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Pranzetto e Feyenoord, au pair ed Expat. Metà tra le Au pair sono tornate a Rotterdam. Qui presenti due sudafricane, quattro italiane, una ukraina, una tedesca e una spagnola!

Eppure ci dovresti essere abituata.

Questo è quello che una delle mie amiche expat mi ha detto, dopo che sono scoppiata in lacrime, appena sciolta dall’abbraccio di una ragazza che stavo salutando. Il suo anno da au pair è finito e lei torna a casa.

Lo ha fatto lei e come lei troppe persone, au pair, a cui mi sono affezionata; tanto che mi ero

latina-mediterranea-esteuropa

Ecuador-Slovakia-Italia

ripromessa che avrei dovuto sviluppare solo conoscenze, invece che amicizie. (Ma non penso sarà veramente possibile.)

C’è chi va e c’è chi resta.

Se sei au pair, il più delle volte, stai il tempo che devi stare e poi te ne vai. Rimanere dopo un periodo da au pair non è semplice perché, per la maggior parte dei casi, se sei au pair sei giovane, quasi sempre senza esperienza nella vita e costruirsi una vita difficile com’è quella da expat non è una cosa che tutti sono disposti a fare. Non fraintendetemi, si fa, ce l’hanno fatta tante persone e ce l’ho fatta io, ma non è semplice.

Di solito, chi non rimane lo fa per scelta o non si rimane perché non può restare, legalmente.

Salutare chi non rimane perché magari non ha il visto è la sfida peggiore perchè con loro, lo sai, le chance di rivedersi sono poche, a meno che non le si vada a trovare noi.

Ho un’amica, in particolare, che vorrebbe tornare qui a Rotterdam, ma sarà dura, perché viene dal Sud Africa.

Nella disperazione, gliel’ho buttata li, alla peggio la sposo così può stare in Europa. Non so nemmeno io quanto fossi seria, è una cosa detta mentre si piangeva nel momento critico del saluto e poi ci abbiamo riso su. Chissà se sarei mai disposta a farlo. Per adesso mi limito a cercarle lavoro.

Ho pensato seriamente che, considerata la sofferenza della separazione, forse dovrei smettere di uscire con au pair/expat. Poi però mi rendo che conto delle esperienze fantastiche che sto vivendo, tra le uscite internazionali o “meeting” spesso in casa mia, dove ci riuniamo aspettegolare, fumare e sognare (momenti per gentile concessione del fidanzato olandese).

In casa mia ci siamo ritrovate e ci si ritrova piu volte a settimana a bere birra con persone che la birra non la vorrebbero perché la reggono meno della vodka dei loro nonni, mentre si ascolta o si parla di cosa vuol dire essere una “figlia” dopo l’aparthaid in Sud Africa o di cosa significhi vivere in un paese invece che un altro, andando a parare sugli argomenti più disparati che vanno dalla politica al cibo. Oppure, mi giro a parlare con le mie amiche spagnole in italiano e loro mi rispondono in spagnolo perché è più semplice fare cosi che in inglese. Si fa meno fatica a capirsi.

Noi expat au pair abbiamo tutte qualcosa in comune.

Siamo le straniere, con la luce negli occhi di chi è in vacanza ma noi in vacanza in quel paese non ci siamo. Noi viviamo lì e quella luce ce l’abbiamo sempre. Ci emozioniamo per ogni piccolezza ci accada e accada nella città che ci fa da seconda casa: e che ci sembra la più bella di tutte.

Siamo donne, che hanno in comune il fatto di essere guardate con uno stereotipo che togliere non è semplice. Siamo la minoranza e, per tutelarci, per quanto forti possiamo essere, facciamo gruppo.

Con il tempo mi sono resa conto che intorno a me -con me-, si è creato un clan naturale, una specie di famiglia dove io spesso e volentieri sono considerata la mamma.

Una famiglia abbastanza strana quanto particolare e speciale, di quelle che ti scegli, dove non si parla la solita lingua; un qualcosa di non convenzionale che poi si sparge in tutto il mondo quando il corso della vita ci divide.

Le separazioni fanno sempre male, ma ci si può consolare pensando che possiamo considerare che potremmo sentirci un po’ più a casa, un po’ dappertutto.

Siamo au pair che vanno, expat che restano, amiche per il mondo.

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Italiane mix Sud Nord Centro, au pair ed expat (ora)

Se volete diventare au pair, date un occhiata al sito:  https://www.aupairworld.com/nl.

Per saperne di più sulla vita da expat in olanda, invece, visitate https://www.iamexpat.nl/.

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