Lotteria Green Card 2017! Aperte le iscrizioni

Esatto ! Gli Stati Uniti hanno finalmente annunciato che oggi aprirà la lotteria!

DV 2017 Program: Online registration for the DV 2017 Program begins on Thursday, October 1, 2015 at 12:00 noon, Eastern Daylight Time (EDT) (GMT-4), and concludes on Tuesday, November 3, 2015 at 12:00 noon, Eastern Standard Time (EST) (GMT-4).
Sara’ possibile registrarsi dalle 18 ore italiane del 1 Ottobre 2015 fino alle ore 18 del 3 Novembre 2015.
Ricordo che l’unico sito ufficiale e gratuito a cui iscriversi e’ https://www.dvlottery.state.gov
(Ora e’ in manutenzione, non panicate.)
L’ordine di estrazione e’ puramente causale, non serve iscriversi tutti il primo giorno (oltretutto il sito potrebbe essere intasato) e nemmeno aspettare l’ultima settimana (altamente sconsigliato)
E’ FONDAMENTALE CHE NON PRESENTIATE PIU’ DI UNA DOMANDA, PENA ESCLUSIONE DALLA LOTTERIA. 
I cittadini dei seguenti paesi NON potranno partecipare all’iscrizione:
BANGLADESH,BRASILE, CANADA, CINA (nativi della terraferma), COLOMBIA, REPUBBLICA DOMINICANA, ECUADOR, EL SALVADOR, HAITI, INDIA, GIAMAICA, MESSICO, PAKISTAN, PERU’, FILIPPINE, , COREA DEL SUD, REGNO UNITO (eccetto Irlanda del Nord) ed i suoi territori dipendenti, VIETNAM.
MA in caso di doppia cittadinanza Italiana potete iscrivervi.
Qui sotto riporto le istruzioni ufficiali per l’iscrizione, che potete anche trovare qui.
Istruzioni in altre lingue sono disponibili qui.
Requisiti per la Partecipazione alla Lotteria
 
