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Dal Brasile all’Italia: l’espatrio di Rafaela

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Ciao Rafaela, grazie per essere con noi e per aver accettato di parlarci del tuo espatrio in Italia.

Vuoi raccontarci quando e come sei arrivata nel nostro paese ?

Sono arrivata in Italia a fine 2004. Mi sono sposata con un italiano. Un toscano. Io e mio ex il mio marito (ci siamo separati nel 2008), ci siamo conosciuti a Natal/RN nel 1998. Eravamo entrambi in vacanza là, io abitavo all’interno dello stato. Siamo stati insieme una settimana, poi ci siamo separati per motivi ovvi: era finita la vacanza per entrambi. L’anno dopo, abitavo già a Sao Paolo, abbiamo fissato le vacanze insieme e ci siamo ritrovati a Natal. Eravamo entrambi troppo giovani e non era il momento, quindi ci siamo lasciati di nuovo. Nel 2002, attivando  Messenger, ci siamo “incrociati” di nuovo  ed allora ci siamo messi insieme sul serio. Nel frattempo  avevo avuto un bambino da un altro uomo ma non ha costituito un problema per mio marito. Lui però non voleva venire a vivere in Brasile e io non avrei mai lasciato  mio figlio per andare in Italia. Abbiamo avuto un momento di difficoltà nel prendere la nostra decisione di restare insieme, che però si è risolto quando sono riuscita a mettermi d’accordo con il padre di mio figlio.  Dopodiché  ci siamo trasferiti in Italia.

Tu di quale parte del Brasile sei originaria? Cosa ti manca di più? E di meno?

Sono nata in Amazzonia, ma sono cresciuta al nordest con la mia famiglia materna. Mi manca la mia famiglia, mi manca l’allegria ed il sole. E mi manca la povertà che c’è in Brasile. Sembra assurdo, ma la povertà ti rende più umano, perché quotidianamente hai l’opportunità di aiutare qualcuno che ha un bisogno vero. La povertà ti rende più felice, perché ti permette di vedere tutto ciò che hai. In Italia, con tutto il benessere che c’è, spesso le persone tendono a concentrare la loro attenzione su ciò  che gli altri posseggono e che  che a loro manca: questo è deprimente. In Brasile succede l’esatto contrario. La criminalità brasiliana invece non mi manca, per niente.

italia-brasile-saudade-rafaelaCome sono gli uomini italiani rispetto ai brasiliani?

Sinceramente non ho avuto molta esperienza con uomini brasiliani….di storie serie ne ho avuto tre in vita mia, il padre di mio figlio che è peruviano, il mio ex marito italiano e il mio attuale compagno, sempre italiano. Quindi potrete  capire la mia scarsa capacità di valutare gli uomini brasiliani. Comunque l’uomo italiano, a mio parere, è più galante con la donna e sicuramente in generale ha più rispetto nei confronti della famiglia. Tendenzialmente tradisce meno rispetto ai brasiliani, poi è ovvio: di frutti marci ce ne  sono anche in Italia.

italia-brasile-saudade-rafaelaE le donne?

Lavoro con le donne perché sono estetista e quindi di questo universo parlo più che volentieri. La donna brasiliana mediamente è molto maschilista perché la società brasiliana lo è.

Tendenzialmente la donna brasiliana cresce con l’ideale di costruirsi una famiglia, e si lascia molto trasportare dai sentimenti. Cura il suo amore, ma se non ama più non ha problemi a lasciare e ad affrontare la vita. Si cura molto esteticamente, anche perché in Brasile viene molto richiesto il “curarsi”, ma  questo dipende in buona parte dalla condizione sociale ed economica. Alcune cose che noi brasiliane facciamo per le italiane sono veramente inguardabili: come il colorarsi i peli delle gambe di biondo, bleah.

La donna italiana, al contrario della donna brasiliana, non cresce con l’ideale di sposarsi. Sotto questo aspetto mi appare meno romantica, meno sentimentale. La vedo molto più indipendente. Si cura molto, questo sì, ma in particolare cura i capelli: ha la piega sempre fatta e usa più make-up di noi brasiliane!

Hai fatto amicizie facilmente in Italia?

Non ho mai avuto grosse difficoltà a fare amicizia in Italia. Non mi sono mai sentita trattata diversamente per il fatto di essere brasiliana. Però non sono mai riuscita a stabilire un legame profondo. Di amicizia vera intendo.

Credi che ci siano delle somiglianze tra il popolo brasiliano e quello italiano?

