La Stretta Relazione fra Cibo e Salute – Parte 1

Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore – Parte 2

Per leggere la prima parte di questo articolo inerente agli asili e all’ambiente educativo sin dalla prima infanzia a Singapore, fate riferimento a questo link: http://donnecheemigranoallestero.com/asili-colleges-singapore/. Buon proseguimento di lettura.

Immergendomi nell’Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 07analisi della svariata offerta di asili che la città di Singapore offre ho riscontrato che, oltre alla scelta dell’ambiente di gioco, per il futuro dei bambini è veramente importante soffermarsi anche sulla comprensione dei vari curricula educativi, affinché si riesca a scegliere meglio quello con cui la famiglia desidera che il proprio bambino cresca, visto che oltre alla preparazione culturale generale, un curriculum scolastico, col passare del tempo, può influenzare anche la mentalità e l’atteggiamento alla vita di questi futuri ragazzi.

Singapore offre una gran varietà di curricula che influiscono sul metodo educativo dei bambini sin dall’asilo: curriculum Singaporiano, curriculum Australiano, curriculum Francese, curriculum Inglese, curriculum Americano o curriculum International Baccalaureate (IB), per citarne alcuni.
Per alcune famiglie expat la scelta del curriculum educativo può dipendere dalla nazionalità di provenienza: mentre una famiglia Singaporiana è costretta per legge a far frequentare ai propri figli scuole Singaporiane (non possono scegliere nessun’altra scuola internazionale se residenti nel paese), una famiglia francese, per esempio, è invece libera di scegliere qualsiasi college con qualsiasi curriculum ma, probabilmente, avrà una certa preferenza per un college con curriculum francese, e così una famiglia inglese molto probabilmente preferirà un college con un curriculum inglese, che porti avanti cioè il metodo educativo di madre patria. Per noi famiglie italiane la scelta è diversa. Non esistendo alcun curriculum educativo italiano dobbiamo scegliere la scuola che crediamo più adatta per i nostri figli attraverso altre caratteristiche o preferenze personali, compiendo una scelta totalmente soggettiva e, personalmente, dopo aver controllato cosa offrono i vari curricula penso di sentirmi più vicina a quello inglese molto accademico e fondamentalmente più simile al programma di educazione italiano.

A livello internazionale però è il curriculum International BaccalaureateAsili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 04 (IB) che è universalmente riconosciuto da qualsiasi college nel mondo, ciò significa che se la mia famiglia dovesse trasferirsi in un altro paese e in una città con solo colleges con curriculum IB, il bambino che a Singapore avesse frequentato un college con un “British Curriculum” verrebbe esaminato per constatare il suo livello di apprendimento fino a quel momento per facilitare il suo collocamento nella prossima classe IB, col rischio però che il bambino venga valutato erroneamente e gli venga assegnata una classe precedente all’effettivo livello conseguito a Singapore, perdendo così un anno di scuola.

Ma quando a Singapore all’interno di alcuni colleges ho investigato il programma di insegnamento del curriculum IB, con mia grande sorpresa ho trovato managers che non mi hanno saputo dare risposte esaurienti su quale effettivamente sarà la conoscenza finale, il “knowledge”, degli studenti. Nel suo sito ufficiale l’International Baccalaureate spiega che: “…questo curriculum crea giovani curiosi, consapevoli e attenti, che contribuiranno allo sviluppo di un mondo migliore, di pace, attraverso la comprensione e il rispetto interculturale…”. Una mia cara amica descrive l’IB come: “…un metodo straordinario e di grande rivoluzione per le menti: queste si aprono e diventano indipendenti, con forti capacità critiche e logiche…”. Quelli appena descritti sono importantissimi requisiti che però non fanno abbandonare il seguente dubbio: a seconda del carattere del bambino potrebbe essere meglio impartire questi aspetti dopo che questi abbia appreso una solida base accademica delle materie principali? Alcune persone Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 14sono concordi con quest’ultima riflessione, ma aggiungono che è comunque bene non aspettare troppo ad introdurre i bambini al curriculum IB per non privarli ma avvantaggiarli “dell’indipendenza all’organizzazione” e “capacità allo studio di svariate materie contemporaneamente”, e “della forte capacità di espressione e scrittura” che questo curriculum favorisce fra le altre cose. Mi è stato assicurato che qui a Singapore alcuni colleges IB particolarmente facoltosi garantiscono solide basi IB e contemporaneamente anche solide basi accademiche, certuni altri non danno la stessa impressione invece e questo conduce all’incapacità di compiere una serena scelta in materia. Ad ogni modo, cercare di comprendere il curriculum IB è importante proprio perché viene applicato sin dall’asilo dai colleges con questo indirizzo educativo e benché, nell’ipotesi che la propria scelta risultasse sbagliata o non adatta alle esigenze del bambino e della famiglia, si avrà sempre la possibilità di compiere un qualsiasi cambiamento spostando eventualmente il bambino in un altra scuola con un altro sistema educativo, la tendenza e il desiderio finale di ogni famiglia è quello di cercare di trovare subito l’indirizzo col quale tutti in famiglia sono contenti e si sentono a proprio agio, a partire dal bambino stesso.

