curriculum-lavoro

Un solo curriculum per trovare lavoro

Gennaio 2015.

Di ritorno dalle vacanze Natalizie in Italia, la mia valigia pesa da morire.

Oltre ai numerosi vestiti pesanti e a tutti i regali che ho ricevuto,  pesa perchè al suo interno ci sono più di 40 curriculum appena stampati pronti per essere consegnati una volta ripresa la routine inglese.

I miei piani erano di consegnare più curriculum possibile a Honiton, città in cui vivo, e alcuni nelle cittadine limitrofe, facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Ho lavorato molto sulla stesura del mio CV. Mi sono informata online sul modello più opportuno a cui fare riferimento, al tono migliore con cui scrivere le mie precedenti esperienze e addirittura quale tipo di font usare. Ho scritto anche una lettera di presentazione in cui spiegavo brevemente la mia situazione. Ero sicura che prima o poi un lavoro sarebbe saltato fuori.

Non pensavo però che arrivasse così presto e che l’Inghilterra si dimostrasse subito il Paese che è.

Pioveva quella mattina ma decisi ugualmente di passare in quel cafè in centro per lasciare il mio primo curriculum in Inghilterra. Ero nervosa ma sono entrata con coraggio, ho compilato la loro application form e ho lasciato il mio CV. Mi sono presentata con un inglese alquanto pessimo. Tra l’inesperienza e il nervosismo le parole dalla mia bocca uscirono davvero male. Sono tornata a casa un tantino delusa da me stessa, ma alla fine mi sono detta che era soltanto il primo tentativo.

Con enorme sorpresa però, quello stesso pomeriggio, ricevetti una loro chiamata in cui mi offrivano l’opportunità di un colloquio. Accettai subito!  Ero davvero al settimo cielo, ma allo stesso tempo molto preoccupata. Sarebbe stato il mio primo colloquio di lavoro in una lingua diversa dalla mia, in un posto davvero interessante in cui mi sarebbe davvero piaciuto lavorare.

Da quel momento cominciai subito a prepararmi per l’appuntamento che sarebbe stato da lì a due giorni. Ogni istante della giornata ripassavo mentalmente quello che avrei potuto dire durante la conversazione. La presentazione di me stessa, le mie esperienze precedenti, le motivazioni che mi avevano portato a trasferirmi e cercare lavoro in un paese straniero e quali fossero gli obbiettivi che volevo raggiungere.

Mi sentivo abbastanza preparata e quel giorno mi presentai abbastanza fiduciosa. Le domande che mi posero furono abbastanza semplici e prevedibili, ma il fatto che mi ha colpito di più è stato un particolare che in Italia non avevo mai captato. Il  modo di descrivere il loro lavoro e il tipo di posizione che avrei coperto mi ha dato l’impressione che fossi io a fare loro un favore volendo entrare a far parte del team.

In tutti i miei colloqui precedenti in Italia, la sensazione è stata perlopiù opposta: “Siamo noi a fare un favore a te dandoti un misero lavoro e, se non ti va bene in questo modo, la fila alla porta di persone disperate per un impiego è lunga…”

i miei caffèDopo il colloquio mi hanno offerto subito un giorno di prova. Non ho dovuto aspettare giorni per sapere qualcosa. Non sono stata settimane prima di rendermi conto che quel lavoro ormai non sarebbe stato mio. Anzi, dopo la mia giornata di prova, ho aspettato un solo giorno per sapere che avrei iniziato subito partendo da un contratto part-time.
Consegnando un solo curriculum in una brutta giornata di pioggia ero riuscita a trovare e ad avere il mio primo vero lavoro in Inghilterra. 
Qui non cercano l’“apprendista con esperienza” ma, con piacere, sono disponibili a dare una opportunità a tutti senza fare distinzioni.

Ora, dopo più di un anno, lavoro ancora in questo caratteristico cafè, full-time. Non ho nessuna intenzione di cambiare.

Ho scoperto di amare il caffè e  di avere forse un pochino di talento come barista che, con il tempo, vorrei perfezionare.

Se qualcuna di voi un giorno passa per il Devon ed si trova vicino alla cittadina di Honiton, venitemi a trova al “Toast Cafè and Patisserie” su High Street.

Ve lo offro io un buon caffè.  Perchè sì, il caffè è buono anche in Inghilterra.

 

La loro prima volta

Dopo quasi due anni dalla mia partenza, finalmente i miei genitori sono riusciti a venire a trovarmi qui in Inghilterra.

In tutto questo tempo se ne era parlato tanto ma, per diverse ragioni, sino ad ora non non erano riusciti a volare oltremanica.

E’ stato un vero e proprio evento! Non solo perchè era la loro prima volta in Inghilterra, ma era la loro prima volta all’estero (senza contare Austria e Slovenia, entrambe a pochi km di distanza da il nostro Friuli) e la loro prima volta su un aereo!

