Da piccola con mio padre

Quando per andare avanti bisogna un po’ tornare indietro. Mio padre

vivere a ibiza - cala salada

Vivere a Ibiza

Vivere a Ibiza

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vivere a ibiza – acqua da sogno

Da 4 settimane é iniziata questa nuova avventura a Ibiza e ho già così tante cose da raccontare. Sono partita da sola, senza conoscere nessuno e senza cercare contatti con gli italiani come era successo quando sono andata in Nuova Zelanda.
Ho cercato casa già a gennaio, ho affittato una stanza rispondendo a un annuncio online, ho fatto un bonifico di 600 euro sperando che non fosse una fregatura non avendo ne’ contratto ne’ niente e devo dire che è andata bene. La casa é vivibile, l’affitto accessibile, le coinquiline stupende (una marocchina e due spagnole), abbiamo anche un gatto senza coda che pensavo fosse un mostro e invece é una razza rara. In Nuova Zelanda ho abitato in una casa con un pesce con le gambe, quindi credo che le stranezze siano una costante della mia vita, ma senza dettagli anomali probabilmente non avrei molto da raccontare.

I ragazzi arrivano a Ibiza ogni primavera con il bagaglio carico di sogni e di curriculum, alla ricerca di un lavoro che permetta loro di passare l’estate sull’isola. Io mi sono distinta dalla massa ancora una volta, perché il lavoro l’ ho cercato quando ero ancora ad Aukland, mandando email ai migliori ristoranti che mi suggeriva TripAdvisor. Ho fatto un paio di colloqui su Skype e mi sono trovata particolarmente in sintonia con uno chef che al momento stava lavorando in un ristorante di New York, siamo rimasti che ci saremmo dovuti incontrare a Ibiza ad aprile. Appena sono arrivata qua sono andata a conoscere anche il proprietario del ristorante e ho iniziato a godermi le vacanze, in attesa di iniziare a lavorare ai primi di maggio.

Vivere a Ibiza in questo periodo precedente la stagione é totalmente un’altra cosa. 3/4 delle strutture alberghiere, bar ristoranti e discoteche sono chiusi. Turisti ce ne sono ben pochi e ci si può rilassare in spiagge bellissime e deserte. Mi aspettavo delle temperature diverse,ci sono solo 20 gradi e tira vento quasi ogni giorno, ma questo non mi ha fermato e ho già un’abbronzatura invidiabile! Il primo bagno non ho ancora avuto il coraggio di farlo, l’acqua mi chiama, azzurra limpida  e cristallina, ma é veramente troppo fredda. Alcuni temerari si buttano, ovviamente sono tedeschi che vedono il mare una volta all’anno e lo devono sfruttare a prescindere dalle temperature!

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vivere a ibiza – dalt vila

La prima settimana l’ho passata a esplorare il centro a piedi e ho imparato che vivere a Ibiza non è solo discoteche e gente che si sballa, nel cuore della città di Eivissa  sorge Dalt Vila, patrimonio dell Unesco. Gli amanti dell’archeologia troveranno il loro paradiso nei siti cartaginesi, fenici, romani e arabi sparsi per Ibiza. L’isola offre un’ampia ricchezza culturale a causa delle numerose occupazioni di diversi popoli nel corso dei secoli.

Le case sono principalmente bianche e di uno o due piani (ovviamente non parlo delle strutture alberghiere ), il paesaggio ricorda molto quello delle isole greche, ma anche del Marocco. Oltre al mare c’è tanta campagna, terra rossastra, immense distese di campi coltivati, boschi, rocce. Le spiagge sono bellissime, sabbia che va dal bianco al dorato, acqua pulita che sembra una piscina, ma per gli amanti di sassi, rocce e scogli si trova anche quello.

Dopo queste righe puramente descrittive arriva il momento di essere critici e fare dei confronti con la mia vecchia casa, la Nuova Zelanda, cosa che faccio ogni momento della giornata. Ho già capito che vivere a Ibiza mi farà passare un’estate pazzesca, ma questo non é il posto in cui passerò gran parte della mia vita, non é il posto in cui vedo il mio futuro da expat. Vi confermo anche che non ho alcuna intenzione di tornare in Italia per più di 2 settimane consecutive.

Questa isola mi sembra abbastanza disordinata e disorganizzata, per alcuni aspetti.

