caffe-letterario-berlinoCiao Francesca, tu hai aperto un caffè letterario a Berlino, il Wale Café: vuoi spiegarci come è nata questa idea?

L’idea è nata da un incontro casuale e dall’empatia che ne è scaturita. Dal feeling che si è creato con le persone con le quali ho deciso poi di affrontare questa avventura: Mattia e Paolina.

Ed è nata dal corso di scrittura creativa che Mattia teneva e tiene tutt’ora e che sia io che Paolina abbiamo frequentato.

Dal mio iniziare a collaborare con lui, aiutandolo nell’organizzazione de “Le Balene Possono Volare” https://lebalenepossonovolare.wordpress.com/progetto nato nel dicembre del 2013, che oltre alla scrittura creativa offre altri laboratori creativi, dal tempo trascorso insieme e dall’amicizia che ha iniziato ad unirci.

Dalle cose in comune, dall’amore per la letteratura e per la scrittura.caffe-letterario-berlino

E’ un’idea nata da un sogno, che era già nostro quando non eravamo che un pensiero nella testa degli altri. Da un triangolo, che ha trovato nella creatività i punti di contatto, quelli che ci hanno irrimediabilmente uniti, nel rispetto delle nostre diversità.

 Parlavi già tedesco prima di arrivare a Berlino?

No,  nemmeno una parola. Io e mio marito prendemmo una decina di lezioni di private a Roma, con le quali apprendemmo qualche regola grammaticale e delle frasi base, utili solo alla primissima sopravvivenza.

Sono sempre stata (e sono tuttora) molto inibita nel parlare in tedesco e sperimento spesso la frustrazione che deriva dal non poter esprimere come vorrei dei concetti importanti. Dopo due anni e mezzo non ho quasi più nessun problema ad affrontare questioni pratiche della vita di tutti i giorni ma ho difficoltà ad andare nel profondo e me ne dispiace, perché il tedesco è una lingua che trovo molto bella, piena di sfumature e il non riuscire ad utilizzarle al meglio è frustrante. In italiano sono sempre stata una gran chiaccherona, in tedesco molto più silenziosa ma non è detto che questo sia un male.

In ogni caso ho intenzione, non appena sarò tornata ad avere giornate più tranquille, di riprendere il corso di tedesco e fare conversazione.

Perché hai scelto questa città?

Ci ero stata in vacanza due volte e durante entrambi i soggiorni mi aveva colpito quello che, credo, colpisca molti le prime volte che arrivano a Berlino: la sensazione che qui molto sia possibile. La coesistenza pacifica di culture, la storia che incontri ad ogni passo,  il muro che in un certo senso continua a dividere la città, la libertà, i colori in contrasto col grigio, l’offerta culturale ed i servizi pubblici efficienti. Mi sono innamorata di una città che pur essendo una capitale europea era concettualmente il più lontano possibile da Roma, la città che ho lasciato con amore e morte nel cuore.

Secondo te il pubblico berlinese è più ricettivo alla tua iniziativa rispetto al pubblico di altri luoghi? 

Se parliamo di pubblico composto da italo-berlinesi, negli ultimi anni con l’esperienza de “Le Balene Possono Volare” ci siamo effettivamente resi conto che molti italiani emigrati qui negli ultimi anni avevano ancora a cuore la cultura e la letteratura italiana e volevano continuare a nutrirsi di quel cibo familiare in un ambiente però diverso ed indubbiamente molto stimolante come quello che offre Berlino.

Poi ci sono i tedeschi appassionati alla cultura italiana, che amano parlare dei loro viaggi in Toscana, del caffè e del buon vino. E perché no, della nostra letteratura.

caffe-letterario-berlinoDi cosa si occupa il tuo caffè letterario in termini di cultura? 

A Berlino l’offerta di librerie italiane è già presente, noi nel nostro  piccolo ci aggiungiamo alle due “storiche” già esistenti da anni in città inserendo anche un reparto di libri per la consultazione gratuita ed il prestito: una sorta di piccola biblioteca alla quale si potrà accedere a seguito di un’iscrizione. Inoltre saremo sede dei nostri ormai collaudati Laboratori Creativi e di vari eventi già rodati e “storici”

Per quanto riguarda gli eventi, fin dagli albori della mia collaborazione con Mattia, parlando di letture e libri, ci venne in mente  il Caffè Books:  un ciclo di serate in cui era possibile intervenire leggendo un passo di un libro, una poesia o uno scritto inedito. Lasciando la massima libertà di scelta durante alcuni incontri o suggerendo un tema durante altri. Questo format ebbe molto successo e intendiamo ripresentarlo presto, stavolta qui a “casa” nostra. Stiamo ricevendo inoltre diverse proposte per presentazioni di libri e mostre fotografiche.

Se dovessimo vederla in termini di differenziazione penso che la nostra particolarità stia nel processo inverso: prima abbiamo catalizzato un gruppo di persone e poi abbiamo deciso di trovare una tana per riunirci e per non essere più itineranti. La tana delle Balene.

Offrite uno spazio particolare per le iniziative culturali italiane o qualcosa di speciale per le donne?

Siamo in contatto con l’Ambasciata, il Comites e con l’Istituto Italiano di Cultura e naturalmente tra i nostri corsi e la libreria lo spazio sarà apertissimo ad iniziative culturali italiane. Progetti solo per le donne sono certamente nell’aria ma ancora solo idee e proposte, presto ci attiveremo per concretizzarle.

 E la caffetteria invece come è stata organizzata? Qual è la sua forza? 