Le sei aree tematiche che l’IB sviluppa nei primi anni di studio sono: lingua straniera; matematica; scienze; scienze sociali; arte; educazione personale, sociale e fisica. Queste vengono affrontate attraverso altre sei tematiche interdisciplinari: Chi siamo?; Dove siamo nello spazio e nel tempo?; Come ci esprimiamo?; Come funziona il mondo?; Come ci organizziamo? e Condividere il pianeta. L’aspetto interessante di questo approccio è che un problema o soggetto viene analizzato a tutto tondo e contemporaneamente da tutte le materie attraverso le tematiche sopracitate, dando alla persona una visione globale di quel problema o soggetto, sviluppando negli studenti curiosità su quel problema o soggetto, la voglia far domande e trovare risposte, creando un metodo di studio di più materie contemporaneamente, ottenendo quindi una visione molto più aperta e dinamica della realtà, del mondo e del suo approccio. Gli strumenti a disposizione dei ragazzi sono aule multimediali, grandissimi televisori e lavagne interattive, banchi suddivisi in gruppi di quattro dove la ricerca e lo studio avvengono individualmente o interagendo nel gruppo, insegnanti sempre accompagnati da uno o più assistenti.

Matematica e scienze, storia e geografia, letteratura e lingue… Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 15Certamente sono insegnate nel curriculum IB, giusto non è chiaro come e soprattutto “quanto” sono acquisite queste materie per garantire quella conoscenza indispensabile a formare una solida cultura in queste personcine. E’ un dato di fatto, in generale, che quando noi italiani ci sediamo a un tavolo sappiamo conversare sui più svariati argomenti: dalla storia alla storia dell’arte, dalle scienze alla psicologia, dall’attualità economica e politica allo svago sportivo, e ovviamente di cucina.. La conversazione intelligente unita alla nostra versatile personalità e alla capacità di risolvere creativamente i problemi, sono caratteristiche da non dare assolutamente per scontate che ci permettono di collocarci e sentirci a nostro agio in qualsiasi ambiente ci si trovi a vivere o a frequentare. E sono caratteristiche, con la forte preparazione, che un giorno potranno dare accesso a ottime facoltà universitarie, volendo..

E a questo punto subentrano due fattori che mi colpiscono direttamente: la mancanza che sento della solida cultura italiana impartita “ai miei tempi”, e il fatto che devo lasciarmi andare e aprirmi a nuove frontiere educative, anche se non le comprendo del tutto.
La realtà è che non vivo più nel mondo di quando io ero piccola, dove all’epoca “il mondo” era il quartiere della mia cittadina e nulla più, e l’asilo e la scuola erano quelli per tutti, assieme ad un unico programma educativo diffuso su tutta la penisola. Oggi, vivendo all’estero da tanti anni, mi rendo conto che il mondo è grande, vario e in continuo mutamento e le necessità di conoscenza sonoAsili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 13 cambiate di conseguenza, o forse sono solo ampliate, ma lo studio in sé e un buon apprendimento rimangono ancora estremamente importanti, e forse oggi ancor più di allora. Io mi sento contaminata dalla storia moderna e dall’influenza delle mie esperienze dei tanti paesi in cui ho vissuto, a volte al top del loro boom economico altre nel pieno del loro degrado, vengo toccata dagli avvenimenti, dai personaggi che influiscono negativamente nel mondo o, al contrario, da quelli che mi catturano positivamente per il loro grande e importante operato, fra cui qui in città l’attualissimo Primo Ministro Lee Kuan Lieu, purtroppo deceduto poco più di un anno fa, il 23 marzo 2015, il padre della Singapore moderna, l’uomo che ha saputo trasformare un paese colonizzato e del terzo mondo in un paese indipendente e forza nell’economia mondiale.
Ecco, proprio il Signor Lee Kuan Lieu è un grande esempio che evidenzia l’importanza dello studio nella vita: a suo tempo egli ha saputo costruire lo sviluppo e il progresso di questo paese attraverso una fortissima preparazione acquisita sia a Singapore che all’estero, questa preparazione gli ha conferito le capacità per maturare una visione globale del suo paese prima e, in seguito, gli ha dato le capacità di portarlo a un immenso sviluppo ed equilibrio sulle basi delle caratteristiche nelle quali egli ha sempre creduto di più: la giustizia e la meritocrazia. Il messaggio che sempre e con tanto vigore egli ha trasmesso alla sua popolazione è di impegnarsi nello studio, di mantenere vive la propria lingua e le proprie tradizioni, e di avanzare per meritocrazia, appunto, e questo forse potrebbe essere la spiegazione del perché esistono molte famiglie in città, scuole e talvolta asili, che qui fondano le loro basi su tali precetti e che, in linea di massima, condivido anche io: mai come oggi infatti, considerando tutti questi aspetti, sento cosi forte e viva la necessità di dare a mio figlio una buona educazione e, se possibile, scegliere il giusto indirizzo sin dall’asilo, a questo punto.