Sì certo. Ci sono molte somiglianze ma anche tante differenze. Il Brasile é un grande mix di culture…un gran frullato diciamo. Penso che Italia e Brasile condividono l’essere calorosi, la passione per il cibo. Si differenziano però nella valorizzazione della famiglia che in Italia è maggiore, nella tendenza dell’italiano ad essere molto più preciso dei brasiliani nei lavori che fa….ma in Brasile c’è molta più libertà sia nei rapporti sia nella sfera personale. In Italia l’organizzazione sociale di tipo familiare mantiene le persone molto strette e vincolate tra loro.

E le famiglie italiane e quelle brasiliane sono simili o diverse nella cura dei figli ?italia-brasile-saudade-rafaela

Io posso parlare della Toscana, luogo dove ho sempre vissuto, so che in Italia questa cosa è molto diversa e dipende se ci si trova  al Nord o al Sud. Le famiglie in Italia sono unite, ma sono meno passionali delle brasiliane. C’è molta cura dei figli in Italia, a volte in maniera eccessiva. Io dico sempre:” l’italiano fa i figli pensando al  loro futuro…il brasiliano fa i figli pensando al  proprio futuro“. Nel senso che un italiano prima di fare un figlio comincia già a pensare alle condizioni economiche che gli potrà offrire, alla scuola, all’università, alcuni pensano già se potranno offrire ai propri figli una casa. Mentre in Brasile non si fanno tutte queste riflessioni…i figli sono più un appendice che altro. Però in Brasile c’è più apertura, le famiglie  hanno meno scheletri negli armadi, e c’è più passionalità:  ti odi e ti ami con  facilità e perdoni  altrettanto facilmente.

Secondo te è vera l’immagine dell’Italia che di solito si ha all’estero “pizza, mafia e mandolino” o la realtà è completamente diversa?

In Toscana questa non è la realtà. L’italiano è un popolo delizioso. Che purtroppo ultimamente da poco valore alla propria cultura, alla propria storia, alla propria lingua. Conosco pochi italiani che siano stati a visitare gli  Uffizi a Firenze, eppure, una volta al mese, entri anche gratis. Mediamente non c’è interesse verso questi aspetti il che è un vero peccato. Ciononostante a tutti gli italiani normalmente piace far notare come l’Italia sia culturalmente superiore a molti altri paesi. Allora io dico: “usufruitene di  tutta questa cultura no?”

italia-brasile-saudade-rafaelaCome giudichi i servizi italiani rispetto a quelli brasiliani: trasporti, scuole, sanità…

Beh….c’è poco da dire. Non ci sono confronti. Se penso al Brasile qui  tutto funziona meglio, e la qualità è superiore. Anche se bisognerò iniziare a fare dei cambiamenti perché i servizi cominciano a diventare scarsi anche in Italia.

Che impressione ti sei fatta dell’Italia vivendoci: è un buon paese per viverci ?

L’Italia è un paese meraviglioso se riesci ad integrarti e a far parte della società. Sicuramente è un contesto sociale che ti apporta tanta cultura. Poi, certo, ci vuole intelligenza per riuscire ad assorbire questo.

L’Italia in crisi ed il Brasile in crescita: consiglieresti ad una donna brasiliana di trasferirsi in Italia?

Questa è una scelta molto personale. Penso che il brasiliano osservi l’Italia in maniera molto romantica, aspettandosi di trovare l’Italia della telenovela. Alla mia età non farei più un trasferimento per amore, quindi di conseguenza non lo consiglio. Penso che l’espatrio ti obblighi ad affrontare moltissime difficoltà, ti obblighi a vivere un periodo di adattamento che mediamente dura quattro anni, e molte relazioni finiscono proprio per le difficoltà legate a questo processo.

E cosa diresti invece ad una italiana che volesse andare a vivere in Brasile: quali sono i principali settori dove potrebbe trovare un lavoro o mettere su un’impresa, e quale capitale minimo consiglieresti di disporre per trasferirsi in Brasile?

Mi sto trasferendo ora in Brasile, dopo undici anni in Italia. Aprirò una attività nell’ambito dell’estetica che è il mio mestiere.

In Italia gran parte della popolazione percepisce uno stipendio medio e questo non avviene in Brasile.In Brasile guadagni in base alla  professione che svolgi. Quindi sconsiglio una persona non qualificata a cercare lavoro in Brasile. Mentre so che per il lavoro qualificato ci sono buone offerte…ed altrettanti stipendi allettanti! Anche se in generale gli stranieri che emigrano in Brasile  aprono  un’ attività propria, ed è giusto così.

