Finalmente il momento a lungo atteso è giunto e prima i mobili e poi pure la sottoscritta hanno lasciato Bxl, ossia la città in cui non mi sono mai sentita a mio agio ma che in 3 anni e 3 mesi mi ha insegnato molto (non solo in positivo). Così, dopo aver ottenuto un finanziamento per proseguire le mie ricerche a Vienna, città che ho capito di apprezzare profondamente solo grazie alla lontananza, mi sono ritrovata per la quarta volta in sei anni ad impacchettare la mia vita ed organizzare un trasloco da sola.

Ormai la preparazione degli scatoloni è diventata quasi un rito. Ad ogni trasloco, però, mi rendo conto di aver accumulato qualcosa in più e gli scatoloni aumentano. Poi si aggiungono le incombenze burocratiche in due paesi, con lingue e leggi diverse, tra registrazioni, banche, utenze, contratti d’affitto, etc. Infine c’è il saluto agli amici che si lasciano, che fu ridotto ad una pizza con pochi intimi (con cui ho perso i contatti) in Italia, una festa affollata ed internazionale in un locale veneto in Austria, con amici che ho ritrovato al mio ritorno, ed infine spalmato in diversi eventi in Belgio, salutando la chiesa tedesca, il coro tedesco, i colleghi dell’università francofona, quelli dell’università fiamminga (in 3 occasioni, una pizza, una torta ed una bevuta, perché non volevano proprio lasciarmi partire) ed i vari amici singolarmente. È sempre triste salutare chi ci è stato particolarmente vicino in momenti di sconforto in un nuovo paese. Nonostante la promessa di visite reciproche si sa che la frequentazione sarà molto più diradata. Eppure in alcuni casi il destino mi ha fatto incontrare nuovamente persone che non pensavo di vedere mai più. Per esempio, ho ritrovato a Bxl una ragazza conosciuta a Vienna ma di cui non avevo saputo più nulla per oltre due anni. A Bxl è stata di grande conforto. Ora ci siamo allontanate nuovamente, lei a Parigi ed io a Vienna, ma chissà che non ci si ritrovi nuovamente dall’altra parte del mondo al prossimo trasloco.

Bxl

L’ultimo tramonto a Bxl

Tre fatti particolari di questo evento hanno un significato quasi simbolico:

1. Come mi ha fatto notare un collega belga, a parte i mobili Ikea, che ho trovato identici anche in Giappone, sono riuscita a disfarmi di tutto ciò avevo comprato a Bxl, mentre continuo a portarmi dietro piccoli elettrodomestici acquistati a Vienna più di sei anni fa. Il collega belga ha interpretato ciò come il desiderio inconscio di allontanare anche solo il ricordo del tempo trascorso in città. Effettivamente non si sbaglia, non dimentico alcune persone di cui sento già la mancanza ma per il resto vorrei veramente scordare presto tutti i lati negativi di questa esperienza che ha portato stress e delusioni fino all’ultimo istante

2. Simbolicamente mi porto dietro anche un oggetto che ha visto più traslochi di me, ossia una scarpiera che i miei genitori comprarono in Germania prima che nascessi e che in Italia sonnecchiava in soffitta finché non ne ho avuto bisogno. I miei genitori, esperti ormai in traslochi internazionali con i vari su e giù Germania-Italia mi hanno aiutata anche questa volta. La scarpiera sarà contenta di tornare in un paese di lingua tedesca e conquistare un posto d’onore all’ingresso della mia nuova casa.

3. La ditta di traslochi che ha vinto la sorta di bando online che mi ha permesso di risparmiare qualche euro ha sede a Berlino, la meta cui ho aspirato per anni. In realtà il titolare della ditta, che ha fisicamente effettuato il trasporto, viene dalla zona di Würzburg. È comunque buffo che tra Bxl e Vienna sia passata per la Germania, non solo geograficamente.

Stress burocratico e malinconia a parte, devo ammettere che mi piace l’idea di traslocare. È l’occasione per fare pulizia tra le cose accumulate nel tempo senza un perché, passando tra gli oggetti che ricordano persone e momenti di vita in un posto, decidendo cosa tenere e quindi ricordare e cosa abbandonare all’oblio. Riempiendo gli scatoloni si ripercorrono gli anni trascorsi e si mette ordine tra i ricordi. È un passo importante. Permette di fare un bilancio prima di ricominciare da capo una nuova esperienza, liberandosi degli orpelli inutili ed organizzando quanto imparato dal passato, facendo tesoro dei ricordi migliori. Come nel monopoli, quando si passa nuovamente dal via, ricevendo le vecchie 20mila lire. Nonostante ami viaggiare leggera e ad ogni trasloco mi viene detto che ho poca roba rispetto alla media, ci sono volute settimane per impacchettare tutto e ci vorranno settimane per sistemare il nuovo appartamento. Fino al prossimo trasloco, che si spera più tardi possibile.

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