Altro giro, altra corsa.

Ricordi quella sgradevole sensazione in cui il tuo vestito preferito ti va stretto?

Quel vestito che ti ha accompagnato durante tutta la gioventù, che ti rendeva unica e irresistibile?

Ecco, quel vestito non ti entra più. Cerchi in tutti i modi di trattenere il respiro, di modificare il tuo corpo, ma di fronte al fatto certo che stai cambiando ci si può solo arrendere. Cominci a pensare a due soluzioni: o prendi una motosega e ti affetti, o forse accetti il fatto che la vita ti mette in evidenza che sei altro rispetto a prima e che hai nuovi bisogni.

Bilbao per me è stata come quel vestito che ti leva il fiato e non ti permette più di essere te stessa in tranquillità.

Con coraggio e pazzia, sono andata dal mio capo dicendole che questa città non fa per me. Lei ha riflettuto, ha capito e in tono dispiaciuto ma affettuoso mi ha detto che l’importante è seguire il proprio intuito, quell’intuito che mi ha sempre gridato a pieni polmoni di cambiare, di andare via, di non accontentarmi.

Dopo aver fatto la mia scelta, con l’idea di rimanere a Roma e “buscarme la vida”, attraggo a me un’altra occasione. Ho vinto una borsa di lavoro in cui vivrò 6 mesi a Madrid e altri 6 mesi a Roma, avvicinandomi all’Exhibit design. Partirò a fine novembre per la Spagna vera, lasciando alle spalle i Paesi Baschi, luogo di gioie, scoperte, lacrime, forza, convivenza e solitudine.

Questi dodici mesi vissuti a Bilbao mi hanno permesso di evolvere e cominciare a co-creare la realtà desiderata.

La forte sensazione di precarietà, di ricerca costante di identità profonda e di un senso al trascorrere degli eventi vissuti mi hanno inevitabilmente portato a vivere un deserto interiore, duro ma proficuo.

La gente e gli amici attorno a me non mancavano; non ho vissuto una solitudine fisica, ma la martellante mancanza di appartenenza e stabilità. Ho percepito di essere immigrante, legando solo con stranieri, meteore viaggiatrici, multilingue, soprannominati da me i supereroi: zaino in spalla, stessi interessi, musica, arte, viaggi, entusiasmo e inquietudine nei confronti della vita.

Gente che cerca l’amore, gente che l’ha trovato dopo infinite delusioni, gente che parte con la speranza nell’ignoto; chi ha finito la sua esperienza di lavoro e torna a casa. Un incontro, un abbandono, un ritrovarsi e poi sparire nel nulla. Fare pace col passato, nello straziante e sottile ronzio della quotidianità, sperando che accada qualcosa che ti salvi dal piattume. Aspettando questo Godot, che non arriva mai.

Se non avessi vissuto tutte queste durezze, non avrei scoperto alcuni miei punti di forza e altri di fragilità.

Non sarei entrata nel profondo della mia stanza interiore. Come il processo di navigazione negli abissi marini: più vai in profondità, meno luce c’è, più vita incontri.

Voglio essere grata a Bilbao per le cose positive, ma anche per quelle negative, avendo avuto la saggezza di trasformare ciò che apparentemente sembra senza senso in occasione di fortificazione e riflessione.

Niente è a caso…

selfie-elisa-bilbao

3 commenti
  1. Isabella
    Isabella dice:

    Ciao Elisa,
    scusami per questo commento che non ha nulla a che vedere con la tua esperienza spagnola, ma ho letto nella tua presentazione che sei stata in Australia, dove hai insegnato italiano. 🙂
    Volevo chiederti come hai fatto ad inserirti nel mondo dell’educazione australiana: io ho una laurea triennale in Lettere Antiche e sto per completare la magistrale in Archeologia Classica, sperando che siano valide Down Under.
    Ti ringrazio e ti auguro buona serata. 🙂

    Rispondi
    • Elisa
      Elisa dice:

      Ciao Isabella come stai? Grazie per la pazienza nell’aspettare la mia risposta. Allora io non ho insegnato italiano in una scuola, ma privatamente attraverso il passaparola. Per poter entrare a lavorare pubblicamente credo che bisogna avere una serie di skills richiesti. Esiste una lista di mestieri, stilata dal governo Australiano che sottolinea quali sono i lavori richiesti per poter ottenere un visto permanente. Il percorso è molto lungo e faticoso, ma se vuoi, puoi. Mentalizzati che dovrai fare corsi su corsi: della nostra laurea se ne fregano, apparte per ingegneri, architetti e medici credo. Bisogna avere molta fortuna e le idee chiare. Mi spingi a scrivere un prossimo articolo sull’Australia. Se vuoi più info son qui a disposizione. Un saluto grande e in bocca al lupo!

      Rispondi
      • Isabella
        Isabella dice:

        Ciao Elisa, tutto bene e tu? 🙂
        Ti ringrazio per avermi risposto e non vedo l’ora di leggere il tuo articolo sull’Australia.

        Rispondi

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