Requisito n.1:Per poter partecipare alla lotteria è necessario che il soggetto sia nato in uno dei paesi che rientrano nel programma. In caso contrario, vi sono due circostanze in cui è possibile partecipare:
  • –  Il coniuge è nato in uno dei paesi che rientrano nel programma? Se sì, il richiedente ha facoltà di dichiarare lo stato di nascita del coniuge purché entrambi i coniugi risultino dalla domanda, venga loro emesso un visto e facciano ingresso negli USA contemporaneamente.
  • –  Il richiedente è nato in un paese che non rientra nel programma, ma in cui nessuno dei genitori è nato o era residente al momento della sua nascita? Se sì, il richiedente ha facoltà di dichiarare lo stato di nascita di uno dei genitori se si tratta di un paese che rientra nel programma DV 2016. Per maggiori informazioni su questo argomento, si veda la sezione Domande Frequenti
    1 Il termine “ paese” in questo contesto include paesi, sistemi economici ed altre giurisdizioni elencati alla fine di questo fascicolo di istruzioni
Requisito n.2: Ciascun partecipante deve soddisfare inoltre i requisiti professionali/di formazione del programma DV dimostrando di possedere alternativamente:
– un diploma di scuola superiore o equivalente, portando a compimento 12 anni di istruzione elementare e superiore riconosciuta.
OPPURE
– due anni di esperienza professionale nei precedenti cinque anni in un’occupazione che richieda almeno due anni di formazione o esperienza finalizzati all’assunzione.
La banca dati online (O*Net OnLine) del Dipartimento di Lavoro verrà utilizzata per determinare le esperienze lavorative qualificanti per il programma.
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE (Importante, il formato della fotografia. Istruzioni alla fine del post)
E’ necessario inserire le seguenti informazioni per completare la domanda DV:
1. NOME COMPLETO – Cognome, Nome, Secondo nome- esattamente come indicato sul passaporto.
2. DATA DI NASCITA – Giorno, Mese, Anno
3. SESSO – Maschio o Femmina
4. CITTA’ DI NASCITA
5. PAESE DI NASCITA – Il nome del paese di eleggibilità deve essere quello in cui il richiedente è nato.
6. PAESE DI ELEGGILBILITA’ O DI ATTRIBUIBILITA’ (CHARGEABILITY) PER LA LOTTERIA DV – Il Suo paese di eleggibilità normalmente coincide con il Suo paese di nascita. Il paese di eleggibilità NON è legato a dove si vive. Se il richiedente è nato/a in un paese che non è eleggibile per la lotteria DV, può consultare le istruzioni per vedere se esiste un’altra opzione per il paese di chargeability disponibile nel caso specifico.
7. FOTOGRAFIE DA INSERIRE NELLA DOMANDA – Fotografie recenti del richiedente, del coniuge e di tutti i figli così come indicati sulla domanda. Si veda la sezione dedicata alle informazioni tecniche specifiche per le foto.
Non è necessario includere una foto per il coniuge o il figlio che sia’ già cittadino statunitense o abbia la residenza permanente.
Non possono essere accettate foto di gruppo; è necessario inoltrare una foto individuale. La domanda potrebbe essere rigettata o il visto rifiutato se le foto non sono recenti, sono state alterate oppure non soddisfano i requisiti.
8. INDIRIZZO POSTALE – All’ Attenzione di, L’indirizzo 1, L’indirizzo 2, Città, Distretto/Provincia/ Stato, C.A.P e Paese.
9. PAESE DI RESIDENZA(al momento della domanda)
10. NUMERO DI TELEFONO (Facoltativo)
11. INDIRIZZO E-MAIL – E’ necessario fornire un indirizzo E-mail a cui si ha accesso diretto. Non si riceverà a questo indirizzo, una lettera ufficiale che notifica la selezione. Tuttavia, se la propria domanda viene selezionata e si risponde alla notifica della selezione attraverso la sezione Entry Status Check, si riceverà una comunicazione successiva tramite email dal Centro Consolare di Kentucky (KCC) in cui viene notificato che tutti i dettagli del colloquio per il visto di residenza permanente sono disponibili su Entry Status Check.
12. MASSIMO LIVELLO DI ISTRUZIONE OTTENUTO FINO AD OGGI. E’ necessario indicare quale dei seguenti rappresenta il massimo livello di istruzione conseguito: (1) Solo Scuola Elementare, (2) Liceo senza il Diploma, (3) Diploma di Liceo, (4) Istituto professionale, (5) Alcuni corsi Universitari di primo livello, (6) Laurea Universitaria di primo livello, (7) Alcuni corsi di universitari di secondo livello, (8) Laurea specialistica, (9) Alcuni corsi di dottorato di ricerca e (10) Dottorato di ricerca.
13. STATO CIVILE – Libero/a, Coniugato/a, Divorziato/a, Vedovo/a e Legalmente separato/a
E’ necessario inserire il nome, la data di nascita, il sesso, il luogo di nascita, il Paese di nascita del coniuge e la fotografia dello stesso seguendo le stesse istruzioni previste per il richiedente principale.
La mancata indicazione del coniuge comporterà la squalifica dal programma anche del richiedente principale ed il conseguente rifiuto del visto al momento del colloquio. E’ necessario indicare il coniuge anche se si pensa di ottenere il divorzio prima della richiesta di visto. Il coniuge che sia già cittadino statunitense o residente permanente non necessita di un visto DV, in ogni caso non si incorrerà nella squalifica dal programma se lo si elencherà nella domanda.
14. NUMERO DI FIGLI – Le domande DEVONO contenere il nome, data e luogo di nascita del coniuge e tutti i figli naturali. Le domande devono contenere inoltre i nomi di tutti i figli
– naturali viventi
– legalmente adottati
– i figli del coniuge se conviventi e di stato libero che siano al di sotto dei 21 anni d’età nel momento della domanda elettronica, anche se il richiedente non è più legalmente sposato con il genitore del figlio e anche se il coniuge o il figlio non risiede con il richiedente e/o non intende immigrare insieme al richiedente.
Si Noti che figli sposati e figli di 21 anni o maggiori non sono eleggibili per la lotteria DV; tuttavia in alcuni casi, la legge degli Stati Uniti protegge i figli che oltrepassano la soglia di 21 anni. Se la domanda elettronica per partecipare alla lotteria viene presentata prima che il figlio non sposato compia 21 anni, ed il figlio compie 21 anni prima che il visto sia rilasciatopuo’ godere della tutela dell’Atto di Protezione dello Status di Figlio ed essere trattato come se avesse meno di 21 anni, per le procedure di visto. Se non vengono elencati tutti i figli eleggibili, il richiedente principale verrà squalificato e tutti i visti saranno rifiutati nel momento del colloquio consolare. Si veda la sezione Domande Frequenti per ulteriori dettagli
Un figlio che sia già cittadino statunitense o residente permanente non qualifica per un visto DV ma la richiesta che dovesse includerlo o escluderlo non comporta la squalifica dal programma del richiedente principale.
La mancata elencazione di tutti i figli risulterà nella squalifica dal programma e nel rifiuto del visto al momento del colloquio .
ISTRUZIONI PER LA FOTOGRAFIA DIGITALE (ASSOLUTAMENTE IMPORTANTE! Una foto non corretta può significare la vostra eliminazione dal programma)
Il file dell’immagine può essere prodotto sia scattando una nuova fotografia digitale sia tramite la scansione di una fotografia già stampata attraverso uno scanner digitale. Il file dell’immagine deve soddisfare le seguenti specifiche compositive e tecniche e può essere prodotto in uno dei seguenti modi: scattando una nuova fotografia digitale o usando uno scanner digitale per scannerizzare una fotografia. I candidati possono esaminare l’appropriatezza delle proprie fotografie attraverso il link del Photo Validator presente sul sito della E-DV, prima di trasmettere la domanda. Il Photo Validator fornisce consigli tecnici aggiuntivi sulla composizione della fotografia insieme ad esempi di fotografie accettabili e non accettabili.
Le fotografie devono essere in risoluzione di colore 24 bit. Se si utilizza uno scanner deve essere impostato su True Color o su modalità colore24 bit.
Specifiche di Composizione:.
 Posizione Della Testa
o La persona fotografata deve guardare direttamente la macchina fotografica.
o La testa della persona non deve essere inclinata verso l’alto, basso o verso un lato.
o L’altezza della testa o la dimensione della regione contenente il viso (misurata dalla parte
superiore della testa, compresi i capelli, alla parte inferiore del mento) deve essere tra 50 e 69 percento dell’altezza totale dell’immagine. L’altezza dell’occhio( misurata dalla parte inferiore dell’immagine al livello degli occhi) deve essere tra 50 e 69% dell’altezza dell’immagine.
Standard di riferimento per la foto
 Sfondo
o La persona fotografata deve essere davanti ad uno sfondo neutro e di colore chiaro.
 Fuoco
o La fotografia deve essere messa a fuoco.
 Oggetti Decorativi
o Fotografie in cui la persona fotografata porta occhiali da sole o altri oggetti che coprono delle
parti del volto, non saranno accettate.
 Copricapi e Cappelli
o Foto dei richiedenti che portano copricapo o cappello saranno accettate solo se il copricapo è
indossato per motivi religiosi; anche in tale caso, il copricapo non deve oscurare nessuna porzione del volto del richiedente. Fotografie dei richiedenti con tribali o altri copricapo non specificamente religiosi non saranno accettate; fotografie con copricapi di uniformi militari o di linee aeree non sono accettate.
Se avete domande sulla compilazione potete scrivermi
GOOD LUCK EVERYONE!! May the odds be ever in your favor!

