazione affettiva. Qualcuno a cui, quando sarei tornata a casa la sera, avrei potuto raccontare la giornata, per esempio. Oggi so che non sarebbe stato possibile visto che ero arrivata ad un punto di terrore psicologico che non mi permetteva di esporre le mie idee per timore che lui le rivoltasse contro di me.

Vi sto raccontando la punta di un iceberg, ma questo tipo di situazioni è molto complesso.

Concludo solo dicendo che penso si dovrebbe, tra le altre cose, fare prevenzione nelle scuole allo scopo di imparare a riconoscere alcuni comportamenti: perché le relazioni sbagliate fanno paura e, in ultima analisi, procurano grossi danni psicologici.

donna-benda-occhi

2 commenti
  1. Clara
    Clara dice:

    Che ansia mi hai lasciato. Ho riporovato le stesse sensazioni che credevo fossero sparite dopo tanti anni dalla relazione con un narcisista. Questa ansia non finisce mai. La porteremo sempre dentro. Ti ferisce nel profondo e mina tutte le tue certezze…clara ( dubai)

    Rispondi
    • Ylenia - Palma
      Ylenia - Palma dice:

      Ciao Clara. Mi dispiace che ti e’ venuta l’ansia….non era questo il mio intento. Io solo ho scritto la mia esperienza per far capire alle altre donne che non sono sole. Se ti posso dare un consiglio vai da uno specialista o almeno prova….loro sono esperti e ti aiutano….ovviamente c’e’ da investire un po’ economicamente….ma ne vale la pena. Il segno rimarrà indubbiamente, ma almeno sarà’ meno opprimente. Un abbraccio forte.

      Rispondi

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