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Brasile:

oggi ho pensato di proporvi una carrellata di motivi che mi fanno amare di più questo paese, ovviamente in ordine casuale, come solo una Mamma-Expat può fare!


L’imbustatrice di spesa al supermercato: mai più senza!

Immaginatevi Mamma-expat con un carrello stracolmo, con Baby-expat sul seggiolino che afferra tutto quello che può e lo lancia lontanissimo. Tra l’altro Mamma-expat è di nuovo incinta, e con la Expat-pancia le risulta un po’ più difficile piegarsi a raccogliere le cose da terra. Ora immaginate il sollievo del non dover imbustare tutto, ma di avere una signorina sorridente e pagata dal supermercato che imbusta per voi… Bello, vero? Certo, Mamma-expat ha dovuto fare ore ed ore di terapia per riuscire ad accettare il fatto che le signorine Bustarelle infilano tutto alla rinfusa, senza nemmeno quella separazione minimo-sindacale di freddo / detersivi / scatolame… E pazienza se un solo carrello genera almeno 38 sacchetti, quando a Mamma-expat ne sarebbero bastati quattro, ordinatissimi. E’ meraviglioso lo stesso.

Il carrinho de compras.

carrinho-comprasOvvero un carrello tipo supermercato, agganciato accanto all’ascensore in garage. Chi l’ha inventato è un genio, e mi domando come sia possibile che in Italia non esista. Funziona così: Mamma-expat arriva dal supermercato, lascia Baby-expat, scocciatissima e offesa, nel seggiolino, afferra la chiavetta (sì, perché ogni appartamento ha diritto a una chiavetta per sganciare il carrinho dalla parete: carrinho va, chiavetta con numero resta, così guai a te se non lo rimetti a posto dopo l’uso: l’ho già detto che è geniale?), sgancia il carrinho, lo avvicina al bagagliaio, trasferisce le 38 buste della spesa, inorridendo alla vista di buste inutili e semivuote composte da 1 Philadelphia, 1 detersivo dei piatti e due limoni, porta il carrinho all’ascensore, e torna a recuperare Baby-expat. Meraviglioso.

Il valet parking.

Vai al ristorante, al cinema, al centro commerciale e non vuoi perdere tempo a cercare parcheggio? Semplice, lasci la macchina al valet che te la parcheggia per un modico sovrapprezzo. Qui, oltre alla comodità, è importante considerare la sicurezza. Quado Mamma-expat era una single milanese, innumerevoli notti ha maledetto di non essere uscita in taxi, perché andare da sola coi tacchi sotto la pioggia a riprendere la macchina distante 1 km non è solo una scocciatura, ma è pure pericoloso (se mai avrò un figlio maschio, gli insegnerò che è buona educazione accompagnare le amiche alla macchina di notte, anche se sai che non te la daranno: si fa e basta).

L’estetista sempre disponibile

Volete mettere aver bisogno di una ceretta, entrare al centro estetico ed essere depilata dopo un’attesa massima di 3 minuti, senza appuntamento?

Sempre in tema di bellezza, come non apprezzare l’efficienza di andare a fare la piega mentre una signora vi fa la manicure ed un’altra la pedicure?

45 minuti e siete come nuove, ad una cifra modica. PS Gisele Bünchen riusciva pure ad allattare, Mamma-expat non è arrivata a tanto, ma chissà se in futuro…

L’amore per i bimbi

arredo-brasileQui i bambini non sono visti come un peso per la società, non è incredibile? Chiunque, anche imprevedibili adolescenti maschi, si ferma a fare moine a Baby-expat dovunque andiamo, mi aiutano ad attraversare la strada mettendosi in mezzo per segnalare alle macchine che la regina alias Baby-expat sta passando, mi aiutano a recuperare la valigia in aereo, fanno ridere Baby-expat cantandole canzoncine. Mai visto nessuno arrabbiarsi in aereo se un bimbo piange, o lanciare occhiate acide alla mamma. Mai stata in un ristorante, bar, libreria, centro commerciale, aeroporto senza fasciatoio in bagno, e sono tutti pulitissimi e profumati. Chi è mamma in Italia saprà bene di che cosa parlo, il mio primo rientro in patria quando Baby-expat aveva 4 mesi è stato uno shock culturale. Ecco perché la chiamano Vecchia Europa…

La babà, ovvero la tata.