Per evitare problemi nel trasferirsi in Brasile per uno straniero la miglior cosa sarebbe prepararsi prima. Il Brasile a livello di business e commercio  è molto diverso dall’Italia e gli imprenditori italiani incontrano molti problemi proprio perché non conoscono la realtà brasiliana. In Brasile il sebrae organizza spesso corsi di aiuto per chi vuole aprire un’ attività…e sono molto utili  per avere un’ idea di come fare e cosa fare. Per il capitale: in Brasile si fa con tanto ma si fa anche con molto poco. Ci sono meno pressioni sia da parte delle Amministrazioni Pubbliche sia dell’ Anvisa (Asl brasiliano). In Italia il piccolo imprenditore è molto tartassato da regole che fanno sì che tutto alla fine gli costi di più. Però so che il visto per l’imprenditoria in Brasile è salito a 500 mila reais, quindi non proprio poco come richiesta.

Parliamo di un argomento “frivolo” ma interessante che contraddistingue i brasiliani: il

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Daniela Mercury, pop star brasiliana

ballo!

Hahahahaha! Ho frequentato le discoteche…ma ora a 35 anni suonati preferisco i pub. Gli italiani amano il ballo anche se non lo hanno nel sangue. Purtroppo è una cosa innata: o c’è l’hai oppure morirai provando a ballare senza mai riuscirci. Potrai imparare come tanti la “tecnica” ma non comunicherai  la stessa passione. L’aneddoto ultimo risale all’ultima volta che sono uscita a ballare con il mio compagno. Lui non balla e ad un certo punto un brasiliano mi ha invitata a ballare il forró , un ballo comune del nord-est…. Beh il forró si balla appiccicati e la cosa non è molto piaciuta al mio compagno. Non siamo più tornati a ballare e temo  che dovrò ballare il forró con mio fratello in Brasile anziché con degli sconosciuti per evitare problemi.

Quale è il tuo motto, o il personaggio che ti ha ispirata nella vita?

…mmmmm difficile questa. Non ho un personaggio al quale mi sia ispirata. Però c’è un cantante brasiliano molto amato da mio padre che ha fatto una canzone che si chiama Tente outra vez prova un’altra volta. Amo questa canzone perché la vita é così: bisogna provare, provare, provare…

Lasciaci con  un messaggio positivo ed incoraggiante per  tutte le donne espatriate  nel mondo che stanno leggendo adesso la tua intervista: 

Vivere all’estero significa tagliarsi a metà.

Esci dalla tua zona di conforto, affronti il nuovo e dopo il luccichio iniziale tutto é tosto, tutto é difficile. Non hai più l’abbraccio di mamma, non hai più le amiche care, entri in un supermercato e non hai più i marchi conosciuti…anche andare a pagare una bolletta é difficile. Devi imparare tutto da capo, la lingua è una vera sfida ma é il passaporto per una vera integrazione. Avere il dominio della lingua ti permette di capire bene ciò che ti dicono, di capire se c’è l’ironia nelle parole di qualcuno e di mandare a quel paese chi ti tratta male. Senza la parola non sei completa, e non puoi vivere bene. Affronta le difficoltà, la nostalgia….principalmente se sai che la tua è una scelta definitiva, sappi però che alla fine ti sentirai parte di questa nuova società e ne uscirai più ricca, culturalmente e emozionalmente. Ma non sarai mai più completa. Perché a quel punto il tuo cuore sarà diviso a metà e quando sarai all’estero ti mancherà casa e quando sarai a casa ti mancherà l’estero…

Boa sorte a todas!

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IDIOMA PORTUGUÊS

Cheguei na Itália no final de 2004. Casei com um italiano. Um toscano.

Eu e meu ex marido ( nos separamos em 2008), nos conhecemos em Natal/Rn em 1998. Estávamos os dois de férias lá, eu residia no interior do estado. Namoramos uma semana, e logo nos separamos por óbvio motivo….as férias tinham acabado para ambos. Logo no ano seguinte, eu residia já em São Paulo, marcamos nossas férias juntos e nos encontramos em Natal. Porém éramos os dois, muito jovens, e não era o momento, então terminamos. Em 2002, instalando o Messenger nos reencontramos e desta vez começamos a namorar seriamente, nesse intervalo eu tinha tido um filho ( em 2001) mas não foi um problema…Ele porém não queria viver no Brasil, eu nunca teria abandonado meu filho no Brasil pra ir viver na Itália, portanto tivemos um momento de dificuldade na nossa decisão de ficar juntos, que porém se resolveu quando consegui chegar a um acordo com o pai de meu filho que morava no Brasil e então nos mudamos para a Itália.
Sinceramente não tive muita experiência com homens brasileiros….de relacionamento sérios tive três em minha vida, o pai do meu filho que é peruano, meu ex marido italiano e meu atual companheiro italiano….então poderá entender minha escassa capacidade de avaliar os homens brasileiros. De qualquer forma, o homem italiano na minha opinião é mais galanteador com a mulher…..e com certeza em geral tem mais respeito em relação a família. Tendencialmente trai menos, porém é óbvio que frutas podres tem também na Itália.