Un altro soggetto su cui non avevo ancora riflettuto vista la giovane età Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 05del bimbo e prima dell’inizio di questo mio viaggio fra i vari metodi educativi a Singapore, è come far sì che il piccoletto acquisisca, quando sarà il momento, un’ottima conoscenza della lingua italiana scritta e della sua grammatica. Il bambino parlerà senza alcun dubbio un corretto italiano grazie al nostro insegnamento quotidiano in famiglia, ma l’insegnamento della grammatica e del verbo scritto non so se sono inclusi fra le mie capacità, e neppure do per scontata la disponibilità del bambino stesso di volerli eventualmente apprendere da sua madre. E quindi, a tal proposito, ho voluto procedere con ulteriori verifiche scoprendo che, per quanto riguarda la diffusione della lingua italiana qui a Singapore ci sono pochi colleges che offrono un “Mother Tongue Program”, un programma madrelingua, purtroppo. Chi scegliesse una di queste scuole potrebbe avvantaggiarsi dell’insegnamento dell’italiano col programma ministeriale del nostro paese e con l’insegnamento durante le ore di lezione, e non come attività extra curricolare svolta nel pomeriggio dopo le ore di scuola oppure il sabato, orari questi che personalmente preferirei fossero usati per attività di svago o attività famigliari, per esempio. Ma non è neanche detto che questi pochi colleges, pur offrendo la lingua italiana, soddisfino poi le famiglie anche con le altre caratteristiche necessarie, il curriculum adatto e la struttura adeguata per ogni famiglia.

Per fortuna, esiste un’altra possibilità in città per far conseguire una buona educazione della lingua italiana ai nostri bambini: la frequentazione la “Scuola Supplementare Italiana di Singapore” dedicata all’insegnamento della cultura e della lingua italiana sia parlata che scritta, eseguita con programmi ministeriali didattici per le scuole italiane all’estero. E questa è sicuramente una grande rassicurazione per le famiglie della nostra comunità, inclusa la mia.

 

Sembra ieri quando quella piccola bambiAsili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 16na dai capelli biondi e lisci attraversava il campo alberato di immensi pioppi, e lungo i fossi sottostanti le loro fronde ammirava i girini piccoli e neri prima di arrivare all’asilo. Suor Maria usava nasconderla sotto il suo ampio gonnone per farla uscire di classe prima dei suoi vivaci compagni, permettendole entrare di nascosto nella sala dei giochi e prendere di corsa quelli che la piccola preferiva, ma allo stesso tempo, prepararsi a dare e a ricevere vigorosi calci, pugni e morsi per difendere le sue conquiste, e certe tirate di capelli che pareva lacerassero lo scalpo tanto facevano male, e che a quanto pare, la piccola bambina non ha ancora dimenticato…

 

Molto probabilmente, alla fine di tutte le preoccupazioni, qualsiasi asilo o college che verranno mai scelti per i propri figli, offriranno metodi educativi più che adeguati a questi bambini, e saranno sicuramente tutti preparati ad affrontare il mondo. Le entità insostituibili che veramente faranno la differenza su questi piccoli individui e contribuiranno in maniera indelebile alla loro vita e cultura sono: la famiglia, con i suoi veri principi, con il supporto dopo le cadute delle prime sconfitte, con i sorrisi e la speranza negli occhi per ripartire, la gioia di festeggiare Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 11le piccole e le grandi nuove conquiste, l’amore e il buon senso, nonché l’entusiasmo per la vita e per lo studio, accompagnati, senza ombra di dubbio, da preparatissimi e appassionati insegnanti. Questi ultimi sono gli individui che la famiglia deve sperare di trovare in qualsiasi scuola scelga: professionisti appassionati, accorati ed entusiasti della vita, della cultura e dei bambini, dei veri motivatori, educatori e ispiratori. Questo è il vero connubio che aiuterà a creare ragazzi migliori e un ambiente sano dove farli crescere, queste sono le persone che lasceranno loro un ricordo indelebile della loro infanzia, e la cultura con la quale, nel tempo, andranno a costruire un mondo migliore. Una buona famiglia e dei fantastici insegnanti, qualunque sia la scuola, qualunque sia il curriculum.

Buona vita a tutti.

Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore – Parte 1

Era ormai quasi estate quella particolare mattina dell’anno scorso. Speravo che all’improvviso una nuvola decidesse di far capolino per contrastare il sole da quell’incessante calore che mi stava picchiando addosso, e regalarmi un attimo di respiro mentre camminavo per le vie di Singapore. Se da un lato quella carezza morbida e così calda era una piacevole compagnia sulla pelle e favoriva quella gradevole sensazione di “essere sempre in vacanza” piuttosto che affaccendata nella mia quotidiana routine, dall’altro la poesia di quell’attimo stava piano piano scivolando via col mio sudore, mano a mano cioè che un certo argomento prendeva il sopravvento nei miei pensieri corrucciandomi.

