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Cara Berlino, che ti amo e ti odio ormai lo sai, quante sono state le volte in cui in questi due anni ti ho elogiata e quante quelle in cui ti ho denigrata e insultata. Non mi hai certo reso la vita facile, tu che non regali niente, ma nonostante tutto mi hai dato quello che cercavo davvero, quello che mi ha spinta a raggiungerti, cose impagabili, come l’indipendenza e la fiducia in me stessa.

Con te ho vissuto esperienze che di certo non dimenticherò, come la prima casa in cui ci hai accolti, un buco umido e buio, vista corte interna – lato nord, dove il bucato ci metteva giorni e giorni per asciugarsi, e con il minuscolo lavabo in cucina in cui piatti ci stavano solo inclinati, o come la gioia incontenibile di quando i primi sì sono arrivati dopo i colloqui di lavoro, o la fatica e lo sconforto nel cercare una nuova casa in una città in cui ormai trovare una casa sembra impossibile, l’emozione di poter ospitare e condividere con famiglia e amici la “nostra” nuova città e portarli con noi a scoprire i suoi angoli più veri e nascosti, la soddisfazione di superare problemi e questioni burocratiche in una lingua che non è la mia e che mai avrei creduto di poter imparare,  ma anche la delusione nel capire che coltivare un’amicizia in una metropoli come questa è davvero difficile, e quando finalmente ce l’hai fatta, doverla salutare: perché Berlino è una città di passaggio, e come tanti arrivano, altrettanti se ne vanno.

Ma alla fine me ne andrò anch’io, lo sappiamo tutte e due, sapevo che non sarebbe stato per sempre, tra me e te non ha mai funzionato davvero,  i momenti felici sono stati tanti ma alla fine, in qualche modo, mi lasci sempre con l’amaro in bocca. Siamo diverse noi due, tu così trasgressiva ed eccentrica, io alla ricerca di tranquillità e semplicità.  Sei una città che affascina, continui ad affascinare anche me ogni giorno, non smetti mai di stupirmi, ma hai anche la capacità di sfinirmi, di togliermi le energie.

Ti devo molto, non mi hai solo dato un lavoro, ma me l’hai insegnato, è grazie a te che ora parlo una nuova lingua, che ho conosciuto tante storie e incrociato tante vite da ogni angolo del mondo, mi hai fatta crescere e attraverso tutte le difficoltà mi hai fatto apprezzare sempre di più la persona che mi sta accanto, mi hai dato opportunità che mai avrei sognato, e anche quando sei stata dura con me alla fine ho imparato qualcosa.

Sono la stessa persona che è arrivata qui due anni fa, solo un po’ più forte, e finalmente consapevole del fatto che tu avrai sempre un posto speciale nei miei ricordi, e che finché starò qui hai ancora molto da darmi.

Ma “casa” per me è una sola, e non è qui con te.

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5 commenti
  1. Franco
    Franco dice:

    Lisa,
    tra tutti gli articoli che hai scritto questo é il più toccante, vero come gli altri, ma più intimo, e per me, che un po’ti conosco, quello che forse ricorderò. Ma speriamo ce ne siano ancora…Brava 😉

    Rispondi
  2. Ariane
    Ariane dice:

    A me invece Berlino ha regalato tutto con disarmante semplicità e spero continui a farlo ancora. Per me “casa” è dove ti senti bene in un determinato momento della vita e, come ho scritto nella mia presentazione, Berlino lo sarà per sempre….finché dura 😉
    Ariane – Berlino

    Rispondi
    • Lisa Berlino
      Lisa Berlino dice:

      Ciao Ariane, mi fa piacere sapere che la tua esperienza berlinese sia stata semplice. Credo che sia molto facile sperimentare situazioni diverse in una cittä come questa.
      Io sono andata via dall´Italia quasi esclusivamente per motivi lavorativi, ho lasciato dietro di me un posto dove stavo bene, la mia famiglia e i miei amici piú cari, e devo dire che, per me, se in un luogo mancano queste cose, mi é molto difficile definirlo “Casa”.
      In bocca al lupo
      Lisa

      Rispondi
  3. Elena
    Elena dice:

    Ciao Lisa,
    anche io sono una delle tante expat, ormai da piu’ di tre anni… Io sono “fuggita” dall’Italia per dare un senso ed un futuro agli anni di sacrifici passati all’università prima, e alla mia professione poi. Perchè l’Italia non ti ripaga mai delle energie che investi nel lavoro, anzi, ti consuma senza gratificarti nè appagarti.
    Purtroppo per motivi familiari ho dovuto lasciare Berlino per Berna (che in comune con la capitale tedesca ha solo gli orsi), ma continuo a portare Berlino nel cuore, perchè li’ mi sono sentita accolta a braccia aperte, trovando sempre in quella bellissima città un posto che si adattasse a me. Perchè solo a Berlino puoi vestirti, pettinarti, truccarti come vuoi, senza avere paura che qualcuno ti giudichi o senza sentirti in obbligo di seguire le mode e le tendenze.
    Li’ ho conosciuto persone meravigliose (tedesche e non), con cui ho stretto amicizie molto forti, che fortunatamente ancora durano, anche se abbiamo preso strade diverse. Ho nostalgia delle domeniche allo Schleusenkrug, di passeggiare tra le bancarelle dei mercatini delle pulci, di perdermi nei cortili dello Scheunenviertel, di ammirare l’architettura cosi’ varia ed affascinante, di prendere la S5 (abitavo vicino alla fermata di Stresow), di scoprire frammenti di storia nascosti dietro ogni angolo, persino di fare il bagno al Wannsee.
    E non passa giorno senza che io avverta il desiderio di ritornarci ancora (cosa che naturalmente ho già fatto diverse volte) per sentirmi di nuovo a casa.

    Elena

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