mercatino-Kurfürstendamm“Lunedì sera, 19 dicembre, ore 21.00, ricevo un messaggio “Lisa, Andre, come state?”,
Due minuti dopo ne arriva un altro; guardo Andre, il mio fidanzato: non serve aggiungere altro, digitiamo su Google News “Berlin”, e con gli occhi sbarrati iniziamo a leggere dell’accaduto. Le informazioni sono ancora poco chiare, un morto, molti feriti, dopo poche ore i morti sono 9, passano altre ore e i morti diventano 12. Ci connettiamo allo streaming delle principali emittenti televisive tedesche, iniziamo a vedere le immagini, siamo in silenzio, non sappiamo cosa dire, i messaggi di amici e parenti preoccupati continuano ad arrivare.
A quel mercato natalizio noi ci siamo andati tutti gli anni, un anno faceva davvero molto freddo, un vento gelido ci sferzava le guance, l’unica parte del corpo rimasta nuda da quanto eravamo coperti, in quella via, Kurfürstendamm, dove il vento non si ferma mai, noi ci siamo fermati a mangiare un panino con del pesce a un baracchino, il panino era pesantissimo, ma bisognava pur provarlo, e adesso quel baracchino era ridotto in pezzi, pezzi di legno sparsi sul marciapiede.
La sensazione guardando quelle immagini è surreale: i media ci hanno talmente tanto abituati a immagini di distruzione, di morte e di violenza che io stento a credere che stia accadendo nella mia città, Berlino, la città che mi ha regalato così tanto, che tanto amo e tanto odio. Ferita, lacerata proprio ai piedi di quel monumento maestoso che è la chiesa dedicata al Kaiser Guglielmo, chiesa bombardata e lasciata così, a ricordo della violenza dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, e adesso testimone di un’altra grandissima violenza.
Ieri mattina, martedì 20, la mattina dopo l’accaduto noi avevamo un volo per l’Italia che ci aspettava, anche se dopo una nottata così, di incubi e risvegli improvvisi, dirigersi in aeroporto faceva un po’ paura. Al terminal il clima era molto teso, sarà stata tutta quella polizia con i mitra in mano, sarà stata l’ansia di trovarsi in un posto così tanto affollato e chiuso, ma appena si sentiva un rumore inaspettato, come una valigia cadere, tutti sussultavano e tutti si guardavano intorno.
Quello che davvero fa male è il modo in cui eventi del genere ti tolgano la libertà, la libertà di sentirti al sicuro, la libertà di fare qualcosa senza pensare se sia il caso o meno di andare in un luogo così affollato.
Berlino è una città che ha tanto da insegnare, e sono certa che si rialzerà anche questa volta e saprà dare l’esempio, la paura più grande è che si crei un moto di rabbia e violenza nei confronti dei rifugiati, anche se a quanto pare l’uomo che è stato preso non è nemmeno l’uomo giusto, ma ho visto Berlino accogliere, aprire le braccia e sono certa che non cambierà e sarà più forte di questa violenza.”
3 commenti
  1. Katia
    Katia dice:

    Grazie per questa testimonianza diretta, vicinissima, vera.
    Berlino è una città vibrante, intelligente, aperta, capace, all”avanguardia, è una capitale di benessere, studio, opportunità, interesse, è uno di quei luoghi in Europa che sono belli quando li vai a visitare e restano belli se ci vivi. È uno di quei luoghi da difendere. E difendere vuol dire in questo caso continuare a viverla e a vivere se sa correre nel pericolo di farci venire una faccia più dura per la tensione e la paura che pure sono così naturali e legittime. Come a Parigi, a Londra, come a Johannesburg ed in tutti gli altri luoghi in cui la vuole sa coloisce senza avviso, logica, ragione o lo fa per una logica che è ovviamente estranea alla nostra presenza ma che avviene nonostante tutto e nonostante noi. Però abbiamo un solo biglietto per questo passaggio con questo corpo e questa mente in questo punto preciso del tempo ed abbiamo il dovere morale di vivere una vita appieno fino all’ultimo respiro. Questo è il nostro solo dovere. Anche in rispetto di
    quelle vite così ingiustamente troncate a pochi giorni da un altro Natale, un giorno che diventa ancora più occasione per riflettere.

    Un augurio caro da Katia G. – Johannesburg

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  2. Katia
    Katia dice:

    Grazie per questa testimonianza diretta, vicinissima, vera.
    Berlino è una città vibrante, intelligente, aperta, capace, all”avanguardia, è una capitale di benessere, studio, opportunità, interesse, è uno di quei luoghi in Europa che sono belli quando li vai a visitare e restano belli se ci vivi. È uno di quei luoghi da difendere. E difendere vuol dire in questo caso continuare a viverla e a vivere se sa correre nel pericolo di farci venire una faccia più dura per la tensione e la paura che pure sono così naturali e legittime. Come a Parigi, a Londra, come a Johannesburg ed in tutti gli altri luoghi in cui la violenza colpisce senza avviso, logica, ragione o lo fa per una logica che è ovviamente estranea alla nostra presenza ma che avviene nonostante tutto e nonostante noi. Però abbiamo un solo biglietto per questo passaggio con questo corpo e questa mente in questo punto preciso del tempo ed abbiamo il dovere morale di vivere una vita appieno fino all’ultimo respiro. Questo è il nostro solo dovere. Anche in rispetto di
    quelle vite così ingiustamente troncate a pochi giorni da un altro Natale, un giorno che diventa ancora più occasione per riflettere.

    Un augurio caro da Katia G. – Johannesburg

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