Era un po’ di tempo, infatti, che alcune amiche discutevano la scelta Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 07di asili, colleges e metodi educativi per i loro figli ed io al loro ascolto mi sentivo confusa e non capivo appieno cosa stessero dicendo, oltre a non riuscire a memorizzare chiaramente i diversi soggetti che toccavano a riguardo: dai nomi delle varie classi dei bambini, ai diversi metodi educativi specificati dal tipo curriculum che si vuole seguire, per citarne alcuni. Così, verso la fine dell’anno ho cominciato anch’io a interessarmi al futuro asilo di mio figlio, constatando con sorpresa che stavo inoltrandomi in un altro ambiente completamente diverso da quello cui io provengo, e quindi ho deciso di buttarmici a capofitto per cercare di assimilare quanto più possibile nella speranza di poter fare il quadro della situazione. E non è stato facile.

Anzitutto ho fatto una ricerca serrata sugli asili trovandone sia locali che internazionali, chiedendo svariate informazioni, opinioni e suggerimenti ad amiche e ai vari networks online di donne in città, poi ho verificato locazioni e distanze rispetto al mio condominio con Google Map decidendo, col tempo, che la locazione sarebbe stata un fattore secondario rispetto al tipo di educazione e cure prestate al bambino, se ne fosse valsa la pena avremmo anche potuto cambiare appartamento per avvicinarci all’asilo e permettergli di trascorrere meno tempo sui mezzi di trasporto.

Una volta riassunta una buona lista di asili con tanto di relative note e indirizzi, ho preso il telefono e ho organizzato visite presso ognuno di loro, poiché  l’unico modo per comprendere un sistema che sospettavo diverso dal mio, sia nel metodo di crescita che di educazione dei bambini, era che io lo andassi a verificare personalmente per quanto possibile, e ho percepito quanto segue: che l’educazione a Singapore è un business dai costi elevatissimi, e che il metodo educativo di questi asili e delle scuole non ha nulla a che vedere con l’educazione statale che ho ricevuto in Italia, infatti non sempre si fonda sul semplice gioco, per quanto riguarda i più piccoli, e non si fonda affatto sull’ascolto dell’insegnante seduti al banco, per quanto riguarda i bambini più grandi.

Parlando di costi, la spesa di un asilo o di una scuola privata per una famiglia espatriata a Singapore è sicuramente un argomento delicato che, generalmente, dovrebbe essere discusso e stipulato nel contratto con l’azienda presso la quale uno dei componenti della famiglia lavora, assieme a tanti altri fattori.

Singapore possiede scuole locali a costi davverAsili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 02o vantaggiosi ma le iscrizioni delle famiglie espatriate sono talmente aumentate che queste non riescono ad accomodare tutti i bambini e perciò non favoriscono un facile accesso, lasciando talvolta le famiglie in seri problemi quando queste dovranno poi rivolgersi a scuole private, specialmente se con più di un figlio.

Gli asili locali spesso invece non vengono scelti dagli stessi espatriati perché applicano sin dalla prima infanzia un sistema educativo abbastanza rigoroso: seppur in qualche modo giocando, ai bimbi vengono impartite lezioni per imparare a parlare, a leggere l’alfabeto, i numeri e anche a scrivere in due lingue, il tutto per essere pronti per le scuole primarie, le nostre elementari. Mentre le famiglie locali hanno una loro giusta convinzione su questi metodi educativi applicati così precocemente, agli espatriati caucasici tutto questo può apparire invece un po’ prematuro.

A Singapore si trova una certa varietà di asili privati: da piccoli asili, con insegnanti singaporiane o filippine, che accompagnano i bambini sino al momento della scuola, a importanti colleges internazionali, con insegnanti per lo più madrelingua, che offrono il loro servizio sin dall’asilo, se desiderato, e accompagnano i ragazzi fino all’università, in taluni casi. I punti che mi hanno portato a controllare entrambe le categorie di asili sono stati i costi e l’apprendimento delle lingue: inglese e mandarino. Ho scoperto che alcuni piccoli asili costavano quanto, o quasi, quelli nei colleges, e già questo non mi è sembrato adeguato, ma in più, se da un lato assicuravano un ottimo insegnamento del mandarino, molto spesso i bambini si ritrovavano ad imparare il “Singlish” piuttosto che l’inglese! Il Singlish è un dialetto creato e parlato a Singapore dalla popolazione locale e costituito da un misto di parole, a volte abbreviate e associate tra loro, che sono originariamente provenienti da diverse lingue: dall’inglese, dal malese, dall’hokkien, dal cantonese, dal tamil e altre. Il Singlish, apparentemente, è molto scoraggiato dal governo di Singapore ma di fatto è molto diffuso e, a parità di costo, probabilmente preferisco che il bambino cresca con un inglese e con un mandarino appropriati provenienti da insegnanti madrelingua.

