Berlino mi ha insegnato…

Che il tè allo zenzero cura ogni malanno.

Che il romanticismo non è offrire la cena, ma baciarsi appassionatamente in metropolitana.

Che i bambini hanno tutto il diritto di arrampicarsi sugli alberi. E che il miglior insegnamento che puoi trasmettere loro è che, se si cade dalla bicicletta, ci si rimette in sella da soli.

Che i regali migliori sono quelli inaspettati.

Che se c’è un raggio di sole, si esce.

Che non si alza mai la voce, anche quando si discute. Ma le cose vanno comunque messe sempre in chiaro.

Che, tornando verso casa, potresti facilmente incontrare uno scoiattolo o percorrere un tratto di strada accompagnata da una volpe.

Che sei libera di uscire in pigiama, così come avvolta da un boa di piume, ma comunque a nessuno interessa come ti vesti.

Che tenere per mano o baciare una persona del tuo stesso sesso è normale, tanto quanto indossare il velo o avere i capelli rosa.

Che, quando ci si congeda, si augura sempre buona giornata, che si tratti di un collega, della cassiera del supermercato o della tua migliore amica.

Che una città può prendersi tutto di te ma comunque darti indietro tanto di più.

Che, se impari a stare sola, ti rafforzi come non mai.

Che tutto è più facile, quando si è liberi.

Che non c’è un orario o un codice culinario da rispettare per ordinare un cappuccino.

Che il tuo migliore amico nei lunghi viaggi in metropolitana è il thermos pieno di caffè o un buon libro.

Che si aspetta il verde del semaforo anche quando non passa nessuno. Ma guai a farlo a Roma.

Che i mezzi pubblici hanno degli orari e che non ci sono scuse per arrivare in ritardo.

Che non ci si lamenta mai del tempo. Né di quello meteorologico, né di quello che passa.

Che hai imparato a rinunciare alla tovaglia, ma non ai tovaglioli.

Che quando entri nei bar e nei negozi dici “Hallo!”. Anche quando sei in Italia.

Che vivere in una metropoli non ti impedisce di andare a sederti su un prato, o passeggiare in un parco, appena puoi.

Che le scarpe da ginnastica e le giacche con il cappuccio sono tra le cose più comode mai inventate. E non sai più cosa sia un ombrello.

Che ti fa più paura lo sfrecciare delle biciclette, che il rombare violento delle macchine.

Che, quando metti via il piumino e indossi il parka, significa che fa caldo.

Che ti sei arresa all’idea di dormire con il piumone tutto l’anno.

Che l’uso dei bicchieri è sopravvalutato, visto che puoi sempre bere dalla bottiglia.

Che si può essere parenti, grandi amici o fidanzati innamorati, ma si paga comunque getrennt.

Che sei in grado di pensare, parlare e scrivere in tre diverse lingue straniere. Ma nessuna è più bella della tua lingua madre.

Che, se preferisci prendere mezzi di superficie per il solo gusto di guardare la città scorrere fuori dal finestrino, significa che sei innamorata.

Che ciò che molti definiscono solitudine, per te ha il sapore della libertà.

Che non può essere un caso se è proprio in questa città che hai cominciato ad utilizzare il tuo vero nome.

E tu, quanto sei integrato nella città in cui vivi?

I migranti sono eroi perché fanno a meno delle certezze ingannevoli legate all’appartenenza ad un posto fisico. A volte fanno paura, perché agli occhi di coloro che si trovano “a casa” sono la prova che il loro senso di appartenenza ad un luogo o di possesso può essere illusorio.
(Marc Augé)

4 commenti
  1. Sara
    Sara dice:

    E che mi dici dei cagnolini che seguono il padrone senza guinzaglio e quando incontrano un loro simile lo guardano appena

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  2. Alfio
    Alfio dice:

    Che si aspetta il verde del semaforo è da ridere veramente! Come che non ci si lamenta del tempo. 🙂
    Ma in che città vivi? A me piace Berlino ci vivo molte delle cose che hai scritto sono giuste, ma bisogna pur dire che la gente piscia per strada se no facciamo un racconto parziale e che col rosso si passa a manetta. 🙂

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    • Ariane
      Ariane dice:

      Ciao Alfio, grazie per il commento 🙂
      L’articolo non parla di come sia Berlino, bensì di cosa mi abbia insegnato questa città: ho posto l’accento su cosa sia cambiato rispetto alla mia “vita precedente” – per così dire – e cosa invece caratterizzi le mie attuali giornate.
      Ho espresso un parere che è assolutamente soggettivo, non pretendo di descrivere l’universale. Ognuno ha il suo punto di vista e qualunque cosa si possa scrivere a riguardo sarà sempre parziale.
      Inoltre, credo che tutto dipenda dalle proprie esperienze precedenti e da dove si viene. C’è chi definisce Berlino come una città sporca, inospitale e con abitanti scontrosi. Io vengo da Roma: attraversare con il rosso (senza guardare!), camminare lungo strade veramente sporche e litigare costantemente sui mezzi pubblici sono già state la mia quotidianità. Qui in confronto è un parco giochi 😉
      A presto!

      Rispondi
  3. Alfio
    Alfio dice:

    Ho vissuto a Roma e non mi piace il continuo paragone con la terra natià, cmq va bene ogni punto di vista. Ma il bello di Berlino è quell’essere un po’ anarchica e in alcuni aspetti molto zozza e senza regole(come il passare col rosso e pisciare ovunque).
    A me piace perchè è imperfetta e non mi piacciono le continue santificazioni di questa città.
    Cmq ti auguro buona permanenza e un buon primo maggio.

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