Abbiamo prenotato il volo alcuni mesi prima della partenza, e da quel momento, soprattutto la mia mamma, ha iniziato ad essere alquanto nervosa.

Quelle settimane di attesa però, passarono in grande velocità e il grande giorno arrivò in un lampo.

Io ero al lavoro, quando mia mamma mi scrisse un messaggio che l’aero sarebbe decollato un ora in ritardo. Cose che succedono, ma se è la prima volta in aereo essere assaliti dal panico e’ comprensibile. Una volta riusciti a salire sul volo però,  si sono calmati e hanno potuto godere il paesaggio sottostante.

Una volta atterrati a Bristol, un taxi li aspettava all’aeroporto e in meno di un’ora finalmente sarebbero stati da noi!

Erano lì! Non ci credevo, ce l’avevano fatta e ci aspettavano 3 giorni interi da trascorrere finalmente tutti assieme!

genitori1

Ci hanno fatto molti complimenti, sulla casa e su come io e Simone ci siamo sistemati. Credo proprio di aver visto sui loro volti un po’ di orgoglio.

Nei giorni seguenti abbiamo fatto un mini tour del sud-est del Devon visitando la stupenda Sidmouth e il suo lungo mare ventoso e scintillante. La meravigliosa Exeter e la sua Quay popolata da maestosi cigni e da un’atmosfera unica.

genitori due

Per la prima volta hanno assaggiato in vero fish and chips inglese, la cucina indiana e degustato una vera e proprio pinta di birra in un vero pub inglese.

Non potevamo farci mancare un’abbondante full English breakfast e naturalmente il gustosissimo Cream Tea.

Come tutte le cose belle, quei giorni purtroppo sono passati troppo in fretta e il momento del rientro arrivò in un batter di ciglia.

Stanchi ma felici, sono ripartiti per il bel Paese, ma già a Settembre vorrebbero ritornare per poter visitare la bellissima Brixham, la città in cui la mia nuova vita ebbe davvero inizio.

Ora aspetto con ansia il mese di giugno, quando la mia sorellina verrà a trovarmi e i piani per lei sono forse ancora più eccitanti!!!

 

 

8 Marzo & le Donne: fugaci visioni dal Mondo

8 Marzo: Donne in Belgio.Belgio donne

Alte, bionde o afro, curate, con lunghi capelli raccolti in casuali chignon o con un velo, lavoratrici, con figli, indipendenti, tanto da non aver bisogno di una festa a loro dedicata. Ci sono anche le donne schiave, quelle in vetrina vicino alla Gare du Nord a Bxl, quelle con mariti-padroni, rinchiuse in casa e nella prigione della lingua d’origine. Poi ci sono quelle come me, venute in questo paese per un breve periodo, che popolano la metro al mattino e che camminano a passo svelto la sera, tenendo stretta la borsa e che guardano le locali con un misto di ammirazione per la sicurezza raggiunta e di rimprovero per l’apparente vacuità.

Lidia – Bruxelles


donna 8 marzo zanzibar8 Marzo: Donne a Zanzibar

L’8 marzo su questa isola non si festeggia,del resto anche qui le donne di strada da fare ne hanno:  sono la colonna portante di questa società e sono molto più affidabili degli uomini.

Annamaria – Zanzibar


8 Marzo: Donne a Rio de Janeirodonna 8 maro rio

Penso che hanno una relazione molto più serena di noi col proprio corpo, lo mostrano senza sentirsi a disagio, molte si allenano tantissimo per modellarlo (qui piace una donna molto muscolosa, per i miei standard decisamente mascolina), alcune mettono silicone nei glutei che qui piacciono enormi… Però Rio resta una città molto maschilista e ho scoperto che la maggior parte delle donne non va in spiaggia senza il marito o non esce con le amiche.

Sara – Rio

 

 

 


donna 8 marzo8 Marzo: Donne a Barcellona

Io se penso alla “donna” a Barcellona penso subito che mi sento più sicura. A Milano in molti posti avevo paura ad andare da sola; qui sto attenta però in generale c’è molta più gente per strada. Gli italiani sono visto come dei “toccaccioni”, e infatti devo dire che la brutta abitudine della mano morta che ricordo provare in alcune discoteche milanesi non mi è mai successa qua: in generale li vedo più rispettosi. La donna mi pare avere un rapporto con il proprio corpo più sereno rispetto al nostro di italiane: vedo la facilità del topless, esibito come qualcosa di comodo e naturale, indipendente dalla taglia e forma fisica che ci si ritrovi, e non come qualcosa da esibire.