Indicativamente, in quanto a Singapore ogni asilo e scuola può variare le denominazioni delle classi suddivise per età dei bambini, si può scegliere fra due diversi tipi di asili: i Child Care Centres e i Kindergartens. I Child Care Centres, originariamente pensati per le famiglie con entrambi i genitori che lavorano, si prendono cura dei bambini dai 2 mesi ai 7 anni di età, offrono programmi di sviluppo prescolastico, e si suddividono in: Infant Care (per i bimbi dai 2 ai 18 mesi) e Pre-Nursery (per i bimbi dai 18 mesi a sotto i 7 anni). I Kindergartens, detti anche Pre-schools, accettano i bambini dai 2 anni e mezzo fino ai 7 anni di età, offrono programmi di sviluppo prescolastico, e si suddividono in: Infant Care (dai 2 mesi ai 18 mesi); Playgroup (dai 18 mesi ai 30 mesi circa); Pre-Nursery o Nursery 1 (dai 3 anni); Nursery o Nursery 2 (dai 4 anni); Kindergarten 1 (dai 5 anni) e Kindergarten 2 (dai 6 anni), a 7 anni i bambini vanno a scuola. Per aiutare le famiglie a comprendere meglio il mondo dell’educazione, il Governo mette a disposizione il Ministero dell’Educazione e il Ministero dello Sviluppo Sociale e della Famiglia di Singapore, che a loro volta supervisionano la Early Childhood Development Agency, quell’autorità che si prende cura del settore della prima infanzia accertandosi che siano rispettati gli aspetti fondamentali della crescita e dello sviluppo dei bambini sotto i sette anni. Questi Ministeri e Agenzia sono visitabili anche online, e lì spesso leggo eventuali aggiornamenti o cerco di acquisire idee per le prossime scelte.

Gli asili e i colleges a Singapore sono perfettamente descritti nei loro rispettivi Asili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 03siti web, sono spesso pubblicizzati con campagne marketing sul mercato e, molto spesso, sono egregiamente presentati alle famiglie da preparatissimi e agguerriti direttori e managers che, con grande vigore, spiegano come la loro scuola sia migliore di altre e descrivono ai genitori come, seguendo la loro filosofia, questi sapranno preparare i loro figli sia nei metodi educativi, sia di crescita, rendendoli persone sicure di sé, pronti ad affrontare il mondo e il loro prossimo futuro con sicuro successo. Dei provetti numeri uno. Se da un lato  queste promesse potrebbero essere la sicurezza che ogni genitore desidera per i propri figli, il meglio per il loro futuro, dall’altro la forza e la determinazione con cui queste prospettive sono spesso offerte possono spaventare la più aperta delle persone, soprattutto se si è italiani con un concetto un po’ più tranquillo e creativo dell’educazione. La tendenza a presentarsi come i migliori sul mercato con quella certa determinazione, e la promessa di sfornare altrettanti numeri uno che prenderanno il proprio posto nel mondo con tanta serena tenacia, fa perdere un attimo il senso di quella che dovrebbe essere, ancora oggi, l’umanità delle persone e delle cose buone che, nel mondo appunto, dovranno andare a costruire, e questo potrebbe risultare un po’ conflittuale e scioccante.

Ma è davvero cosi sbagliato questo metodo di presentazione e vendita degli asili e delle scuole? E soprattutto, è davvero da scartare una scuola fondata su queste prospettive?

Il mondo, già da diversi anni, è entrato in un turbinio di cambiamenti di cui ancora non conosciamo i futuri risvolti, fra i progressi in vari settori e la crisi economica in altri. La competizione poi è veramente più ferrata di un tempo, a causa del crescente numero di persone sul pianeta e dei sempre più precari posti di lavoro conseguenti ai fattori sopracitati. Da qui si capisce come l’educazione possa acquisire una rilevanza sempre maggiore per le famiglie che non solo vivono a Singapore ma nel mondo intero, e come si possa prestare ancora più attenzione al futuro dei propri figli, fino a trasformare tanta apprensione in esigente domanda, che va a terminare in un fiorire di offerte e, conseguentemente, in un business nell’ambito dell’educazione con costi sempre più elevati, ma anche con una preparazione, molto spesso, sempre più precisa e completa.

Infatti, in un mondo così conflittuale dove davvero bisogna trovare il proprio posto, ma soprattutto nel quale ci si ritroverà ad affrontare diverse fasi e situazioni della vita, e sempre più spesso anche poco facili, allora quella punta di spirito di conquista e di competizione che alcuni istituti offrono, di fianco a una buona se non ottima preparazione, potrebbero trovare senso e una certa logica e, ancora, in tutto questo comprendo anche l’impegno e la filosofia di alcune famiglie asiatiche a spronare i loro figli verso un certo sforzo e concentrazione nello studio.

Una viva preoccupazione in questo contesto però dovrebbe essere l’attenzione prestata ai bambini e ai ragazzi, cercando di non opprimere il loro animo con ansia da prestazione pur fornendogli tutti i mezzi che davvero potrebbero aiutarli in futuro.

Un’altra preoccupazione alla quale bisognerebbe prestare una certa attenzione è il potenziale bullismo all’interno di questi colleges, una realtà tAsili, Colleges e Metodi Educativi a Singapore 10utto sommato contenuta che i vari managers affermano di contrastare seriamente, spesso (ma non solo) derivante dall’atteggiamento altezzoso di alcuni figli di benestanti che frequentano queste scuole. In verità il bullismo si può trovare ovunque, in qualsiasi scuola e, più o meno manifestato o mascherato, nella vita quotidiana di ognuno di noi indipendentemente dall’età: i bulli sono arroganti, maleducati e anche buffi, per evitare che facciano male bisogna imparare a individuarli e poi a gestirli, e forse prima lo si fa meglio è, entro un certo limite…

Detto questo, ci sono altri colleges che sembrano organizzati per mantenere davvero un alto livello di rispetto fra le persone all’interno della loro moderna e all’avanguardia struttura, e trasmettono una talmente pronunciata sensazione di pace, di felicità e perfezione fra i banchi di studio che arrivano quasi ad apparire surreali. Paradossalmente, neanche questo aspetto mi è sembrato del tutto positivo se riportato alla vita reale, ed uscendo da queste scuole mi son chiesta se veramente i ragazzi sarebbero stati capaci di affrontare la vita una volta lasciati quei paradisi terrestri, e la mia conclusione è stata che l’unico modo per poter scegliere l’ambiente più idoneo per i propri figli sia davvero quello di visitare personalmente tutti questi luoghi.

