Sono nata a Nuoro (in Barbagia, nel cuore della Sardegna) quasi 40 anni fa, ho conosciuto mio marito ad appena 17 anni e abbiamo tre bambine: Federica  12 anni, Emma 8 anni e Francesca 5 anni.

Per quello che ricordo la mia terra mi è sempre stata stretta! Da piccola, prendevo il passaporto di mio padre e sfogliavo pagina per pagina, sognando tutti i posti dove lui era stato: New York, Parigi, Amsterdam…! Mi piaceva quando raccontava dei viaggi che aveva fatto.  Sognavo di prendere l’aereo e partire, vedere posti nuovi, cambiare! A 9 anni presi il mio primo aereo verso Firenze (a me sembrava di andare lontanissima) e credo quello sia stato il momento in cui ho deciso che la Sardegna, per quanto la amassi, non poteva bastare per la mia anima un po’ zingara!

Finito il liceo sono partita per l’Università, meta: Firenze (appunto)! Era il mio destino;  non solo ero completamente innamorata della città ma il mio ragazzo (nonché mio attuale marito) stava per finire l’Università e sarebbe stato presto assunto dall’azienda dove svolgeva il tirocinio, potendo così venire ad abitare anche lui a Firenze. Tutto combaciava!

Ho passato 4 anni a Firenze, mi sono Laureata e sposata nel giro di tre mesi perchè mio marito quello stesso anno, ottenne un primo incarico a Houston, Texas;  ecco l’occasione che tanto aspettavamo! Finalmente anche io avrei avuto il mio primo timbro sul passaporto; sapevo anche che sarebbe potuto essere il primo di una lunga serie. Il nostro anno in terra Americana  è stato eccitante, divertente, un po’  pauroso e assolutamente un’esperienza di crescita! Lo shock culturale è stato tanto, specialmente per me che non sapevo parlare l’Inglese. Ricordo ancora la prima volta, dopo due mesi in cui eravamo a Houston, sentii parlare una signora in Italiano, in occasione del brunch del “thanks giving”…scoppiai a piangere, balbettando le chiesi “lei parla Italiano?! Allora mi capisce…” ero fuori di me dalla gioia! Sono riuscita ad adattarmi grazie a mio marito, agli amici e al mio carattere flessibile. Quell’anno rimasi incinta di Federica e, sebbene ormai ci eravamo ben ambientati e ci sarebbe piaciuto rimanere,  il contratto di mio marito era di solo un anno e stava per scadere, inoltre io volevo avere la mia famiglia vicina in occasione della nascita della mia prima bimba e così tornammo in Italia!

Abbiamo dovuto aspettare altri 4 anni e un’altra gravidanza (una seconda bambina) per avere un’ altra opportunità lavorativa all’estero ma questa volta l’abbiamo accettata con la consapevolezza che probabilmente non saremmo mai più tornati indietro. La situazione in Italia nel 2008 cominciava a collassare e noi volevamo creare una situazione familiare economicamente sicura e stabile. Questa volta la direzione era: Malesia (Bintulu, Sarawak). Quando andai a prendere informazioni sulla cittadina ero spaventata all’idea. Bintulu è una città del Borneo, nel bel mezzo della “Rain forest” e da quello che trovavo su internet, non prometteva granché bene.

Appena arrivati, invece,  mi sono innamorata subito della Malesia e dei suoi paesaggi! Un posto pieno di colori, multiculturale, in cui convivono insieme pacificamente diverse culture e religioni, e di persone piene di gioia di vivere! Abbiamo passato quasi  4 anni meravigliosi a Bintulu, ma quando è nata Francesca (la mia terzo genita) abbiamo deciso che era ora di cambiare e a me l’idea eccitava non poco….la mia anima zingara chiamava di nuovo!

La scelta ricadeva su: Doha (Qatar) o  Karratha (Australia). Mio marito era già stato a Karratha, è una piccola cittadina nella costa ovest Australiana (a 2000 km da Perth), in mezzo al deserto, ci saremmo ritrovati un po’ nella stessa situazione di Bintulu, isolati e volevamo qualcosa che ci desse maggiori possibilità, lavorative per me e accademiche e di socializzazione per le mie figlie e allora decidemmo per Doha (Qatar). Le fortissime differenze culturali non ci spaventavano, anzi! mi informai subito da alcuni connazionali sia per lo stile di vita che per le scuole e l’idea di vivere in un ambiente così diverso e multiculturale ci intrigava. Potrei dire tante cose su Doha ma mi limito a dire che per le mie figlie è stata un’esperienza bellissima, in cui hanno vissuto momenti meravigliosi a scuola, nello sport, e con le amicizie…sono soprattutto queste ultime a fare sempre la differenza ma in particolare quando un posto non ti piace particolarmente;  io posso dire che sono stata fortunata perché le amicizie hanno reso l’esperienza di Doha unica.

Da circa 8 mesi ci siamo trasferiti in Australia; questa volta la scelta è ricaduta su una piccola cittadina industriale del  Queensland, Gladstone. Posso dire che la scelta è stata finora azzeccata! Tutta la nostra famiglia è stata accolta a braccia aperte e noi dopo poco tempo ci sentiamo come a casa e se penso al nostro futuro lo immagino qui. Le bimbe, a differenza di ciò che si pensava, hanno fatto amicizia facilmente, grazie soprattutto ai loro rispettivi sport, io ho deciso di prendere un’altra abilitazione all’insegnamento e ho trovato un lavoro part-time che mi permette di lavorare poche ore a settimana, studiare e stare dietro alla famiglia. Per ora immagino il nostro futuro qui in Australia, almeno fino a quando non ci riassalirà la voglia di cambiamento!

Gli articoli scritti da Chiara

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