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Per la festa della mamma ti ho comprato un mazzo di fiori

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Leo: il gatto expat

Forse alcune di voi si ricorderanno del mio gattone.

Lo avevo infatti presentato tempo fa nel video d’ introduzione.

Per chi non lo avesse visto allora passo direttamente alle presentazioni.

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Leo sotto il sole di Dublino

Dunque, lui è Leo, il gatto che da circa 3 anni vive con noi a Dublino.

Prima di entrare a far parte della family, viveva a Roma, assieme alla mia mamma.

Poi è rimasto orfano.

La mia mamma è venuta improvvisamente a mancare e lui per un breve periodo è stato ospitato a casa di un’ amica.

Leo fu il mio regalo per lei prima di partire.

Pensavo che le avrebbe tenuto compagnia durante la mia permanenza qua in Irlanda.

Ogni volta che rientravo in Italia in occasione delle festività, lo vedevo crescere.

Mia madre non era molto contenta perchè secondo lei, Leo le faceva un sacco di dispetti.

L’ idea di portarlo qui in Irlanda venne poi a mio fratello.

Io non avevo intenzione di prendere un animale in casa, perchè non sapevo a chi lo avrei lasciato ogni volta che mi sarei allontanata da Dublino.

Ma poi ho deciso di mettere da parte questo dettaglio e di assumere una compagnia per farlo arrivare da noi.

La prima tappa Leo l’ ha fatta in Germania, a Francoforte, dove trascorse una notte, prima di ripartire per l’ Irlanda.

Andai così a prenderlo all’ aereoporto.

Il trasportino col quale avevano mandato Leo era immenso.

Ho dovuto chiamare un taxi per aiutarmi: infatti sarebbe stato impossibile trasportare Leo in autobus.

Ero emozionata.

E volevo fare una sorpresa ad Asia.

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Asia e Leo

Lei si trovava a scuola mentre io cercavo di portare Leo a casa.

Era strano vederlo annusare gli angoli di casa a Dublino.

C’ è voluto un pò prima che si abituasse al nuovo ambiente, ma credo che quasi da subito mi riconobbe, in fondo, di tanto in tanto, andavo a trovarlo a Roma, nella casa di mia mamma.

Oggi Leo si sente decisamente a casa sua.

Anche se secondo me, a volte, desiderebbe scappare perchè Asia continua a rincorrerlo e fargli i dispetti.

Ai miei amici lo presento come ”my big fat cat’‘, cosa che fa sorridere alla maggior parte di loro.

Quando siamo fuori città, la mia vicina si prende cura di lui, ed io sono tranquilla.

Ora non immaginerei di fare a meno di lui.

Asia cresce con un animale e questo ritengo l’ aiuti a responsabilizzarsi e ad accrescere i suoi livelli d’ empatia.

In più, penso, che ho portato un piccolo ”pezzettino” della mia vita in Italia qui a Dublino, così come una piccola parte della mia mamma.

E così lui è Leo, il gatto che si è unito alla nostra avventura dublinese.

Anche lui un expat, come noi.

 

 

 

 

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Domande e pensieri di una expat

Dublino: la mia casa

Vi ho mai raccontato il motivo per cui scelsi proprio Dublino quando decisi di espatriare?

Se la risposta è no, allora facciamo un piccolo salto nel passato e lasciate che vi racconti cosa mi spinse, 8 anni fa, a scegliere la capitale irlandese.

La mia scelta parte dalla Spagna.

Avete capito proprio bene, la ”caliente”, colorata, solare Spagna e più precisamente la sua città di mare: Barcellona.

Ma cosa c’entra Barcellona con Dublino direte voi…ora ci arrivo. Durante gli anni dell’ università decisi di fare una stagione estiva all’ estero.

Volevo fare un’ esperienza che mi desse l’ opportunità di migliorare il mio spagnolo e anche mettermi un pò in gioco.

Decisi così di partire per Barcellona.

Detto e fatto trovai un lavoro full-time in una gelateria, conobbi diverse persone, e dopo aver superato le prime difficoltà di adattamento (ancora ricordo i pianti che mi facevo nell’ appartamento di Placa de Espana) cominciai a godermela e trascorrere momenti che ancora oggi conservo nel cuore.

