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Belgio a sorpresa

Il paese in cui vivo appare sempre molto diverso dalla realtà nei quotidiani italiani, così come le notizie italiane giungono qui filtrate. Recentemente Bruxelles/Brussel ha occupato le cronache televisive italiane con scenari da guerra: carri armati, militari in assetto, città deserta. In quei giorni amici e parenti, anche dagli USA, mi hanno cercata per sapere come stessi. Eppure a Bxl non è successo proprio nulla. Mentre Parigi pochi giorni dopo gli attentati ha ripreso la sua vita naturale, Bxl è rimasta bloccata per settimane.

Questo non è stato l’unico episodio in cui la città ha dato di sé un’immagine differente da quella reale. Nei telegiornali ogni novità dall’Unione Europea, indistintamente se dal Consiglio, il Parlamento o la Commissione, viene data come “Bxl ha stabilito che…”. Gli amici che sono venuti a trovarmi immaginavano una città modello. La realizzazione di tutte le direttive europee che noi “meridionali” non siamo in grado di attuare. Non vi dico la sorpresa nel trovare una città disorganizzata, caotica, sporca ed intasata dal traffico come forse crediamo possano essere solo Napoli o Palermo. Con la differenza che almeno Napoli o Palermo hanno monumenti spettacolari ed il sole splende per gran parte dell’anno. Almeno nel nostro immaginario, ossia la nostra visione distorta dei luoghi che non conosciamo.

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Museo di scienze naturali con il Parlamento Europeo sullo sfondo.

In questi giorni il Belgio è salito di nuovo agli onori della cronaca, persino internazionale, ma l’eco di questi eventi non è giunta in Italia. Motivo? La riattivazione di vecchie centrali nucleari. Il Belgio non sfrutta energie rinnovabili (alla faccia delle direttive europee), nessuno vuole le pale eoliche, nemmeno in un atollo ad una certa distanza dalla costa (rovinano il panorama, quale panorama???), non ci sono pendenze sufficienti per dighe e centrali idroelettriche e investire sul solare sarebbe come vendere frigoriferi in Alaska. Tutto sommato il nucleare è molto meno inquinante rispetto alle centrali a combustibili fossili. Peccato, però, che invece di costruirne di nuove all’avanguardia abbiano esteso la vita di quelle che erano destinate alla pensione. Lo scorso novembre c’è stato un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze. Poi hanno scoperto crepe un po’ dovunque. Sono due quelle che destano più preoccupazioni, quella di Doel, a due passi da Anversa, e quella di Tihange, tra Namur e Liegi. La Germania è proprio terrorizzata, tanto da aver mandato il proprio ministro dell’ambiente, Barbara Hendricks, a verificare di persona. A scanso di guai, Aachen (Acquisgrana), città tedesca vicina al confine, si è rifornita di iodio. A dire il vero anche alcune città del Belgio nelle vicinanze delle centrali succitate l’hanno fatto, anzi raccomandano di distribuirlo preventivamente ai bambini, così in caso d’incidente sarebbero “protetti”. Intanto in Germania i quotidiani e pure la satira politica ironizzano tremanti su un possibile nuovo caso Chernobyl.

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Il celebre Atomium

Non sorprende, quindi, scoprire che il Belgio è al secondo posto in Europa per inquinamento (il primo è il Montenegro). Bxl ed Anversa sono le città più trafficate al mondo. Una politica di auto aziendali e qualche carenza nel sistema di trasporto pubblico hanno fatto la frittata. Aggiungendo che il riscaldamento è acceso per dieci mesi l’anno e le caldaie in giro non sono tra le più nuove si ha un quadro completo.

Con questo non voglio criticare il Belgio, ma smontare un po’ l’immagine che i notiziari italiani hanno costruito. Bxl non è la realizzazione pratica del sogno europeo. V’invito a farci un giro e verificare di persona. Magari proprio quando c’è una riunione del Parlamento, Consiglio o Commissione europea, ossia quando l’intera città viene bloccata per garantire la sicurezza dei nostri rappresentanti. Cosa che accade alquanto di frequente, per alcuni giorni di fila, con metropolitane che saltano stazioni (manco fossimo a Berlino-Est ai tempi della DDR!), autobus deviati (ovviamente senza indicazioni) e controllo dei documenti per rientrare a casa, ma non per attraversare il confine o prendere un aereo all’interno dell’UE. Vi aspetto! La sorpresa e la delusione sono assicurate.

Lidia Bxl

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1 commento
  1. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    Non commento sul resto (leggo poco i giornali qui e non sapevo niente di carri armati, ecc.), ma la storia delle centrali nucleari ci ha fatto accapponare la pelle. Pazzi da legare…. :-/ Il nucleare lo abbiamo anche qui (mio marito lavora nel settore), ma al di là di tutto c’è il fior fiore dei professionisti da tutto il mondo intorno a questi impianti. Come il Belgio abbia fatto a fare una cosa del genere e rispettare le direttive europee è un mistero. Sarebbe come se l’Ucraina avesse riattivato Chernobyl.

    “Il Belgio non sfrutta energie rinnovabili (alla faccia delle direttive europee), nessuno vuole le pale eoliche, nemmeno in un atollo ad una certa distanza dalla costa (rovinano il panorama, quale panorama???),”
    C’è lo stesso problema in Scozia… non vogliono le eoliche in mare, ci fecero fare anche raccolta di firme e guai se non firmi che ti inchiodano alla croce… Per quale panorama? Lo scorcio sulle enormi petroliere che vengono dalle piattaforme petrolifere sul mare del Nord?!?!

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