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Questa sono io prima e dopo il lavoro…


Oggi vi descrivo brevemente la mia giornata lavorativa. Ok, ammetto che il management del mio tempo libero non è dei migliori: sono facilmente distraibile.
Dunque, lavoro nella childcare industry, quindi asili e pre e post-scuola. La mia avventura in questa industria è iniziata due anni fa grazie alla conoscenza di una manager di un asilo (ero la baby-sitter dei suoi tre figli che non mandava nel childcare di cui era la manager…). Le sono piaciuta talmente tanto che non appena il visto di 4 anni è stato approvato e ho cominciato il corso di studi on-line, mi ha trovato un posto di lavoro in un asilo vicino casa.
Apro parentesi: gli asili nido (come si chiamano ora in Italia?) sono tutti privati e hanno sedi sparse per tutta Perth; la compagnia per cui lavoro accetta babies dalle 6 settimane fino ai 5 anni. Ogni asilo è suddiviso in diverse “rooms” in cui i bambini sono suddivisi non solo per età, ma anche per capacità (per esempio per essere “promossi” da baby a tiny tot bisogna saper camminare e sapere mangiar da soli). Dai 4 anni si può frequentare una scuola pubblica che diventa, però, obbligatoria solo dai 5 anni quando si frequenta la pre-primary (comparabile all’ultima “classe” di scuola materna italiana) e, se serve, si passa al servizio pre e post-scuola in cui sono accettati bambini dai 4 ai 12 anni. Chiudo parentesi.
Lavoravo 2-4 giorni alla settimana a seconda del bisogno e durante le 7 ore e 30 minuti venivo mandata in tutte le rooms a seconda del bisogno (mamme italiane dimenticatevi la continuità delle nostre maestre: qui i bambini vedono educatrici diverse ogni giorno o anche più volte al giorno. E vi assicuro che stanno bene e non ne soffrono), oppure ero di sostegno a bambini con special needs. Bambini che non conoscevo e di cui non conoscevo nemmeno la diagnosi, rooms di cui non conoscevo la routine nè la programmazione. Era veramente stressante e alcune colleghe erano maleducate.
Sono stata ben contenta quando una collega di quell’asilo, diventata manager di un’altra sede, mi chiede di lavorare in un pre e post-scuola a 10 minuti di macchina da casa, quindi con bambini in età scolare. Unico neo: split shift quindi 7-9 e 2.30-18. Proviamo. Fantastico! Lavoro meno stressante, pochissimi bambini, collega spettacolare e spesso finivano alle 16 (essendo pagate comunque fino alle 18).
Ancora oggi, a distanza di quasi due anni, questo è, più o meno, il mio turno di lavoro.
Sveglia alle 5.30 ogni mattina per essere al lavoro alle 6.30, preparare la colazione per circa 15 nanerottoli piangenti e affamati (nel mentre sono stata spostata all’asilo nido per il turno di mattina); per le 7 am la mia pink uniform è già impiastricciata da moccolo, lacrime e saliva e ho già cambiato una media di due pannolini; per le 8 am ho finito il repertorio di canzoncine conosciute e ripiego sulle bolle di sapone per cercare di calmare gli animi degli adorabili bimbi; per le 9.15 am sulla mia uniform si possono trovare banane spalmate, chiazze di vegemite e burro; alle 9.30 am quando il mio turno finisce, cerco di sgattaiolare fuori, ma non sempre riesco. Sono a casa per le 10, sbrigo tutte le faccende domestiche, pulisco il giardino (abbiamo delle mucche, non dei cani!), passeggio uno dei due cagnoni, penso ad attività da fare per il pomeriggio con i bambini, reperisco il materiale necessario per l’attività, cerco di portarmi avanti con la documentazione per il lavoro, pranzo ed è ora di tornare al lavoro. Al pomeriggio sono con i bambini in età scolare. Esco alle 14 per arrivare all’asilo per le 14.30, prendo il bus con cui raccatto i “miei” bambini da scuola, vado nella sede del post-scuola (sono due edifici separati, damn!); in 30 minuti e due educatrici prepariamo la sala per il contenimento di circa 40 adorabili bambini: preparare la merenda, montare tavoli da 10kg l’uno, spostare decine di sedie, muovere e sollevare scaffali pieni di giochi, trasportare scatole (ma quanto pesano i Lego?!?!) e preparare le attività. Per le 15.30 tutti i “nostri” adorabili bambini sono arrivati e iniziano le danze. Alle 17 cominciamo il processo inverso: mettere tutto a posto, lavare i piatti, pulire l’intera stanza e, non dimentichiamoci, documentare tutto il pomeriggio in ben due libri che i genitori nemmeno degnano di uno sguardo (e no, ho provato a scrivere “I bambini hanno giocato tutto il pomeriggio”, ma mi è stato detto che è troppo generico…). Il tutto mentre ci sono ancora una media di 20 bambini scalmanati e 2 educatrici. Per le 17.45 la stanza è immacolata e i 10 bambini rimasti sono imbambolati davanti all’I-pad che abbiamo a disposizione (santi I-pads!). Alle 18 il servizio chiude(rebbe) e la sala viene utilizzata per altre attività. Alle 17.50pm arriva LA CHIAMATA : un genitore è in ritardo. Per le 18.15, forse, riusciamo ad essere fuori, riporto il bus all’asilo, mi infilo nella mia macchina e per le 18.40 sono a casa. Cena, doccia e letto.
Ripetere per 5 giorni fino ad esaurimento della sottoscritta (che ha chiesto ed ottenuto il giovedì pomeriggio libero. Grazie al cielo). E poi mi chiedo perchè sono stanca.
Almeno adoro le mie colleghe e i “miei” bambini.

