La brutta faccia di Ibiza: quello che non dicono

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Oggi voglio parlarvi degli aspetti più negativi di Ibiza.

Dopo due estati, un autunno e un mezzo inverno, penso di aver visto un po’ come vanno le cose, di aver conosciuto abbastanza persone e di aver ascoltato abbastanza storie.

Ibiza è bellissima. Ha mille facce e decidi tu come vuoi viverla. Ma decide anche un po’ lei come trattarti.

Ci sono due grandi temi che non mi vanno giù: la speculazione sugli affitti e le ingiustizie in campo lavorativo.

La cosa peggiore è che la situazione non si può cambiare: le cose stanno così e peggiorano di anno in anno, l’eventualità di un miglioramento non è contemplata. L’unica speranza è quella di imbattersi in persone oneste, ma non pensiate sia cosa facile: bisogna avere pazienza, ottimismo e fortuna.

Ancora una volta, se l’isola vi vuole bene vi aiuterà, Es vedrà, vi guiderà, e la Dea Tanit vi proteggerà.

Partiamo dagli affitti, il vero cancro di Ibiza.

La situazione è critica tutto l’anno. Se volete affittare un appartamento intero, passate prima in chiesa ad accendere una decina di ceri alla Madonna.

La maggior parte degli appartamenti (così come le stanze) vengono affittati solo da novembre ad aprile a prezzi decenti.

Dopodiché, dovrete cercarvi un altro posto in cui stare, perchè i padroni di casa affitteranno ai turisti, per guadagnarsi magari il triplo di quello che voi pagate in un mese, in una sola settimana di agosto.

Se trovate qualcuno disposto ad affittarvi l’appartamento annualmente, vi chiederanno cifre come 1000 euro per uno studio, 1500 euro per appartamenti da 2 o 3 stanze, e altre cifre folli che preferisco non continuare a scrivere.

Folli perché, per farvi un esempio, una commessa del supermercato guadagna 1000 euro.

Anche chi ne guadagna 1500 facendo un altro lavoro non può permettersi di vivere da solo.

Alcuni proprietari chiedono il pagamento annuale anticipato (ad esempio: 12.000 euro per uno studio), a cui si aggiungono i mesi di caparra e i mesi di agenzia, che sono la parte più “divertente” di questo discorso, perché quando ti vengono richieste le mensilità di agenzia non sai mai quei soldi dove andranno a finire.

La maggior parte di queste “agenzie” consiste in furboni che si disturbano di metterti in contatto con il proprietario, senza lasciarti alcun tipo di ricevuta, perché… l’agenzia non esiste!

E’ tutto un business fatto di parole, conoscenze e tentativo di approfittarsi del prossimo, perché la vita sull’isola costa cara e in qualche modo bisogna pur guadagnare.

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Se siete dei poveri lavoratori stagionali e non avete l’opportunità di poter affittare un appartamento intero, la situazione con le stanze non è migliore.

Se avete fortuna e incontrate gente onesta, ve la caverete con 350-500 euro al mese per una stanza singola, spese incluse.

Sarete, al contrario, sfortunati se vi chiederanno gli stessi soldi per dormire con una o più persone (sconosciute), affittandovi un posto letto.

La realtà più triste consiste nelle camere allestite sui balconi o nelle sale da pranzo, in cui la privacy rasenta lo zero, ma il prezzo mensile è sempre quello.

Purtroppo le persone sono disposte a tutto pur di non rinunciare a un’estate nell’Ibiza dei balocchi e si adeguano alle condizioni più assurde, come queste che vi ho appena elencato.

Finché ci saranno inquilini disposti, ci saranno locatori che si sentiranno in diritto di chiedere sempre di più. Perché questi ultimi sanno benissimo di poterlo ottenere.

Questo è il business degli affitti di Ibiza sintetizzato in una frase. Delle vere e proprie truffe ve ne parlerò un’altra volta, magari.

Altro tasto dolente: il lavoro.

Ce n’è per i beati, non fraintendetemi, soprattutto in estate.

Piuttosto, per i datori di lavoro, si presenta il problema opposto: trovare, cioè, lavoratori che dispongano di una casa e che possano rimanere sull’isola fino a fine stagione.

Cerco di farvi entrare nella mia testa.

