Ancora pochi giorni e poi si va in ferie!

Da quando sono andata via dalla mia città di origine, vacanza vuol dire tornare a casa dai miei e ritrovare tutta la mia famiglia. Riesco ogni tanto a prendere un weekend lungo per andare a visitare un posto nuovo, facilmente raggiungibile, scegliendo quindi mete vicine, ma gran parte delle ferie la dedico sempre al grande ritorno in patria.

Il problema è che questi giorni non bastano mai! I giorni di ferie standard in Portogallo sono solo 22 ed io ad esempio quest’anno li ho divisi così: 10 giorni ad agosto, 4 tra Natale e Capodanno e 5 a maggio, totale 19 giorni di ferie per tornare 3 volte in Italia. Due giorni, poi, li ho dedicati a un weekend lungo da trascorrere con mio marito e mia figlia. Un ultimo giorno me lo tengo di riserva per qualche imprevisto.

Invidio molto i miei coetanei che ogni anno approfittano delle ferie per fare un bel viaggio lungo e conoscere nuovi posti anche lontani. Sogno di farlo anche io, ma devo fare delle scelte: per me adesso è più importante tornare a casa il più possibile, stare con la mia famiglia e trasmettere questi forti legami con le origini a mia figlia.

Dico sempre che ci vorrebbe almeno una settimana di ferie in più all’anno, per poterla dedicare a fare un viaggio altrove, ma tanto poi già lo so che alla fine la sfrutterei per tornare a casa, ancora una volta.

Purtroppo ogni rientro in Italia comporta una bella spesa, che  condiziona e spesso impedisce qualsiasi altro progetto di vacanza altrove.

La mia terra, la Calabria, diventa sempre più difficile da raggiungere anche per chi vive in Italia, tra voli low cost inesistenti, voli di linea dai prezzi proibitivi e treni altrettanto cari. Ogni volta, prima di comprare i biglietti per tornare, ci dobbiamo sedere a tavolino per un paio di giorni a ponderare tutte le combinazioni possibili per scegliere la meno cara: il tutto con almeno 3-4 mesi di anticipo, altrimenti addio vacanze.

Con un po’ di organizzazione e scongiurando qualsiasi imprevisto, finora sono sempre riuscita a pianificare le ferie con il dovuto anticipo e, almeno in estate, sono riuscita ad avere una ventina di giorni di vacanza a disposizione (unendo ferie e fine settimana) per respirare aria di casa. Quest’anno invece, per una serie di motivi, le mie vacanze estive saranno striminzite: meno di due settimane che voleranno via in un batter d’occhio.

Lo so che dovrei pensare che c’è chi sta peggio, chi non ha neanche un giorno di ferie, chi non ha nemmeno un lavoro, ed è per questo che mi ritengo molto fortunata a poter trascorrere del tempo con la mia famiglia. Resta comunque il fatto che, rispetto a quanto ero abituata a fare, questa volta sarà dura, il tempo volerà ed io non sono ancora partita che già penso con malinconia a quanto manca per tornare.

La cosa positiva è che stavolta, avendo meno tempo a disposizione, non ho in mente nessun programma.

Niente cene, gelati, caffè, incontri con amici che non vedo da tempo, nessuna gita fuori porta, nessun evento speciale; solo casa e famiglia.

Tutto il resto ben venga, ma avverrà senza averlo pianificato. In virtù di questa scelta, forse riuscirò finalmente a ridurre il volume delle cose che metterò in valigia: non devo prevedere l’abbigliamento serale, quello elegante, quello informale, non devo prevedere abbinamenti di scarpe e borse e giacche, né tantomeno le duecento cose che di solito mi porto dietro per il “non si sa mai”.

Mi ritrovo puntualmente, come penso il 99% delle persone che viaggiano, specialmente se si tratta di un ritorno a casa, ad usare sempre e solo quelle tre-quattro cose che mi piacciono di più e tutto il resto torna nella valigia di ritorno piegato e intatto, a occupare solo spazio.

Forse sto diventando saggia e inizio a dare sempre meno peso alle cose materiali. Sto realizzando che, in fondo, tutto quello che mi basta ce l’avrò intorno a me e davanti agli occhi, e non avrò bisogno di un vestito speciale per ammirare il panorama che mi aspetta… questo qui:

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