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In un bar, in discoteca, nel cortile della scuola, a casa di amici comuni, in una piazza, ad una festa.

Tempo fa, ci si vedeva per la prima volta in queste occasioni. Ci si dava la mano e quel “piacere, Laura” “piacere, Matteo” apriva una conversazione di solito abbastanza timida e con poche domande di routine.

Passava qualche giorno e ricevevi sul cellulare uno squillo seguito da un sms: era lui che ti chiedeva di memorizzare il suo numero.

Poi un altro squillo, di solito la sera, tra le righe “ti sto pensando”.

Ci si chiamava a casa, sempre la sera, per conoscersi, scoprire il gusto di gelato preferito, il nome della migliore amica, lo sport praticato.

Mamma e babbo iniziavano a capire che era la prima cotta e che, da quel giorno in poi, sarebbe iniziato un percorso complesso, fatto di domande e silenzi, nervosismi, adolescenze, spiegazioni.

In fondo, come si spiega l’amore?

Forse nessun genitore lo ha mai saputo fare, forse neanche loro l’hanno mai saputo realmente.

Poi si usciva a passeggiare, si andava al cinema, le presentazioni agli amici dell’uno e dell’altra, le prime feste insieme.

Magari mano nella mano. Lui ti riaccompagnava a casa e aspettava che entrassi nel portone, tu gli domandavi “fammi uno squillo quando arrivi, ti aspetto sveglia”.

Qualche giorno fa il mio amico A. mi ha raccontato una storia e mi si è accesa una lampadina: “ok Laura, prova a raccontarla, prova a capire le differenze, scrivi dell’amore oggi”.

Questa storia è piena di mondo e buoni sentimenti, potrebbe sembrare la tipica commedia romantica natalizia, ma va oltre, almeno per me.

Vediamo se riesco a farvi cogliere il senso che voglio darle, il cambiamento degli usi e costumi che stiamo vivendo, anche nei sentimenti.

A. prende un volo, va a Shangai, ci vive per un po’, ha un profilo Instagram (Ig).

Scatta delle foto alla città e a se stesso con i grandi monumenti come sfondo, le pubblica sul suo Ig.

Anche lei ha un profilo Instagram. E’ vicina a lui, si incontrano sul social network, si vedono lì per la prima volta.

Iniziano a scriversi, dato che si trovano nella stessa città. Il desiderio è quello di incontrarsi offline, dal vivo, davanti ad un caffè, ma il tempo li batte: lei riparte, non riescono a “toccarsi”.

Continuano ad osservarsi, da lontano, l’uno guarda le foto postate dall’altra, è un modo per conoscersi comunque.

Non sanno cosa li aspetta né dove arriveranno. Entrambi fanno le loro vite, in mezzo ci sono oceani e continenti.

Poi, in un luogo, vicino al mare, si vedono: possono toccarsi, finalmente. Si danno la mano, “piacere A., piacere M.”, inizia tutto o forse re-inizia tutto.

Adesso fanno gli equilibristi tra aerei, paesi, valigie.

Negli occhi del mio amico c’è una storia da vivere, c’è la voglia di andare insieme a lei, di raggiungersi, di guardarsi attraverso Instagram, FaceTime, attraverso gli occhi. Gli occhi di A. mi hanno detto “sono felice”.

L’amore, oggi, vive di connessioni online, di whatsapp, di foto scambiate ripetute volte durante le giornate; vive di “cercalo su Facebook o Instagram e sbircia un po’ il suo profilo, cosi capisci se può fare al caso tuo”.

Innamorarsi ai tempi dei social network. 

L’amore ora, ai tempi di due persone che si vivono a distanza con whatsapp, Facebook, Instagram, Skype.

A volte il cuore lo tieni vicino, altre il cuore è dove gli pare.

L’amore ora, due persone che ci credono, sia dove sia.

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4 commenti
    • Laura Cavalcante
      Laura Cavalcante dice:

      Ciao Alessia, è verissimo potremmo parlarne per ore. Ho scoperchiato un vaso di Pandora… l’argomento è vasto e con spunti interessanti. Quando vuoi ne parliamo con piacere!
      Un abbraccio.

      Laura – Barcellona

      Rispondi
  1. Maria
    Maria dice:

    Ho conosciuto A. (si! anche lui…) a casa di amici, era venuto in vacanza dall’Italia, a trovarli.
    Una cena, poi un pranzo, poi un bacio prima che lui prendesse l’aereo.
    La mia amica che mi passa il cuo contatto di facebook, noi che cominciamo a scriverci. Ci siamo rivisti quattro mesi dopo, quando io sono tornata in Italia per le vacanze. Due anni dopo continuiamo a crederci, tra valigie e whatsapp.

    Rispondi
    • Laura Cavalcante
      Laura Cavalcante dice:

      Ma che bella storia Maria!
      Oggi è tutto possibile, se vogliamo possiamo davvero abbattere le barriere, le distanze, le differenze, i fusi orari.
      Non smettete di crederci.

      Grazie per esserti raccontata.
      Buona vita,

      Un abbraccio
      Laura – Barcellona

      Rispondi

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