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5 commenti
  1. lucia
    lucia dice:

    Ciao Valeria!!
    Vorrei chiederti qualche informazione sul childcare industry.
    Dove posso contattarti privatamente?
    Grazie mille!!
    Lucia

    Rispondi
    • Valeria-Perth
      Valeria-Perth dice:

      Ciao!
      Se hai facebook mi puoi come “Valeria Alberani”, altrimenti se clicchi su “chi sono” alla fine dell’articolo ti manda alla mia descrizione e in fondo in fondo puoi trovare l’indirizzo del mio blog tramite cui mi puoi contattare 🙂
      Scusa per farti fare mille giri, ma preferisco non scrivere la mia mail qui 😉
      Valeria

      Rispondi
  2. desiana
    desiana dice:

    Ciao Valeria mi chiamo Desiana sono laureata in Scienze dell’educazione con esperienza, vorrei chiederti se conosci childcare industry a Brisbane. Vorrei trasferirmi lì al più presto e vorrei farti altre domande:il visto student devo richiederlo all’ambasciata in Italia o in Australia?
    Posso lavorare come childcare traducendo la mia laurea e con questo visto(perchè ho superato i 30 anni)?
    Ho una conoscenza scolastica della lingua quindi devo fare un corso di inglese associato al mio visto ma per lavorare come childcare devo fare il test IELTS e avere un punteggio più alto di 5 vero?Il test puo essere fatto qui in Italia? se si dove? Avrei tante altre cose in mente ma se puoi darmi tutte le informazioni che puoi…descrivendomi come hai fatto dalla partenza dall’italia in poi…e indirizzarmi su qualche sito con assistenza gratuita! Grazie mille Valeria e ti auguro una splendida giornata!

    Rispondi
    • Valeria Perth AUS
      Valeria Perth AUS dice:

      Ciao Desiana, se hai facebook mi puoi aggiungere, mi trovi sotto “Valeria Alberani” e ho la foto profilo col mio cagnone Rusco.
      Sono tante domande e preferisco risponderti con un messaggio 🙂

      Rispondi

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