Nel 2013 ho lasciato il famoso “posto fisso” ed un mutuo da pagare in Italia e sono partita da sola per la Nuova Zelanda. Per cambiare, per sentirmi viva, per imparare l’inglese. Dopo due anni e mezzo mi ha morso di nuovo “la zanzara dell’inquietudine” e…

Lo sapevate che Ines Auckland-Nuova Zelanda ora è Ines Ibiza-Spagna?

Cioè, la Ines sempre è e sarà la Ines, semplicemente è saltata su un altro aereo, per una nuova destinazione, una nuova avventura, una nuova vita. Sempre su un’isola, questa volta più piccola, altrettanto selvaggia per certi versi, molto caotica, disordinata, disorganizzata, però bella, bellissima e pazzerella. Qua sono tutti pazzi, chi non è pazzo è destinato a diventarlo. Ci sono ritmi infernali una volta iniziata “la stagione”, ma nonostante questo le persone riescono a godersi questo posto meraviglioso, carico di turisti, di musica, di natura e di “locura”.

Inizierò a lavorare a fine aprile, così attualmente mi posso dedicare alla mia attività preferita: viaggiare!

Viaggio da sola, perché ancora non ho amici qua, sono arrivata da poco. Viaggio da sola anche perché mi piace viaggiare da sola, andare dove mi pare, quando mi pare. Forse dopo una settimana così inizio a risentire un pò della solitudine, tant’è che oggi mentre mi trovavo in cima a una scogliera a picco sul mare, ho iniziato a cantare! Tipo i sette nani, ma senza gli altri 6 al seguito! Mi sono anche messa a ridere, ma nessun problema, c’ero solo io!

Oggi sono finita fuori dalla cartina per andare a visitare il faro di Portinatx, mi sono persa nel bosco, il GPS non mi indicava dove andare, mi sono immaginata di avere un attacco di panico, seguito da una telefonata ai soccorritori, chiedendo di venirmi a recuperare con i cani e gli elicotteri. Quando l’attacco di panico era un colpo di schioppo, ho iniziato a sentire il rumore del mare. O forse era il vento che muoveva gli alberi. Non mi sono scoraggiata, ho provato a seguire il rumore, graffiandomi con gli arbusti che si facevano sempre più fitti, come per nascondere qualcosa di prezioso.

Arrivata in fondo, dopo l’ultimo graffio, la gioia è stata immensa. Sono arrivata in cima, sono arrivata fino al faro Moscarter, ho trovato la strada giusta in quel bosco labirintico.

La mia vita, ora che ci penso, è un po’ come quel cammino per arrivare al faro. Raggiungo il faro, mi godo il paesaggio, sono felice, poi il faro si sposta e io devo ripartire, andare a cercarlo, perdermi, graffiarmi, per essere di nuovo felice, per godermi il nuovo paesaggio.

Io sono così, fuori dalle mappe, fuori dagli schemi.

http://menteviaggi.blogspot.com/

Gli articoli scritti da Ines

Condividi con chi vuoi