Caterina – Barcellona


8 Marzo: Donne in Arabia Saudita

donna 8 marzo arabiaQui a  Riyāḍ non si festeggia la festa della donna  l’8 marzo ma quella della MAMMA!
Ed è una festa molto sentita, stamattina sono stata alla festa della mamma alla scuola delle mie figlie, non ho fatto foto perché ero troppo impegnata a godermi lo spettacolo!
Mi sono emozionata molto perché entrando su un grande schermo venivano proiettate le foto dei nostri figli da piccoli e più recenti.
I bambini di ogni grado (2,3,4,5) hanno cantato tre canzoni:  una in inglese, una in francese ed una in arabo, hanno fatto una piccola recita ed infine hanno cantato un’ultima canzone tutti insieme!
L’emozione e’ stata tanta…fortuna che sul tavolo c’erano già pronti i fazzoletti
La sala era addobbata con fiori colorati e tulle viola e bianchi.
Sui tavoli, oltre agli utilissimi fazzoletti (perché di lacrime ne sono scese tante) c’erano un programma delle canzoni, un vaso di fiori, il mio tanto amato caffè arabo, delle mini cheese cake e dei mini tramezzini.
Alla fine i bambini davano un regalo alla mamma ed io che ho 3 figlie, sono uscita con le mani piene di doni, tra cui due tazze con il mio nome in ARABO!

Giovanna – Riyāḍ


8 Marzo: Donne nel Regno Unito (Devon)

Come tutti o quasi tutti sanno, la Festa della Donna in Inghilterra non esiste. Si festeggia la mamma in un giorno diverso rispettodonna 8 marzo regno unito all’Italia, ma nessun giorno é dedicato alla Donna. Quando ne ho parlato alle mie colleghe e amiche, la loro reazione è stata molto positiva. Ho raccontato che si celebrano le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ma anche le discriminazioni e le violenze subite del corso dei secoli. Poi ho raccontato anche il modo in cui, al giorno d’oggi, si festeggia questa ricorrenza e sono rimaste un tantino sbalordite. Non nego che quando ero più giovane, anche io ho assistito a “simpatici” spettacoli nei locali della mia città, ma adesso mi rendo conto che tutto questo non ha senso. Bisognerebbe pensarci sopra ogni tanto e trovare un modo alternativo per celebrare le donne. Perché la Donna è forte, la Donna è sveglia, la Donna è orgogliosa e, come tutte tutte noi concordiamo e tramite questo sito lo affermiamo, “il bello delle donne è che hanno paura, ma alla fine trovano il coraggio di fare tutto”.

Luana – Devon


8 Marzo: Donne nel Regno Unito (Londra)

fashion-woman-cute-airport-largeL’8 marzo non si celebra, e quando in passato qualche collega italiano venne in ufficio con la mimosa, i colleghi inglesi ci guardarono con aria divertita e un po’ stupita. La situazione della donna a Londra sicuramente e’ certo progredita: ci sono varie donne imprenditrici e in posti di potere, sia nel governo sia in societa’ private (soprattutto) e pubbliche. Detto questo, e’ sempre vero che anche qui si parla di un “glass ceiling”, cioe’ un livello di “posizione” oltre il quale e’ difficile andare, come anche e’ vero che a parita’ di posizione, le donne sono pagate meno degli uomini. Sicuramente ad una donna in fase di colloquio non verra’ chiesto se ha intenzione di avere dei figli, come avviene in Italia. E nei casi in cui la donna e’ discriminata sul posto di lavoro, puo’ portare in tribunale il datore di lavoro ed ottenere un giusto risarcimento: strada un po’ impervia ma sicuramente percorribile da chi ha veramente subito dei torti. Ci sono stati casi sui giornali di vittorie di alcune donne che sono state discriminate ed hanno vinto. Ricordiamoci anche che questo e’ il paese delle suffragette, che ottennero il voto per le donne nel 1928. Per citare un altro esempio piu’ recente, nel 1968 le donne scioperarono in massa alla sede Ford di Dagenham in quanto discriminate, ed ottennero migliori condizioni di lavoro (evento reso noto nel film “Made in Dagenham”). E come dimenticarsi della Signora di Ferro, The Iron Lady, Mrs Margaret Thatcher, primo e finora unico capo donna di un governo inglese (1979-1990). E’ vero che la violenza sulle donne esiste anche qui, soprattutto casi di violenza domestica che sfociano anche nella morte. Esiste tuttavia una serie di organizzazioni a protezione delle vittime che decidono di lasciare il compagno violento. Insomma, non e’ tutto rose e fiori ma sicuramente la donna in UK se la gioca alla pari – o quasi. Io ho sicuramente avuto delle opportunita’ professionali qui a Londra che non avrei avuto in Italia.

Elena – Londra


8 Marzo: Donne in Senegal donne senegal calcio

Le donne in Senegal sono onnipresenti, polivalenti, instancabili e piene di risorse. Sabato scorso per esempio le donne del mio villaggio hanno organizzato una partita di calcio “donne sposate contro nubili” per raccogliere fondi per le attività delle scuole dei loro figli. Tamburi, danze e tifo dalle altre donne del villaggio per le 22 prescelte ! La migliore partita di calcio mai vista.

