SURF-PRAIA DO GUINCHO-PORTOGALLO

In questi mesi ho scritto quelli che definisco “appunti di consapevolezza”, perché di questo si tratta: fare le cose con consapevolezza, continuando quel lento e alle volte doloroso processo verso la persona che vogliamo essere e la vita che vogliamo vivere a tal punto da sentirsi dire “tu non sei normale”.

Qual è la vera normalità?

A volte la realtà di un espatrio è diversa da quella immaginata. L’essere soli non facilita il percorso, soprattutto quando vorresti che famiglia e amici fossero di supporto e invece ti ritrovi a giustificare il tuo modo di vivere, come se all’improvviso fossi diventata una decerebrata che non è in grado di capire che la situazione non è idilliaca.

Maggio – “Ho deciso che resto”.

Il Portogallo era stata una seconda scelta. Sono arrivata seguendo coincidenze e nessuna aspettativa. Ho deciso di restare per quella sensazione di ospitalità che vi ho trovato e la bellezza di un paese ancora poco conosciuto.

Durante una biciclettata con destinazione Praia do Guincho, con il sole che mi colpiva in viso, controvento e con l’oceano di sottofondo, ho detto ad alta voce: “Ho deciso che resto”.

Quello che vogliamo non dobbiamo solo pensarlo, bisogna dichiararlo.

Giugno – “Ho detto NO”.

Ho alcuni progetti e la consapevolezza che non ho più voglia di lavorare a una scrivania 8 ore al giorno, ma riconosco che un contratto di lavoro dipendente facilita innumerevoli situazioni.

CERCARE-LAVORO-LINKEDIN

Le offerte di lavoro che mi interessano si contano su una mano, in primis perché le leggo con occhi diversi:

“Flessibilità”: non la tua. In molte realtà un’ora di permesso spesso deve essere giustificata da una visita medica, un funerale, qualche pratica burocratica. Se hai figli magari trovi più comprensione, sempre che il tuo superiore sia genitore, ma se non rientri nella categoria e vuoi solo godere delle ore dovute per riposarti “no, mi spiace quello no”.

“Capacità di lavorare sotto-stress”: questo mi fa pensare che se si lavora sotto-stress allora c’è qualcosa che non funziona nell’organizzazione aziendale. Perché una cosa è gestire un’emergenza, un’altra è lavorare sempre in queste condizioni.

“Assunzione di responsabilità”: ecco la classica situazione in cui, tra le righe, ti prendi responsabilità che non ti competono senza che siano compensate economicamente e a volte non vieni neanche ringraziato.

Se volessi lavorare in uno dei tanti call-center non avrei difficoltà, cinque lingue aiutano.

Tra i vari gruppi di Facebook si trovano persone pronte a inoltrare il tuo curriculum alle risorse umane. Che altruismo!

Poi ho capito che questo altruismo non è altro che interesse personale. Se presenti una candidatura e la persona viene assunta, restando in azienda per un periodo di 6 mesi, viene elargito un bel bonus.

Ho fatto di recente un colloquio per una di queste aziende “work and fun” alla ricerca di italiani ma dove in italiano non ti fanno neanche una domanda. Lo sanno quante persone non sanno coniugare un congiuntivo nella propria lingua?

Ti vendono il pacchetto come qualcosa da non perdere, stipendi sopra la media e un ambiente cool ma durante il colloquio ti fanno domande che di nuovo e stimolante, per chi la lavora da più di una decade non hanno nulla, anzi fanno pensare che anche questi giovani innovatori siano animali addomesticati. Ho ringraziato e il giorno dopo ho detto “No, non sono interessata”.

ANIMALI-ADDOMESTICATI-COIMBRA

Il lavoro su misura me lo devo inventare.

Ho smesso di sprecare energie in qualcosa in cui non credo. L’ansia che si faceva strada, una volta presa questa decisione, è improvvisamente sparita.

Luglio – “A.A.A. Cercasi casa”

Accantonato per il momento il tema lavoro, la mia priorità è cercare casa. Tema che mi sta dando più mal di testa e ansia del lavoro.

AFFITTARE-CASA-PORTOGALLO

Sono passati 4 mesi da quando sono arrivata ma ho già un’idea chiara della situazione affitti. Il mercato immobiliare in pieno periodo estivo è fuori controllo. Anche la nonnina che non accede a internet è venuta a conoscenza di AirBnb.

Trovare un appartamento per il mese di agosto a lungo termine è mission impossible, salvo essere disposti a pagare affitti a prezzi turistici. Non è il mio caso.

Riconosco che le mie credenziali non sono eccellenti, sono straniera e alle fatidiche domande: “Ha un lavoro? Ha una dichiarazione dei redditi? Ha un garante (portoghese, si intende)?” le risposte non sono a mio favore: “Non ancora. Sì ma l’anno scorso ho lavorato solo tre mesi. Sono qui da sola, il garante portoghese non ce l’ho.”

Nel frattempo è arrivato il momento di lasciare definitivamente il mio appartamento a Barcellona.

Ho venduto i mobili e mi restano solo effetti personali.

Il trasloco è organizzato verso Porto, dove sono riuscita ad affittare un magazzino di 1,5 metri quadrati.

