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Come farsi una carriera da sarta alle Seychelles?

Alle Seychelles succede una cosa curiosa e simpatica:  le «sarte,» sono richiestissime e chi sa tagliare e cucire imbastisce dei buoni affari.

Soprattutto, ci si rivolge alle sarte se si devono fare le divise per il personale.

Da noi si ordinano a ditte specializzate che magari operano in Cina o altrove, qui vengono fatte fare su misura dalle sarte locali.

Prima di essere assorbita da Etihad, anche Air Seychelles utilizzava una sarta seychellese  per vestire le proprie hostess.

Di solito funziona così: tu le chiami e loro vengono a prenderti le misure; spesso portano anche le loro stoffe, che tu puoi scegliere su dei campioni.

Quando tornano la seconda volta, le divise sono quasi pronte: vanno provate e tu, con delle spille, devi segnare le imperfezioni. Per esempio se c’è da allargare, da stringere o da accorciare.

Bisogna sfruttare bene questa occasione della «prova» perché, la volta successiva, le divise arriveranno «finite e confezionate».

Se le modifiche da apportare non sono state segnalate bene precedentemente, ci si ritrova con delle giacche strette o con dei pantaloni che cascano.

I bottoni sono difficili da trovare – quelli che si trovano qui sono, per lo più, orribili – per cui tutte le sarte si sono dotate di una macchina che riveste i bottoni dello stesso tessuto del vestito.

E’ una cosa che andava tanto di moda anche da noi negli anni ’50-’60, quando pure le scarpe venivano rivestite dello stesso tessuto dei vestiti.

Le divise sono molto sfiziose: alle Seychelles amano mescolare i colori, sottolineare qualche particolare femminile tipo il girovita e raramente rinunciano ad un accessorio che nessuno immaginerebbe, visto il clima caldo ed afoso delle isole: un quasi onnipresente foulard annodato a fiocchetto sul collo.

Nella foto, un equipaggio di Air Seychelles… e una curiosità: il 2 ottobre 2010 il volo Parigi- Mahé è stato operato tutto al «femminile», staff di cabina, capitano e primo ufficiale  con 201 passeggeri a bordo.

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