Stiamo ancora valutando diverse miscele di caffè naturalmente tutte italiane e prima o poi sceglieremo la nostra preferita. Offriremo delle colazioni, dei pranzi e dei taglieri di salumi e formaggi per l’aperitivo. Ci avvaleremo di prodotti freschi e rigorosamente italiani o acquistati sul posto o consegnatici dall’Italia.

 In quanti siete a lavorare all’interno del caffè letterario e come vi siete divisi i ruoli?caffe-letterario-berlino

Tutti e tre siamo soci lavoratori: la divisione dei ruoli è stata abbastanza naturale, Mattia continuerà a svolgere il ruolo di insegnante di scrittura creativa, di organizzatore di tutti i laboratori creativi delle Balene e di art director per i nostri vari eventi. Paolina si occuperà dell’amministrazione e della gestione della caffetteria al mattino.

Ed io  gestirò la caffetteria nel pomeriggio e la sera e continuerò ad aiutare Mattia nell’organizzazione dei laboratori. Inoltre abbiamo assunto due ragazzi che ci aiuteranno al bar, entrambi facenti parte già da un anno della nostra famiglia di Balene.

Vuoi raccontaci in poche righe una tua giornata tipo, dal momento in cui suona la sveglia al mattino al momento in cui chiudi bottega la sera?

Nel momento in cui scrivo sono a poche ore  dall’inaugurazione, dopo ben 6 mesi che lavoriamo a questo progetto quindi parlare di giornata tipo è un po’ difficile. Ultimamente però le mie giornate si sono svolte così: sveglia, ansia, felicità, doccia, un saluto veloce alla famiglia e arrivo al Caffè. 10, 12, 15 ore di lavoro faticoso e snervante ma bellissimo e creativo, pranzi, cene e colazioni, parole, scontri e risate, poi si torna a casa di notte e si prova a dormire. Da domani, dopo l’inaugurazione ci saranno altri ritmi sempre concitati credo ma riuscirò forse a respirare di più.

Berlino è una delle capitali d’Europa sempre più prese d’assalto dai giovani di tutta Europa: che opportunità di lavoro ci sono secondo te per chi desidera trasferirsi in questa città?

Berlino offre molto, se si prova a superare lo scoglio della lingua.

Io i primi mesi, per scelta, non ho lavorato, lo ha fatto mio marito, che come cuoco ha trovato lavoro in 24 ore ed abbiamo vissuto con il suo stipendio. Così facendo io  ho potuto frequentare il corso di tedesco e dopo qualche mese ho lavorato per alcune settimane in un albergo pulendo le stanze, poi  ho pulito qualche ufficio ed infine ho trovato un lavoro come online marketing e in un piccolo ristorante italiano. Fino a che un bel giorno non ho incontrato una Balena che diceva di poter volare.

Questa la mia esperienza, la mia storia, non mi sento di dare consigli a chi vuole venire a Berlino perché ognuno di noi viene da una situazione diversa, una città ed una realtà differente, con diverse competenze, attitudini e possibilità.

Mi viene da dire, “tentate” perché a Berlino molto è possibile. E’ una città bella e distratta che non promette nulla ma concede volentieri un’occasione, a volte senza nemmeno accorgersene: con me l’ha fatto. Ed io l’ho presa al volo.

caffe-letterario-berlinoSe qualcuno decidesse di aprire un’attività commerciale a Berlino, quali sono gli steps burocratici da seguire ed i costi da mettere in conto?

Noi siamo andati prima di tutto alla camera di commercio locale (IHK) , che fornisce a tutti un’ora di prima consulenza gratuita in cui vengono chiariti gli step da seguire e la legislazione di riferimento, occorre poi buttare giù un business plan per capire l’ammontare dell’investimento e la redditività del business.

A Berlino é sempre piú difficile trovare locali commerciali in affitto e noi, data la natura molto variegata della nostra attività, abbiamo optato per l’affitto di un locale non adibito a caffé. Abbiamo dovuto quindi fare un cambio di destinazione d’uso che si é poi rivelato abbastanza costoso e lungo. Ció ci ha peró risparmiato l’acquisto di una licenza commerciale: il primo passo da effettuare prima di prendere in locazione un locale é comunque la verifica della destinazione d’uso presso il Bauamt del bezirk di riferimento.

Se la destinazione d’uso é già quella corretta, appena concluso il contratto di affitto, conviene contattare direttamente l’Ordnungsamt per una prima ispezione dei locali. Se non ci sono modifiche sostanziali, si puó procedere direttamente al Gewerbeanmeldung, la cui pratica puó durare piú di un mese.  Se si richiede una licenza per vendita di bevande alcoliche, occorre presentare l’attestazione di partecipazione ad un breve corso di formazione della durata di 4 ore presso la camera di commercio, unitamente al certificato di buona condotta, una descrizione dell’attività ed una piantina del locale.

Quali sono le tue aspettative in termini economici e di soddisfazione generale della scelta fatta?

Penso che sarebbe meraviglioso se questo mio sogno diventasse il lavoro con cui sostenermi. Mi aspetto una vita decorosa svolgendo il lavoro che mi sono creata e che amo e che sia adeguatamente ripagato. Non pretendo di arricchirmi tra caffè e libri, o almeno non economicamente, ma di certo di animo.

Torneresti mai in Italia? 

Non credo e lo dico per tanti motivi. Parto dal più semplice: in Italia tutto questo non sarebbe mai potuto accadere o sarebbe stato molto più difficile e dispendioso. Anche qui forse occorrerebbe fare una distinzione: diciamo che a Roma, non sarebbe potuto accadere.

Quale è ad oggi il tuo ultimo pensiero prima di andare a dormire?

Sta succedendo davvero.

(Photo Credits: Vittorio Bonanni)

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