Oltre alla scelta dell’ambiente di gioco, di crescita e di studio dei propri figli, la famiglia dovrebbe soffermare altrettanta attenzione ai curricula che gli asili e i colleges offrono, perché il curriculum scolastico determina la cultura dell’individuo, i soggetti e il metodo di studio, influenza l’approccio alla vita e, alla lunga, anche la mentalità e l’atteggiamento della persona che ha appreso attraverso quel tipo di programma…

Andremo ad osservare i vari curricula presenti a Singapore molto presto, nella seconda parte di questo articolo. Alla prossima!

La collaboratrice domestica

Circa un anno e mezzo è trascorso da quando scrissi di una mia avventura famigliare risoltasi con l’assunzione di una collaboratrice domestica. Il seguente articolo è il seguito di quella storia, oggi contenuta nell’e-Book di Donne Che Emigrano All’Estero in vendita online. Buona lettura.

Poco più di due anni fa rientraCollaboratrice Domestica Singapore 03i a Singapore con il mio pargoletto fra le braccia. Avevo partorito in Italia questo tanto desiderato bimbo, arrivato fra noi dopo sette tentativi di fecondazione assistita di cui solo l’ultimo positivamente riuscito proprio qui a Singapore, e concentrata com’ero a dar luce a questa splendida vita non avevo assolutamente considerato cosa sarebbe successo in seguito, come ci saremmo effettivamente riorganizzati nella nostra nuova routine famigliare: io, il bimbo, mio marito e la gatta Miss Zampetti, mitica compagna di mille avventure, con noi da quasi undici anni ed espatriata anch’essa dagli Emirati Arabi Uniti dove abbiamo vissuto, precedentemente, per quasi dieci anni.

Forte del mio carattere attivo, del mio entusiasmo e consapevole di aver sempre gestito i miei mille impegni sia di lavoro che famigliari, non mi sfiorò minimamente l’idea che avrei anche potuto non riuscire così facilmente in questa mia nuova dimensione e, infatti, fu proprio così: da sola, lontana da casa, con quel piccoletto iperattivo dal momento in cui è nato, senza un’idea di come curarlo e senza un qualsiasi appoggio, sono andata in panne lasciando a rotoli la casa e trovandomi completamente stressata e disorganizzata.

Fu proprio in quel periodo che io e mio marito decidemmo che dovevamo trovare una soluzione per ridarci un equilibrio personale e famigliare, e fu lui a suggerire una live-in Foreign Domestic Worker (FDW), detta anche maid oppure helper, in Italia nota come collaboratrice domestica. Un mondo a me completamente sconosciuto e un’idea assolutamente preoccupante visto che, fra le altre cose, il nostro appartamento era uno spazio abitabile onesto ma non certoCollaboratrice Domestica Singapore 08 così ampio da lasciare i dovuti spazi e privacy a tutti. Ma nonostante le mie serie perplessità decidemmo di provare e fu lì che mi buttai a capofitto per cercare di capire appieno a cosa stavamo andando incontro, sia nella positività di tale opportunità con i suoi vantaggi, sia in coscienza dei limiti, che forse, avrebbe potuto portare con sé avere una nuova persona in casa.

Dopo aver intervistato come potevo tutta la cospicua rete di networks italiani e stranieri che abbiamo qui a Singapore, in cui ho spiegato la mia totale inesperienza e chiesto qualsiasi tipo di informazione che potesse aiutarmi a prendere in mano questa nuova avventura, imparai che le Foreign Domestic Workers sono molto spesso persone umili che si allontanano da casa per lavorare lasciando le proprie famiglie, composte a volte da marito e figli oltre che da genitori e parenti. Provenienti per lo più dalle Filippine ma anche da altri paesi del circondario, portano con sé una grande varietà culturale e per fortuna sono molto ricercate nella multietnica Singapore, e il governo fa veramente di tutto per cercare di proteggere queste lavoratrici ed offrire loro contratti onesti, comprensivi tra l’altro di vitto e alloggio, giorno libero, assicurazione sanitaria e viaggio di rientro in patria per vacanza, a un costo generale davvero accessibile per un potenziale datore di lavoro, tutte cose non sempre così scontate ho potuto appurare nel tempo in giro per il mondo.