Francesca – Casamance (Senegal)



8 Marzo: Donne alle Seychelles

L’8 marzo è una festa di importazione, come quasi tutte le feste su queste Isole. Le donne sono la forza motrice del paese: donne ministro, donne giudice, donne manager. Ma anche donne casalinghe, donne pescatrici, donne che intrecciano panieri e cappelli con le foglie di palma. Donne dai capelli lisci e corvini o dagli occhi verdi e la testa piena di ricci. Donne che sfoggiano abiti dai mille colori, che non si intimidiscono se  una maglietta troppo stretch mette in evidenza i rotolini di ciccia. Donne che ballano e che cantano in ogni occasione del giorno e della notte.  “Enjoy your body” canta un certo rapper…detto fatto: donne che vivono il proprio corpo –giovane, vecchio, esile o grasso non importa –  con l’istinto selvaggio delle lupe e senza il giudizio un po’ bacchettone dell’emisfero nord del mondo.

Katia  – Seychelles

WOMAN SEY

giornata-exter

Exter: una giornata natalizia

Durante il Natale Exter è bellissima. E’ il secondo anno consecutivo che posso godermi le fantastiche luci e gli abbondanti addobbi natalizi di questa stupenda città inglese. Forse sarò io, che ho un particolare amore per lei anche durante tutti i giorni dell’anno, ma in questo periodo è davvero magica. Sempre vissuta da migliaia di persone di tutte le età e di tutte le culture, Exeter offre alla gente un’atmosfera unica.

Lo scorso 20 novembre è stato il giorno dell’accensione delle luci, il giorno in cui ufficialmente inizia il l’inverno e comincia la magia. La città era davvero molto affollata, ma nonostante la frenesia era ancora del tutto vivibile e ordinata. Quel pomeriggio, erano molti gli spettacoli in programma. Oltre alle esibizioni di giovani talenti e band locali, si attendevano i concerti del Exeter University Soul Choir e della Exeter University Jazz Orchestra e uno spettacolo canoro di una delle finaliste di X factor dei passati anni.

Ma le sorprese non erano ancora finite. All’imbrunire, iniziava il vero spettacolo! Il momento dell’accensione delle luci, quando alla gente li si mozza il fiato dalla bellezza di ciò che li circonda. Tale privilegio, viene ogni anno assegnato a una o più celebrità locali e quest’anno l’onere di accendere le luci è stato assegnato a Jo Pavey, atleta olimpica nata proprio ad Honiton, città in cui vivo, e a Caroline Quentin, attrice.

Lo scenario era spettacolare. L’intero centro era letteralmente circondato da luci bianche e lungo la via principale dello shopping, Princesshay, enormi fiocchi di neve e giganteschi cilindri di luci illuminavano la folla intenta ad assaporare i primi momenti natalizi e adocchiare nei negozi alcuni possibili regali di Natale. Fino al 19 dicembre, quest’ultimi rimarranno aperti sino le 21.00 ogni giorno per dare la possibilità a tutte le persone di poter godere del loro Christmas shopping senza nessuna fretta o paura di avere poco tempo a disposizione. La trovo una idea perfetta che ne dite?

Se i negozi non bastano o sono fuori dal vostro budget, Exeter offre un mercatino di Natale coi fiocchi, di neve in questo caso 😀 😀

LUANA NATALE MERCATINIBancarelle di ogni genere sono ben disposte lungo lo spazioso parco di fronte alla cattedrale della città e i commercianti non vedono l’ora di esporre i loro prodotti e convincere a comprare.

Come in ogni mercatino che si rispetti, molti sono gli stand culinari con prodotti che provengono da ogni parte del mondo ed emanano odorini fantastici che ti fanno brontolare lo stomaco. Numerosi sono i banchi di artigianato e di accessori costruiti a mano . Si passa da bancarelle con articoli in legno come soprammobili, quadri e sculture particolari, a esposizioni di articoli in ceramica o cera, tipicamente natalizi adatti per qualche regalo per qualcuno di speciale. Non mancano gli stand di indumenti caldi come sciarpe, guanti, paraorecchie e i classici maglioni di Natale, i famosi Christmas Jumpers, e dico Jumpers e non Sweaters, quest’ultima parola assolutamente americana!

Si trovano davvero moltissime cose carine e non banali per qualche pensiero di Natale e passare una giornata ad Exeter ne vale assolutamente la pena. Con i numerosi coffee shop sparsi lungo tutto il centro abitato, non sentirete mai freddo in quanto in qualsiasi momento ci si può fermare e acquistare una calda e ottima cioccolata!

                 exter-giornata        LUANA NATALE CENTRO COMMERCIALE