Prima di tutto mancano i bagni pubblici! Che può sembrare una cavolata, ma per me è indice di civilizzazione di un paese. In Nuova Zelanda sono rimasta strabiliata dalla quantità di bagni pubblici  presenti in ogni angolo, anche nel più nascosto,in spiagge e nei boschi,e la cosa più bella è che questi bagni erano sempre perfettamente puliti. A Ibiza bagni pubblici non ce ne sono o quei pochi che si trovano adesso sono chiusi perché la stagione non è iniziata. Se ti scappa, o vai a prendere l’ennesimo caffè o ti vai a nascondere dietro a qualche cespuglio! Nuova Zelanda mi manchi! (se vi interessa l’argomento, un mio vecchio post a riguardo)

vivere a ibiza - cala salada

vivere a ibiza – cala salada

Le indicazioni stradali per raggiungere le spiagge più nascoste non sono molto chiare. C’è un cartello che ti indica una direzione iniziale, ma poi ti ritrovi a diversi bivi in cui non c’è segnaletica, quindi se sei fortunato indovini dove andare, se sei sfortunato perdi delle mezzore a provare e riprovare e alla fine torni indietro. Cala d’Albarca e Cala Oliveira non sono mica riuscita a trovarle, ci proverò un’altra volta. In Nuova Zelanda la segnaletica era impeccabile. Accade a volte che qualche burlone decida di girare un cartello o romperlo proprio dove c’era la freccia, ma questo è un altro discorso, legato alla inciviltà della gente. Nuova Zelanda mi manchi!

Parliamo della guida? Ragazzi le rotonde sono pericolosissime, la gente ti taglia la strada e le frecce sono un optional. Attraversare sulle strisce pedonali é un’altra impresa stoica perché non si fermano manco per sbaglio. Sì,  mi manca la disciplina degli automobilisti neozelandesi.

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vivere a ibiza – ines

Ora una cosa positiva dai! Fare la spesa: finalmente conosco tutti i prodotti che vendono al supermercato e comprare due melanzane a 0.36€ é stato un sogno! In Nuova Zelanda 1 melanzana la pagavo 1-2-4$ in base alla stagione. Non mi piaceva che vendessero molti prodotti con prezzo unitario e non al kg. Però spezzo un’altra lancia in favore della Nuova Zelanda: la disposizione dei prodotti sugli scaffali! Cibo da una parte, detersivi saponi ecc da un’altra. Qua a Ibiza la disposizione é abbastanza in ordine sparso e quando vado a fare la spesa faccio il giro dell’intero supermercato 2 o 3 volte perché non trovo le cose. Diciamo che mi manca ancora una volta l’organizzazione della NZ, ma viva i prezzi più bassi della Spagna!

Una cosa che non mi piace per niente è dover andare a comprare l’acqua da bere, perché quella dei rubinetti non è molto potabile. E io bevo veramente tanta acqua, doverla comprare in bottiglioni da 8 litri  e travasarla nelle bottiglie da litro è una seccatura.

Pensavo che ad Auckland gli affitti fossero fuori di testa, ma qua ho scoperto che non c’è mai fine al peggio. Due parole sulla situazione disastrosa degli affitti vanno spese. La maggior parte della gente sceglie di vivere a Ibiza part time, ovvero solo in estate. Pero’ l’affitto di casa lo pagano tutto l’anno e non lavorando in inverno, arrivata la stagione devono rifarsi dei soldi spesi, con gli interessi! E così chi ha un appartamento di proprietà o in affitto, si mette ad affittare stanze da aprile a ottobre, principalmente ai turisti, in modo di poter guadagnare di più. Chi affitta ai lavoratori se ne approfitta altrettanto, chiedendo 500 euro al mese per un stanza singola (minimo!), 600-800 euro per una doppia da dividere spesso con sconosciuti. Pero’ le stanze per i lavoratori non bastano e capita che molti ragazzi arrivino qua, trovino il lavoro, ma non trovino casa. Ho conosciuto un ragazzo che ha deciso di dormire in macchina per tutta la stagione, perché si rifiuta di spendere 500 euro al mese per una camera. Un altro che a volte ha dormito in spiaggia non trovando un ostello disponibile i primi giorni che era qua. Sul giornale è uscita la notizia che ora si affittano anche posti letto SU BALCONI alla modica di 500 euro al mese. La cosa peggiore è che i ragazzi sono disposti a tutto pur di rimanere qua, per passare l’estate a Ibiza. E non lo fanno per i soldi, perché gli stipendi son veramente miseri e le giornate lavorative molto lunghe, per non parlare che a luglio e agosto il giorno di riposo quasi sempre non esiste.

Cosa avrà mai questa Ibiza di così speciale, per attirare così tanta gente, a dispetto delle condizioni di vita non proprio ottimali?

Tutti vogliono vivere a Ibiza!

Ve lo dirò strada facendo.

