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Bonn e la sua foresta verde selvaggio

Bonn: un verde selvaggio a paragone di Belfast dove ho vissuto.

Il caldo estivo è incredibile, sembra più caldo qui che in Italia al pari della stessa temperatura. La foresta che circonda certe aree di Bonn è un riparo alla calura e un mondo nuovo da scoprire per i bambini. Il “selvaggio” (la foresta e gli altri spazi pubblici) è pulito rispetto a Roma, dove non si possono portare nemmeno i bambini al mare o ai giardini vicino a casa per lo sporco.

Qui, a Bonn, i bambini esplorarono la natura, guardano gli insetti, i fiori e giocano nelle pozzanghere: si sporcano e ridono. Tutto inzacchero riporto il mio bimbo a casa che mi parla di tutti gli insetti che ha visto. Anche e soprattutto questa è educazione, educazione a conoscere il mondo in cui viviamo. E poi spero sarà la base dell’educazione per rispettarlo.

Imparano i nomi degli alberi, i tipi di foglie. Osservano la natura e portano a casa stecchi e sassi, che conservano. Prendono l’acqua dal fiume per vedere cosa c’è dentro, guardano gli insetti e poi cercano di descriverli. La maestra conosce il nome di vari insetti e spiega loro il ciclo di vita. Camminano e osservano il paesaggio. E poi in classe cercano di riprodurre cosa hanno visto. Piantano delle piantine in un vasetto per vedere come crescono .

foresta-bonnOsservare il mondo circostante è un’ importante abilità. Essere a contatto con la natura ci rende liberi e ce ne fa sentire parte. Rilassa i bambini, che corrono, camminano e fanno attività fisica. Inoltre imparano gli elementi di base delle scienze naturali in maniera pratica, non solo guardando le figure di un libro. Si pongono anche domande etiche. Mio figlio ha visto il corpo di un pulcino morto e si è chiesto chi l’avesse ucciso. Dopo una discussione in classe sono giunti alla conclusione che forse un gatto ne aveva mangiato la testa.  Le domande che si scatenano in un bimbo dopo aver  visto una scena simile  sono molte,  e importanti sono  anche le osservazioni: “anche i gatti hanno diritto di mangiare”, “ma perché attaccano i pulcini e non gli uccelli più grandi?”.  E ancora: “anche gli esseri umani mangiano la carne”, “da dove viene la carne che mangiamo?” E altro ancora. Tutto questo è stato scatenato da una passeggiata nella foresta ed io come mamma sono contenta. Sono contenta che impari camminando, osservando, vivendo la foresta. Queste esperienze lo arricchiscono in maniera incredibile: se le ricorderà tutta la vita. Torna a caso stanco con mille cose da dire. Si sente un piccolo scienziato e osserva l’acqua che ha in una boccetta e che presto osserverà al microscopio. Non è annoiato, non si accorge che sta studiando. Tutto è un gioco, un gioco molto educativo che gli dà energia e curiosità di leggere libri.

Mi piacerebbe che portasse un quaderno per disegnare nella foresta. Con matita e colori potrebbe provare a disegnare gli alberi e le foglie che vede. Non so se è in programma ma in ogni caso è una cosa che si può fare insieme. Anche se le scuole elementari sono state un bellissimo periodo della mia vita e  ricordo di aver fatto un’esperienza così unica.

Anche se non ammiro tutto del sistema educativo qui in Germania, questo mi piace.

Vedere gli occhi del mio piccolo stanchi ma brillare di contentezza e di curiosità mi dà una gioia incredibile.

Imparare facendo, imparare vivendo.

 

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