italia-brasile-saudade-rafaelaTrabalho com mulheres (sou esteticista) portanto deste universo falo com muito prazer. A mulher brasileira na média é muito machista, porque a própria sociedade brasileira o é. Normalmente cresce com um ideal de família, e se deixa muito transportar pelos sentimentos. Cuida muito do próprio amor, mas se não ama não tem dificuldades de terminar tudo e enfrentar a própria vida. Cuida muito do aspecto, até porque pela cultura brasileira isso é muito observado, embora isso depende muito da condição econômica e social e algumas coisas não são admissíveis para a mulher italiana (como pintar os pelos das pernas de loiro bleah)

A mulher italiana ao contrário da brasileira não cresce com o ideal de se casar. Nesse aspecto me parece menos romântica….menos sentimental. A vejo mais independente, mas obviamente quando falamos de pessoas cada um é diferente. Se cuida muito, principalmente os cabelos, escova sempre feita e usa mais maquiagem que a brasileira.

Nunca tive grande dificuldade em fazer amizade na Itália. Nunca me senti tratada de maneira diferente por ser brasileira. Porém nunca consegui estabelecer uma relação profunda. De amizade verdadeira, aqui na Itália.

Existem muitas coisas parecidas mas também muitas diferenças. O Brasil é um grande mix de cultura….uma grande mistura. Na minha opinião somos parecidos no calor humano, na paixão pela comida. Nos diferenciamos na valorização da família que na Itália é maior, na tendência dos italianos de serem mais caprichosos dos brasileiros  nos trabalhos que fazem….mas no Brasil existe mais liberdade seja nas relações que pessoal. Na Itália a sociedade mantém as pessoas mais estreitas.

As famílias na Itália ( ao menos aquelas que frequentei) são unidas, mas tem menos paixão que as brasileiras. Tem muito cuidado dos filhos na Itália, às vezes em maneira excessiva. Digo sempre o italiano faz filhos pensando no futuro deles….o brasileiro faz filhos pensando no próprio futuro. No sentido que um italiano antes de fazer um filho começa já a pensar as condições econômicas que lhe poderá oferecer, a escola, a universidade, alguns chegam até a pensar se poderão oferecer aos filhos a própria casa. Enquanto percebo que no Brasil não fazem todas essas reflexões….os filhos são mais um apêndice da família. Porém no Brasil tem mais abertura familiar, guardam menos esqueletos no armário, e tem mais paixão, você ama e odeia seus parentes com muita facilidade perdoando também facilmente.

O italiano é um povo delicioso. Que infelizmente da pouco valor a própria cultura, a própria história, a própria língua. Conheço poucos italianos que foram a galeria Uffizi em Florença….embora seja gratuito o ingresso uma vez por mês. Na média não existe um grande interesse nesse aspecto o que é uma pena, embora normalmente os italianos tem prazer de fazer notar como a Itália seja superior culturalmente. Então usem esta cultura não?

Se comparado ao Brasil tudo na Itália funciona melhor, e tem mais qualidade. Embora é necessário que ocorram mudanças, porque os serviços começam a se tornar de má qualidade também na Itália.

A Itália é um país maravilhoso. Se você consegue se integrar e fazer parte da sociedade. Certamente é um contexto social que te aporta muita cultura. Obviamente é necessário inteligência para conseguir absorver isso.

Penso que o brasileiro observa a Itália de maneira muito romântica, esperando de encontrar a Itália apresentada na novela. Com a idade que tenho hoje, não faria mais uma mudança de país por amor, portanto consequentemente não aconselho ninguém a fazer. Penso que a imigração te obriga a enfrentar muitíssimas dificuldades, te obriga a viver um período de adaptação que normalmente dura 04 anos e muitas relações acabam justamente pelas dificuldades ligadas à este processo. Porém, é sempre uma escolha pessoal.