Ho abitato per due anni e mezzo in Nuova Zelanda, terra dei kiwi, dei maori, della giustizia e della legalità, dei lavori full time da 36 ore a settimana, dei festivi pagati una volta e mezza, delle buste paga settimanali.

Torno in Europa, sbarco a Ibiza, mi ritrovo in un mondo in cui spesso (anche se non sempre) si lavora per indefinite ore, senza giorni di riposo settimanali, per una busta paga X più una quantità in nero Y.

Alcuni saltano direttamente la X e ti danno solo la Y.

Nel peggiore dei casi, ti imbatti in un datore di lavoro disonesto al massimo, che non ti dà né X né Y e te ne torni a casa piangendo (se non sei stato così stupido da mangiarti in feste quei pochi soldi che avevi da parte).

Occorre stare attenti, attentissimi, guardarsi le spalle e parlare con le persone, per capire cosa succede sull’isola.

Bisogna anche essere fortunati, ancora una volta.

Quando si lavora nel settore alberghiero e nella ristorazione, le parole che si imparano subito sono propina e bote, ossia le santissime mance.

Ci sono posti in cui guadagni quasi più con le mance che con lo stipendio (300 euro a settimana, per darvi l’idea, una cifra neanche tanto da capogiro).

Questo perché molti turisti sono talmente carichi di soldi che, se non se li tolgono dalle tasche, sembra che facciano fatica a camminare!

Ma attenzione: i malintenzionati sono sempre in agguato.

Ho sentito di diversi posti in cui i manager si intascano le mance e ai lavoratori lasciano le briciole, cioè 20 euro a settimana.

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A fine contratto, se effettivamente avete un contratto, vi spettano ferie e finiquito, che sarebbe la nostra liquidazione. Se il vostro datore di lavoro ha il buon cuore di pagarvi tutto onestamente, queste verranno conteggiati sulla cifra X che avete guadagnato ogni mese.

Però, può anche darsi che la parola onestà non rientri nel suo vocabolario, e che queste cifre non vi verranno mai corrisposte.

Oppure vi verrà dato di meno perchè vi verrà rinfacciato che, per lavorare infinite ore e infiniti giorni, vi siete già intascati la quantità Y sotto banco.

Ingiustizie. Però si sa che le cose vanno così e si è liberi di accettare o no, fin dall’inizio.

L’assurdità di questo sistema X-Y è che le buste paga sono uguali, tra lavoratori che hanno livelli e stipendi diversi.

Il manager che magari guadagna il doppio del lavapiatti ha la sua stessa busta paga.

Nel momento in cui andrà a chiedere la disoccupazione, piuttosto che il giorno in cui andrà in pensione, i conteggi verranno fatti sugli stessi guadagni. Ma non è assurdo?

Ora mi direte: perchè non te ne torni in Nuova Zelanda?

Pues bueno, volevo solo raccontarvi di due temi scottanti riguardanti l’isola.

Rimane il fatto che, se sono ancora qua dopo due estati, un autunno e mezzo inverno, ci sarà un perché…

(Ad Auckland mi aspetta sempre una valigia, comunque!)

3 commenti
  1. Mars
    Mars dice:

    Vivo a Madrid e conosco perfettamente bene questa situazione. Affitti carissimi e lavoro sottopagato. Purtroppo l’altro lato della medaglia c’e’ sempre. Sei stata molto brava ad averne parlato.

    Rispondi
  2. laura
    laura dice:

    Interessantissimo e ahime` non nuovo il tema dello sfruttamento e del lavoro in nero, soprattutto in Spagna. A Ibiza ci sono capitata per dare un taglio di qualche giorno a un`estate grigia e piovosa e credo non ci tornero` mai piu`. Non che non fossi preparata, ma e` tutta una truffa, dai trasporti (affittare una macchina 1.000 euro per 4 giorni e il bus non ti porta certo diretta alle spiagge, ti tocca a volte aspettare 1 ora la coincidenza per poi restare sulla spiaggia 40 minuti perche` il prossimo bus per la tua destinazione e` anche l`ultimo!) ai bar (22 euro per un cocktail? manco i cubetti fossero d`oro). Insomma l`impressione e` stata che non c`e` modo di godersi il bello dell`isola perche` tutto e` inquinato dalla sporchissima industria del turismo. In altre localita` per esempio, cambiare i prezzi degli affitti in base alla stagione e` illegale. Buena suerte a te che spero sia li` per altri motivi!

    Rispondi

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