TRASLOCO-BARCELLONA-PORTO

Mi sento come Julia Roberts nel film “Mangia, Prega, Ama” nella scena in cui chiude la saracinesca di un garage dove sono stipati i suoi averi. Ne segue un lungo viaggio, alla fine del quale incontra l’uomo della sua vita.

Da un lungo viaggio ci sono tornata anche io ma non ho avuto lo stesso lieto fine. Direi che a Julia Roberts è andata meglio. Era lei che diceva: “Quella gran culo di Cenerentola”? Ah sì, ma era un altro film.

Ritornerò in Portogallo i primi giorni di agosto, senza avere una casa. Provo quel misto di paura ed eccitazione, ho davanti a me infinite possibilità.

Agosto – “Vagabondando”

Ho chiuso il capitolo Barcellona. Se ancora non ho trovato casa, ci sarà una ragione.

Le cose non vanno forzate e insistere la maggior parte delle volte è solo uno spreco di energia e non sempre ne vale la pena. La mia indole da vagabonda mi sussurra di mettermi in viaggio usando la formula volontariato Workaway (ve ne abbiamo già parlato nell’intervista con Paola, qui). Detto, fatto.

Trovo un’offerta molto interessante vicino a Sintra, un’oasi di pace nel verde vicino al mare. Direi che è il posto ideale dove riflettere e riacquistare energie.

Il posto è un maneggio dove effettuano ippoterapia e coaching assistito dai cavalli. Ho paura dei cavalli ma non saprei spiegarne il perché. Questo è esattamente il posto perfetto per farmela passare o almeno per affrontarla.

IPPOTERAPIA-COACHING-PORTOGALLO

Faccio lo stalliere. Mi occupo dei cavalli, della nutrizione della loro pulizia e dei box, il che include spalare “cacca”, cosa che facevo anche seduta a una scrivania, cambia solo la consistenza.

La maggior parte delle persone che mi conoscono penserebbero che ho perso tutto il mio glamour.

Un lavoro pesante ma che mi aiuta a lavorare su me stessa.

Adesso per me è fondamentale vivere il presente. I cavalli lo insegnano ogni giorno.

Il cavallo è un erbivoro, una preda nella catena alimentare, quindi sempre concentrato nel presente. Riconoscono le nostre emozioni e molto spesso sono il nostro specchio.

Ho lavorato sulla mia pazienza, la leadership e l’assertività con buoni risultati.

I primi giorni erano i cavalli a portarmi in giro, alla fine è diventato un lavoro di team.

Le cinque settimane sono volate, mi è dispiaciuto andarmene anche se sono sicura che li rivedrò, come rivedrò le persone che ho incontrato.

Settembre – “Forse sto sbagliando.”

Agosto è passato tranquillamente, l’esperienza Workaway mi ha ridato molta energia.

Ho visitato alcune località lungo la costa de Prata (costa d’Argento) e ho iniziato a titubare sulla mia convinzione di volere vivere a Porto.

Forse sto sbagliando.

Ma quando iniziano a crollare le certezze, allora ecco che appaiono altre possibilità. Il tutto sta nel sapere prenderle al momento giusto.

Cosa ho risolto? Ancora nulla, ma ogni giorno vedo più chiara la strada da percorrere.

VOLONTARIATO-WORKAWAY-PORTOGALLO

7 commenti
  1. Rosanna - Lisboa
    Rosanna - Lisboa dice:

    Sveglia presto per terminare un lavoro, poi vedo il titolo dell’articolo e mi dico “leggilo più tardi”, chiudo la pagina e torno al lavoro. Ma no! Torno all’articolo curiosa perchè è il Portogallo e anche per il titolo. Essere consapevoli delle proprie scelte non è facile. Farsi soffocare dalla consuetudine, da quello che sarebbe, dico sarebbe…., sensato fare è invece facilissimo, è come decidere se nuotare controcorrente o invece farsi trascinare dalla maledetta corrente. Non sono tua madre, ne una tua grande amica, ne uno di quei guru di mindfulness che sorgono ad ogni angolo, ma se può rappresentare una goccia nel deserto ti dico che stai facendo la cosa giusta, ti dico resisti e non demordere. Rinunciare a comodità, a carriera, beni, considerazioni e opinioni degli altri, fa un po´ male, è vero, ma sappiamo che è qualcosa che ci possiamo riprendere, prima o poi. Se rinunciamo a noi stessi, ai nostri sogni, a ciò in cui crediamo, forse ritrovarci e ritrovarli sarà arduo e magari impossibile. Se vuoi sono a Lisbona para “um café e dois dedos de conversa” tra un’espatriata in Portogallo di lunga data e una appena arrivata 😊

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  2. Laura
    Laura dice:

    Datti tempo Porto e’ una citta’ magica , tornerei a vivere li io un giorno. Il resto mi pare di capire che e’ venuto da solo…ti auguro tanta energia e zero ripensamenti

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    • Valentina
      Valentina dice:

      Al momento nessun ripensamento. Sono fiduciosa nel futuro e con i vostri commenti in qualche modo mi sostengono. 🙂

      Rispondi
  3. Mori
    Mori dice:

    Leggendo i tuoi articoli ho pensato “com’è cambiata la Vale”….no sei sempre la stessa di allora ma con la consapevolezza di te stessa. Ecco perché ti stava stretto il nostro mondo….auguri Vale, un po’ ti invidio ( invidia buona intendo) abbraccione
    P

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