italia-brasile-saudade-rafaelaEstou retornando agora ao Brasil, depois de 11 anos na Itália. Irei abrir uma empresa no âmbito estético que é a minha profissão. Na Itália existe uma media salarial que é recebida por grande parte da população, isso não ocorre no Brasil. No Brasil você ganha de acordo com a profissão que tem. Portanto não aconselho uma pessoa sem qualificação a tentar uma colocação no Brasil. Por outro lado sei que para colocações qualificadas existe muita procura com salários interessantes. Porém quem emigra em geral abre uma empresa, e é correto isso. Penso porém que para evitar problemas a melhor coisa seria ter uma preparação in loco antes. O Brasil comercialmente é muito diferente da Itália, e empresários italianos tem muitos problemas justamente por não conhecer a realidade brasileira. No Brasil o sebrae organiza muitos cursos de ajuda para quem deseja abrir uma empresa…que servem também para se ter uma ideia sobre o que fazer e como fazer. Pelo capital necessário….no Brasil é possível se fazer com muito assim como é possível se fazer com muito pouco…existem menos pressões seja por parte da prefeitura que da anvisa ( als brasileiro). Na Itália o pequeno empreendedor é muito importunado de regras que fazem com que tudo no fim lhe custe mais. Porém sei que o visto para empreendedor no Brasil subiu para 500 mil reais….portanto não pouco como capital.

Nasci na Amazônia, mas cresci no Nordeste com minha família materna. Sinto falta de minha família, sinto falta da alegria e do Sol. E sinto falta da pobreza que tem no Brasil. Parece absurdo, mas a pobreza te torna mais humano, porque cotidianamente você tem a oportunidade de ajudar alguém que tem uma necessidade real. E a pobreza te torna mais feliz, porque te da a oportunidade de ver tudo o que possui. Na Itália, com todo o bem estar social que existe, frequentemente as pessoas tendem a comparar tudo o que os outros possuem e que a eles lhe faltam isso deprime, no brasil ocorre exatamente o contrário. Já a criminalidade não sinto falta, de jeito nenhum.

Os  italianos amam dançar embora não tenham a dança no sangue. Infelizmente é algo inato ….ou você tem ou irá morrer tentando….poderá aprender a técnica como muitos mas não terá nunca a paixão. A última piada ligada a isso que posso contar aconteceu da última vez que sai para dançar com meu companheiro….ele nao dança….em um certo momento um brasileiro me chamou pra dançar forró ( dança comum no nordeste do Brasil)… Bem o forro se dança colado e meu companheiro não gostou muito disso. Não voltamos mais lá….acho que terei que dançar forró somente com meu irmão no Brasil….pra evitar problemas.

Não possuo um personagem ao qual tenha me inspirado. Porém tem um cantor brasileiro muito amado por meu pai que fez uma canção que se chama Tente outra vez. Amo esta canção….porque a vida é assim….é necessário tentar, tentar, tentar….
Viver no exterior significa cortar-se ao meio. Você sai de sua zona de conforto, enfrenta o novo e depois que passa o brilho inicial tudo é forte, tudo é difícil. Você não tem mais o abraço da mãe, não tem mais as caras amigas, entra em um supermercado e não encontra mais as marcas conhecidas…até ir pagar uma conta se torna difícil. Deve aprender tudo novamente, a língua é um verdadeiro desafio mas é o passaporte para uma verdadeira integração. Dominar a língua te permite entender bem o que lhe dizem, entender a ironia se existe nas palavras de alguém, e de mandar pra aquele país quem lhe trata mal. Sem a palavra, você não é completa e não pode viver bem. Enfrente as dificuldades, a saudade….principalmente se você sabe que a sua é uma escolha definitiva… Saiba porém que no final te sentirá parte desta nova sociedade…e sairá disso mais rica culturalmente e emocionalmente. Mas não será nunca mais completa. Porque neste ponto seu coração será dividido ao meio. E quando você estará ali sentirá a falta de casa, e quando estará em casa sentirá falta dali.

Boa sorte a todas!

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Firenze, Toscana, Italia

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1 commento
  1. Gabriel
    Gabriel dice:

    Ciao a tutti.
    Mi è piaciuta molto questa intervista, ed essendo italiano e “diviso” a metà per motivi famigliari concordo con quello che Rafaela dice.
    Cambiare paese è una sfida personale grande, che ti fa crescere tanto e ti rende incredibilmente più consapevole, nonostante la costante saudade di casa nostra e del paese che ci ha ospitato… difficile capire tutto ciò se non si è vissuto in prima persona.

    Però su una cosa vi dovete informare… smettiamola di dire che il Brasile va forte perché basta scrivere Brasile su Google per capire come stiano davvero le cose da circa 2/3 anni a questa parte.
    Lo dico con molta amarezza, ma il Brasile non è messo bene… poi cerchiamo di capire che le nostre economie sono incomparabili, le cose funzionano in modo molto diverso… quindi anche questo lascia il tempo che trova.

    Comunque molto interessante.
    Boa sorte!

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