E’ il governo stesso, inoltre, che per chiunque desideri assumere una Foreign Domestic Worker ha organizzato uno strutturatissimo sito web col quale, dopo aver precedentemente richiesto la famosa SingPass, una password collegata alla propria carta di identità locale che permette al governo di identificare le persone anche online, e pagato in anticipo con carta di credito, si studiano i propri doveri e diritti nei confronti della futura collaboratrice domestica e del governo di Singapore, ottenendo, in conclusione, un certificato di comprensione delle leggi che dà la possibilità di assumere. Una volta ottenuto il certificato, che viene spedito dallo stesso sito web al proprio indirizzo email, si può decidere di assumerla sbrigando personalmente tutti i processi dei documenti necessari presso gli uffici addetti del governo, oppure, di avvantaggiarsi dell’aiuto di un’agenzia specializzata, e quest’ultima fu la nostra scelta.

La nostra collaboratrice doCollaboratrice Domestica Singapore 05mestica è una donna musulmana di quasi quarant’anni, sorridente, educata, versatile, discreta, lavoratrice e onesta. Non potevamo immaginare di essere tanto fortunati nell’incontrarla quel giorno che ci siamo presentati all’agenzia per i nostri primi colloqui. In città è noto che non sempre le cose funzionano fra le impiegate e i datori di lavoro, a volte a causa delle famiglie che le hanno assunte, a volte per il comportamento delle impiegate stesse. Il governo quindi spinge ad una seria considerazione prima di decidere per tale assunzione: la convivenza, a quanto pare, non è una cosa da dare per scontata. Una volta assunta la collaboratrice domestica poi, la persona diventa responsabilità del datore di lavoro anche nel suo tempo libero, e questo, in taluni casi, può generare serie complicazioni.

Nel nostro caso, e nella speranza che continui sempre così, la nostra collaboratrice domestica è diventata sicuramente una persona importante all’interno del nostro nucleo famigliare: da parte nostra è stato fatto il possibile per cercare di far procedere i rapporti nel migliore dei modi; da parte sua un buon carattere, intelligenza e tanta discrezione, qualità che la rende naturalmente capace di essere presente o di assentarsi a seconda di ciò che serve nei vari momenti della giornata e della famiglia, l’hanno fatta apprezzare veramente tanto. Il suo aiuto è chiaramente indiscusso, ci ha permesso di ritrovare il nostro equilibrio e di migliorare la nostra qualità di vita, specialmente del tempo speso col bimbo, oltre che dargli la possibilità di abituarsi a persone di cultura diversa, nonché di condividere la doppia lingua in casa, caratteristiche molto importanti per quel che riguarda la nostra famiglia.

Col tempo la nostra collaboratrice domestica ha ricavato il suo spazio e Collaboratrice Domestica Singapore 04la sua indipendenza anche nel gestire le cose di casa, benché la mia presenza sia continua come l’aggiornamento sulle attività da svolgere giornalmente e durante la settimana. Infine, le insegno a cucinare. Saper cucinare non è stata una nostra priorità ai tempi dell’assunzione, ma siccome è interessata la rendo partecipe in tutto ciò che preparo e, ogni tanto, ci divertiamo anche ad impastare le nostre Piadine Romagnole: io con lo strutto e lei con l’olio, nel rispetto dei suoi principi religiosi.

La domenica la nostra collaboratrice domestica frequenta la moschea, sia per la preghiera che per studiare. Nella famiglia presso cui ha lavorato a Singapore in precedenza questo non le era stato regolarmente permesso, mentre noi desideriamo che abbia una vita serena anche nelle sue attività di interesse personale, e così studia religione, storia della religione e arabo, sia parlato che scritto, per leggere e capire meglio il sacro Corano. Presso la moschea, oltre alle attività religiose e di studio, la collaboratrice domestica e i suoi amici svolgono anche attività conviviali pranzando e celebrando varie occasioni assieme, organizzano gite ed escursioni e svolgono azioni di volontariato e beneficenza per i più poveri, portando cibo e assistendo i malati e i bisognosi, per esempio. E’ felice di appartenere ad una vera comunità, preziosa per la sua crescita e dove può ritrovare un altro tipo di dimensione familiare. Il velo non è un problema in casa nostra, ma liberamente lei lo indossa solo la domenica quando esce di casa. La sera poi, quando si ritira, spesso prima di dormire studia. Una delle cose più belle e affascinanti di Singapore è la palpabile serenità della convivenza nel rispetto reciproco dei propri ideali, senza il timore che nessuno possa infrangere i propri spazi e la propria vita in alcun modo, e in una situazione di tale serenità non si riesce a non venire coinvolti anche dalle attività altrui, di tradizione o di religione che esse siano, non fosse altro per tutte le festività di vario genere che nel paese si svolgono regolarmente e frequentemente, proprio nel rispetto dell’origine di tutta la sua variegata popolazione, e a cui tutti sono invitati a partecipare.

