Au-pair: istruzioni per l’uso

Au-pair è un termine francese che significa:

di persona e del trattamento famigliare che essa riceve quando, in cambio del vitto e dell’alloggio, presta la sua opera nel disbrigo delle faccende domestiche o, più spesso, occupandosi dei bambini, in una famiglia.

Dopo la laurea sono partita da sola, alla volta di un paese straniero nel quale ho rinchiuso tante aspettative. Avrei frequentato un corso di tedesco e allo stesso tempo mi sarei mantenuta facendo la ragazza alla pari.

Questa avventura é nata su un portale di annunci. Ci si iscrive come famiglia o come ragazza alla pari, si crea il profilo, si inseriscono i propri dati personali, esigenze, periodi di disponibilità, si seleziona il paese desiderato e voilà! Da quel momento il software filtra le richieste delle famiglie che si sposano maggiormente con le richieste della ragazza (e viceversa) e si creano i match.

Non ho scelto la città, ho solo scelto il paese, per cui sono arrivata a Düsseldorf per puro caso. La famiglia mi ha contattata attraverso il sito, ci siamo scambiati un delle mail e poi abbiamo fatto un paio di videochiamate su Skype. Era novembre 2014 e avrei dovuto iniziare il primo Giugno dell´anno successivo, poiché stavo lavorando in un hotel. Da lì a Giugno la famiglia mi ha offerto un volo per trascorrere un weekend di Febbraio con loro così da poterci conoscere. Non tutte le famiglie lo fanno, per cui ho trovato molto sensato conoscerli di persona prima di imbarcarmi in questa avventura, e sicuramente anche per loro è stato utile.

Il 31 Maggio 2014 ho chiuso la mia vita in una valigia.

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Veniamo ora all´ABC della ragazza alla pari.

Cos´è importante sapere?

1- Il contratto

Stipulatelo! Non è obbligatorio ma fatelo. Stipulare un contratto vi aiuta a definire il vostro ruolo e la varietà dei vostri compiti, così come i giorni liberi e le ferie. Ancora meglio se per scegliere la famiglia dove lavorare vi rivolgiate direttamente alle agenzie per ragazze alla pari che operano sul posto.

2- Orari e retribuzione

Siete ragazze alla pari, non babysitter. Vivete in casa con i vostri “datori di lavoro” che sbavano, mangiano e vogliono giocare. Sanno essere amorevoli ma anche impegnativi, per cui tenete sempre presente che è facile che il vostro lavoro diventi un 24 ore su 24, se non mettete dei paletti. Sfruttate il vostro tempo libero al massimo, esplorate la città, fate sport all’aria aperta, cercate gruppi expat su internet che organizzano eventi e divertitevi!

Il minimo di retribuzione di una ragazza alla pari è regolato da una normativa internazionale e non può essere inferiore ai 300 euro al mese. Le famiglie che possono permettersi una ragazza alla pari sono nella maggior parte dei casi molto benestanti, perció puó capitare che vi paghino anche l’assicurazione, i corsi di lingua o l’abbonamento dei mezzi.

3- Vantaggi e svantaggi

Stare a stretto contatto coi bambini e avere un’enorme responsabilità nei loro confronti vi farà sentire adulte. Imparerete ad avere pazienza, a rispettare i tempi dei bimbi, a prendervi cura di loro e riceverete tanto, tanto amore in cambio. Il vantaggio linguistico di questa esperienza è inquantificabile. La necessità di esprimersi, il bisogno di trovare le parole, sprona e sviluppa l’apprendimento più di tutte le ore passate sui libri. Aprrofittatene piú che potete!

La nota negativa come in tutte le esperienze all’estero è la lontananza da casa, qualche crisi passeggera. Ricdorate peró che se prenderete tutto con filosofia, come parte del processo, riuscirete a vivere un’esperienza unica e irripetibile. Inoltre, è estremamente importante instaurare un dialogo con la famiglia ospitante, di modo da potersi confrontare e “allineare” le loro esigenze con le vostre.

4- Come affrontare le divergenze

Come dicevo prima il dialogo è la chiave. Entrare nella quotidianità di una famiglia di sconosciuti non è semplice, né per voi né per loro. Cercate di vedere i diverbi come un tentativo ci conoscenza, come in una relazione anche in “famiglia” bisogna sforzarsi di comunicare e venirsi incontro quando c´è. La famiglia si fida di voi e ci tiene che voi vi sentiate a vostro agio per cui, se doveste avere delle richieste o delle lamentele fatevi avanti, non sarà mai un errore.

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Ho imparato un sacco di cose da questi 13 mesi da au pair, so cambiare pannolini con una mano sola, so cantare le sigle dei cartoni, so come imboccare un bambino che non vuole mangiare, come svegliarlo, come farlo addormentare, come fare il latte, come fare le trecce, come lavargli i denti, come cucinare la carne alla griglia e guidare un BMW Turbo. Ma soprattutto, ho raggiunto il mio obiettivo, ho acquisito un livello di tedesco che mi ha permesso poi di rimanere qui in Germania e costruire il mio futuro, tutto questo lavorando divertendomi.

Spero che queste informazioni, seppur molto personali, diano un quadro completo del ruolo della ragazza alla pari, delle porte che questa esperienza può aprire, e delle sfaccettature che la caratterizzano.

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