Non è che in Italia non esistano, ma secondo me qui sono una categoria a parte. La babà fa tutto e solo quel che riguarda il bebè, pulisce solo la sua cameretta, lava solo i suoi vestitini e giocattoli, prepara da mangiare solo per lui. Gli appartamenti generalmente hanno un’area chiamate dependencia ovvero una lavanderia con cameretta microscopica e bagno per la babà. Qui infatti moltissime donne hanno una babà che sta in casa loro dal lunedì mattina al venerdì sera (vorrete mica alzarvi di notte…) e un’altra dal venerdì sera al lunedì mattina. Nei negozi di mobili per bimbi, la maggior parte dei lettini è abbinata al letto per la babà. Al ristorante quasi tutte le coppia con bimbi vanno accompagnate dalla babà, chiaramente riconoscibile perché vestita di bianco e senza borsa Chanel, e se pensate esagerino, provate a immaginare di poter mangiare un’intera portata conversando con vostro marito e bevendo un bicchiere di vino, mentre Baby-expat gioca beata con la babà a pochi metri da voi, senza ansia per averla lasciata a casa, che poi chissà se dorme o se piange. Ammettetelo, non è male… brasile-parco-giochiMamma-expat su questo fronte si è limitata ad una empregada-babà che faceva un po’ di tutto (o di niente…) per otto ore al giorno, perché culturalmente non è riuscita ad adeguarsi all’idea che, quando Baby-expat piange di notte, ci possa essere una persona che non è mamma o papà a consolarla. Così Mamma-expat non dorme una notte intera da 15 mesi, ma questo è un problema suo. E col prossimo Baby-expat magari ci ripenserà!

La cuoca.

Sembra incredibile, ma ho moltissime conoscenti che hanno una cuoca che, un giorno a settimana, va a casa loro, fa la spesa e cucina per la settimana intera, inscatolando tutto. Credetemi, questi conoscenti sono vive e sembrano godere di ottima salute, anche se mangiano cibo di forma squadrata a pranzo e a cena. Papà-expat chiederebbe il divorzio, quindi da noi niente cuoca. Però non deve essere male…

Il bel tempo che mette allegria.

Ok, questa la saltiamo, dato che ormai viviamo a San Paolo dove il tempo è peggio che a Milano.

I ritmi lenti

Superata la frustrazione dei primi mesi, ho cominciato ad apprezzare (in certi casi) la lentezza. Da Milanese, ammetto che non è stato facile, ma ora sorrido quando vedo lo sguardo teso di chi ci fa visita e resta allibito dal fatto che ci vuole un quarto d’ora per pagare il conto in farmacia, perché la commessa non sa come applicare lo sconto sul latte in polvere. O quando ci mettono 10 minuti a portarti il caffè al bar. Sorrido perché ho imparato a usare quel tempo per rilassarmi, o scambiare due chiacchiere con la vicina di tavolo al bar, o con la commessa in farmacia.

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3 commenti
  1. Monica
    Monica dice:

    Bellissimo racconto.Io ho vissuto quattro mesi nei Lençois.Purtroppo non so se potrò ritornarci per motivi di visto.Mi manca da morire il Brasile

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  2. Rosamaria Liotta
    Rosamaria Liotta dice:

    E’ proprio cosi ed anche a me il Brasile manca da morire. Sono gentili, disponibili ,disposti a compiacerti ed aiutarti con affetto.E darti un’ammirazione ed una considerazione che quasi sempre e’ immeritata.Io ho abitato nella Bahia ed ho imparato ad amare questo popolo allegro, affettuoso e generoso.

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  3. alessandra
    alessandra dice:

    Hai proprio ragione. Sono stata tre settimane in Brasile questa estate perchè mia sorella vive lì e devo dire che questo paese mi è entrato nel cuore. Se potessi mi trasferirei immediatamente. Adoro la gente, la loro gentilezza e simpatia, per non parlare della natura meravigliosa. Ogni volta che ripenso a quei magnifici giorni trascorsi lì con marito e figli mi vengono le lacrime agli occhi, una malinconia che non mi è venuta per nessun altro posto. Difficile da spiegare a chi non c’è mai stato

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