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ines ibiza - montagna di sale

Vita da expat 2.0 Ricomincio da Ibiza

Ines Auckland, dopo essere stata Ines in transito in Italia per un mese e mezzo, ora è Ines Ibiza da 3 settimane. E lo sarà fino alla fine della temporada, a ottobre.

ines ibiza - punta galera
ines ibiza – punta galera

La notte prima di partire non ho chiuso occhio. Ero agitata, mi sono immaginata l’arrivo sull’isola, l’ostacolo della lingua che un tempo sapevo, ma che dopo due anni e mezzo a parlare solo inglese si è dissolta nella mia testa. Non potevo smettere di pensare all’incontro con la mia coinquilina, Mouna, una ragazza marocchina che vive qua a Ibiza da 14 anni, che parla spagnolo e arabo, ma non inglese o italiano. Provavo a simulare delle conversazioni che non ero effettivamente in grado di sostenere non avendo a disposizione un gran vocabolario e la conoscenza dei tempi verbali. Tengo precisare che per parlare spagnolo non basta aggiungere le S in fondo, non è così simile all’italiano come si possa pensare, anzi ci sono un sacco di parole che sono uguali ma in realtà vogliono dire tutt’altro. Ad esempio PRONTO non vuol dire PRONTO, vuol dire presto. PRONTO si dice listo. O SALIR non vuol dire SALIRE, vuol dire uscire. SALIRE si dice subir. Ok sembrano piccolezze, ma in realtà le vedo le facce della gente quando mi lancio in conversazioni col mio spagnolo approssimativo! Un po’ mi capiscono, un po’ no!

L’incontro con la mia coinquilina non è andato così male. E’ stata molto gentile, mi ha accompagnato a fare la spesa, mi ha fatto vedere il quartiere, mi ha messo a mio agio in casa ed è una che parla tantissimo, anche se non capivo tutto lei ha continuato a parlare! Sono arrivata a fine giornata col mal di testa, a volte mi scappavano frasi in inglese invece che in spagnolo o italiano, ma sono sopravvissuta.

Quella notte insonne prima della partenza era tutta concentrata sulla preoccupazione dell’arrivo, ora però voglio raccontarvi del viaggio, lasciandovi con queste righe che ho scritto appena sono salita sull’aereo.

ines ibiza - in volo coi giovanotti
ines ibiza – in volo coi giovanotti

Sono sul mio volo per Ibiza. Miracolosamente sono sul mio volo per Ibiza. Ho ancora l affanno per aver corso fino all’ultimo. Non so per quale motivo sul mio biglietto c’era scritto che il volo sarebbe partito alle 10.10 mentre sui tabelloni l’ora era 9.55. Ho pensato che alle 9.55 chiudesse l’imbarco. Probabilmente non ero molto sveglia, non ho dormito per niente stanotte perché ero agitata. Mi immaginavo le scene di quando sarei scesa dall’aereo, trovare la mia casa che é su una strada che non si trova neanche su Google maps. Parlare con la mia coinquilina mischiando spagnolo e inglese perché alla fine non ho imparato molto in questi mesi. Andare a fare i colloqui di lavoro, mi sono immaginata tutto in una notte, alle 6 ha suonato la sveglia ma non credo di aver dormito più di un’ora. 

ines ibiza - montagna di sale
ines ibiza – montagna di sale

L’ultima volta che sono stata all’aeroporto di  Bologna, nel 2012, stavo andando proprio a Ibiza a festeggiare i miei 30 anni. Ricordo che non c’erano code e addirittura nessuno ci ha controllato biglietti o documenti. Mi immaginavo una situazione simile, non code ma più controlli dopo l’attentato di Bruxelles.

ines ibiza cala bassa
ines ibiza – cala bassa

Salgo con molta calma al piano di sopra dove ci sono gli imbarchi e vedo una coda infinita. Il mio imbarco chiude in 15 minuti e decido di passare avanti a un sacco di gente, fiduciosa che ce l’avrei fatta. Continuo a buttare un occhio sul tabellone che dice “9.55 boarding” e mi convinco che ce la posso fare, sono le 9.45 e devo ancora passare i controlli. Mi fanno pure tirare fuori il computer dallo zaino, non ho tempo di metterlo via, inizio a correre verso il mio Gate con computer in una mano, giacca nell’altra, borsa e zaino. Arrivo al Gate e ci sono solo le hostess che mi stavano aspettando, ma neanche tanto volentieri: “signora lei non ha capito  che il volo lo perde! ” (mentre cercavo di mettere via il computer).


Ok mi rimetto a correre “ma dove va, il documento? ” oohh o mi fai fretta o ti rilassi!

ines ibiza- playa portinaxt
ines ibiza- playa portinaxt

Ricomincio a correre, arrivo nel piazzale in cui l’aereo partirà a secondi e un signore mi dice di non correre, quello dopo mi dice di correre. Arrivo sull’aereo e mi dicono “ormai sei arrivata, non c’è fretta…” Insomma sull’aereo siamo già in modalità “no pasa nada“.

É stata una partenza abbastanza turbolenta, ma se mi conoscete un pó saprete anche che a me piacciono queste situazioni un po incasinate! 

E cosi inizia l’avventura della Ines a Ibiza…