Una cosa che riempie Collaboratrice Domestica Singapore 01di gioia sia me che mio marito è vedere come la collaboratrice domestica si sia affezionata al nostro bambino, e questo sentimento è davvero reciproco. Ora che il bimbo ha cominciato a pronunciare le prime parole è divertente ascoltare la sua vocina che la chiama per nome, e lei ne è compiaciuta, come noi. Ho lasciato loro modo di trascorrere giornalmente del tempo assieme: scendono in giardino e incontrano gli amichetti con cui condividere i giochi all’aria aperta, in libertà, senza la mia presenza che in qualche modo potrebbe limitare la loro spontaneità. E anche questo spazio credo sia molto educativo. Io e la collaboratrice domestica abbiamo accordato in precedenza quali sono i principi di educazione della nostra famiglia, e benché lei non sia assolutamente un nostro sostituto, crediamo però che, in linea col nostro pensiero, lei possa rafforzare le regole di educazione che già sto cercando di insegnare al bimbo, nella continuità dell’esempio e delle parole che porta avanti con lui in nostra assenza. In quel giardino, il bimbo ha cominciato a camminare, a correre e a condividere i giochi con i bimbi delle più svariate nazionalità.

Il colloquio di lavoro con la nostra Foreign Domestic Worker (FDW), ad ogni modo, non è stato un incontro idilliaco a primo impatto, e questo grazie al comportamento che io ho deciso di tenere, quel giorno, con tutte le possibili future impiegate. Pur essendo sempre stata estremamente educata e gentile ho comunque mantenuto un atteggiamento di freddo distacco e, volutamente, la fermezza del mio sguardo e delle mie parole hanno avuto una pesante valenza durante tutta la chiacchierata.
Non era mia intenzione, nel limCollaboratrice Domestica Singapore 02ite del possibile e con la conoscenza generale che mi ero fatta attraverso l’esperienza di diverse altre persone, di sbagliare persona ai colloqui, scoprendo troppo tardi, per entrambe le parti, che potevamo non essere fatte l’una per l’altra. Ma decidere tutto questo in un solo colloquio è una cosa veramente difficile e, sinceramente, credo che il fattore dominante in tale situazione sia anzitutto una buona dose di fortuna. Nella speranza che questa fortuna ci baciasse, la strategia che ho scelto di seguire è quella di mostrare una pesante severità e di marcare ripetutamente le cose che in casa mia non sarebbero state tollerate, e principalmente quelle che avrebbero leso oltre che le leggi di Singapore, anche la nostra famiglia. Solo dopo un pesante colloquio per metterla sotto pressione quel tanto per capire le sue reazioni e opinioni in merito, mi sono rilassata e sorridendo le ho spiegato che, benché tutte le cose di cui avevamo parlato fossero vere e sarebbero dovute essere rispettate, la nostra casa sarebbe stata una casa serena e noi tutti saremmo stati felici di accoglierla nella nostra vita quotidiana. Alla nostra collaboratrice domestica, di fatto, il mio atteggiamento non aveva creato nessun tipo di problema, mi raccontò in seguito, in quanto capiva bene il perché di tante precisazioni conoscendo personalmente le storie di diverse sue colleghe in città alcune delle quali hanno subito mancanze di rispetto da parte dei datori di lavoro, mentre altre, invece, hanno deliberatamente mancato dello stesso causando anche difficili problemi alle famiglie presso cui lavoravano. Alla fine del colloquio eravamo tutti convinti della nostra scelta, io e mio marito ci siamo rilassati, abbiamo incrociato le dita e ce ne siamo andati via col contratto in mano.

Diversamente è purtroppo andata ad alcune mie care amiche che, con tutti i più buoni propositi sia ai colloqui di lavoro che in seguito a casa, si sono ritrovate a collaborare con persone che hanno mostrato atteggiamenti non consoni agli accordi presi, tanto da avvilire le mie povere amiche e portarle a pensare di non assumere più alcuna collaboratrice domestica dopo avere riportato all’agenzia le attuali. Una di loro, per fortuna, consapevole della precedente esperienza, ha ritentato immediatamente un nuovo colloquio e ha trovato subito un’ottima sostituta con la quale ora conviCollaboratrice Domestica Singapore 06vono felicemente. L’altra amica, dopo aver inciampato in due spiacevoli realtà, ha preso un periodo di pausa e ha preferito, al momento, tornare nella dimensione di casa sua da sola.

Non esistono regole nell’approcciare l’avventura della Foreign Domestic Worker (FDW), forse speranza, onestà intellettuale e buoni propositi possono essere fra gli ingredienti base, per entrambe le parti, che associati a una buona dose di fortuna, fanno sì che si incontri la realtà che si desidera. Benché la collaboratrice domestica sia una spesa accessibile a Singapore, io continuo a considerare il suo aiuto un privilegio avuto in un momento importante della mia vita, e continuo a svolgere i miei compiti e a mantenere salda la mia presenza e i miei ruoli in casa, per tutti, consapevole che in ogni momento le cose potrebbero cambiare ancora e potremmo tornare a riassumerci tutti i doveri pratici, come in effetti li abbiamo sempre svolti in precedenza.

Nel frattempo, complici e compiaciuti degli attimi di pace ritrovati, io e mio marito assaporiamo la realtà della nostra famiglia, ci re-innamoriamo giornalmente del nostro bambino e brindiamo più frequentemente del buon lavoro che abbiamo realizzato assieme. E dopo più di un anno trascorso assieme, auguriamo con tutto il cuore lunga vita alla nostra cara Foreign Domestic Worker (FDW).