Quella fu un’ estate indimenticabile, forse l’ estate più bella della mia vita, quella che trascorsi sotto il cielo stellato di Barcellona.

Ma il momento di rientrare in Italia per gli impegni universitarì tornò ad affacciarsi presto, e dopo quasi due mesi, con grande dolore dovetti acquistare il biglietto di ritorno per casa.

Ricordo i pianti e le parole di quel ragazzo francese che mi coccolava e continuava a dirmi: ”Non ti preoccupare, tornerai presto vedrai”.

Sapete, quel ragazzo aveva ragione: tornai, ma solo per periodi brevi perchè gli ultimi esami universitari e la preparazione della tesi non mi lasciavano lo spazio sufficiente.

Intanto, casa, diventava sempre un pò meno ”casa” e cominciava a starmi stretto tutto quello che avevo costruito fino a quel momento.

Fu così che cominciò a balnearmi l’ idea di tornare in Spagna una volta terminata l’ università, perchè era la mia casa, o almeno io l’ avevo sentita come tale.

Volevo tornare là e piantare le mie radici.

La sua atmosfera mi aveva stregato e mi aveva permesso di incontrare una parte di me, che non conoscevo prima.

Così l’ idea di trovare la mia casa, si trasformava in un desiderio che ogni giorno accendeva in me la voglia di partire e lasciare tutto.

Ma le cose cambiarono e io non tornai a Barcellona per costruire la mia casa.

Sapete, quegli anni avevo una incontrollabile necessità di mettermi alla prova, uscire sempre più dalla ”confort zone” e pensavo: ”Perchè percorrere una strada che già conosci, quando si può provarne una a te sconosciuta, dove è il gusto di assaporare quello che già hai assaggiato?”.

Così cominciai a darmi degli obiettivi da raggiungere e a domandarmi qual era il più grande ostacolo, la più grande sfida che desideravo da tempo vincere.

Trovai la risposta e decisi che dovevo imparare l’ inglese.

Ma avrei mai potuto imparare l’ inglese in Spagna?

Ora il dubbio principale era: dovevo andare a Londra (visto che era, e, forse lo è ancora, la meta più ambita di noi italiani) o raggiungere un Paese ancora più lontano dove si parlasse esclusivamente la lingua inglese (tipo Nuova Zelanda).

Nella scelta di andare via, intanto, avevo coinvolto anche un amico, ma la destinazione diventava un quesito sempre più grande.

Fu così che mi affacciai al web e scoprì le bellezze di un’ isola circondata da mari.

Un’ isola fredda dove risiedevano storie di streghe e di folletti, che prendevano vita dalla magia dei boschi e dalle verdi brughiere.

Fu così che iniziai a conoscere e a documentarmi sull’ Irlanda e la capitale dell’ isola, Dublino.

Dublino diventò così una scelta, una meta, un desiderio da appagare.

Tante domande affollavano la mia mente ma soprattutto mi domandavo cosa Dublino mi avrebbe portato e se sarei riuscita a trovare quello che da tempo stavo cercando: una casa.

Così questa è la storia che mi ha portato fino a Dublino.

Ora mi chiederete se qua sono riuscita finalmente a trovare la mia casa.

Sicuramente l’ arrivo di mia figlia ha permesso di radicarmi sotto più aspetti durante questi anni in Irlanda.179278_1876552876852_177269_n

Per non parlare dello stile di vita e la serenità guadagnata, che ci trattengono qua ogni giorno.

Dublino, con i suoi pub, i suoi parchi, i suoi abitanti, la sua vivacità, ci hanno adottato negli anni, e quello che più conta è che ci hanno fatto sentire a casa e continuano ancora a farlo.

Se oggi mi chiedeste se Dublino è la mia casa, vi risponderei di sì: forse perchè è il luogo dove mia figlia è nata, forse perchè è dove importanti esperienze di vita mi hanno segnato e fatto crescere, o forse, Dublino è la mia casa, perchè semplicemente e sorprendentemente è dove il mio cuore vuole oggi essere.

Così, arrivo alla conclusione della mia storia, dicendovi che per tanto tempo ho cercato di trovare la mia casa e che poi senza neanche accorgermene, ci sono riuscita, solo che non sono stata io a trovare lei, ma lei a trovare me