Com’è vivere da expat in Nuova Zelanda?

selfie su barca molto carina e colorataQuesta domanda viene posta spesso, sia da chi è in procinto di partire, sia da chi sogna l’estero pur volendo rimanere a casa. E’ una domanda stupida, lecita, generica, pertinente, utile e inutile allo stesso tempo.

La mia risposta è: vivere in Nuova Zelanda è soggettivo.

C’e’ chi si trova bene, c’e’ chi si trova male. Vivere in una città come Auckland non è come vivere a Te Araroa. Se sei a Auckland godi di un clima molto mite, se sei a Wellington il vento non smette di soffiare mai, se sei a Queenstown puoi andare a sciare mentre a Auckland si gira ancora in maglietta e infradito.

C’e’ chi arriva qua carico di aspettative, chi non smette di fare confronti tra la NZ e l’Italia o la NZ e l’Australia, di solito queste persone fanno marcia indietro alla prima difficoltà e tornano a casa denigrando la Nuova Zelanda, perché questo paese li ha trattati male e non ha dato loro il benessere economico che si aspettavano, nessuno è andato a bussare alla loro porta per offrigli un lavoro e gli abitanti non si sono sforzati a capire il loro inglese maccheronico.

Ieri ero sulla pagina FB di italiani in NZ e un ragazzo ha posto questa domanda, com’e’ vivere in NZ. Fiumi di risposte contrastanti, perché appunto vivere in NZ è soggettivo. Chi in NZ ci è rimasto ovviamente era a favore del paese, chi è scappato era contro. C’è anche chi la NZ ce l’ha nel cuore, ma non ha avuto la fortuna di poterci rimanere.
Mi ha fatto sorridere il commento di un ragazzo che dopo solo un mese e mezzo di permanenza ha deciso di tornare in Italia.

In un mese e mezzo sei ancora in modalità vacanza, non hai tempo per capire come funzionano le cose, com’è la gente, com’è il paese, com’è lo stile di vita.

La mia fase di assestamento si può dire che sia durata un anno. Se avessi dovuto prendere una decisione in due mesi, probabilmente sarei tornata a casa anche io. Nei miei primi due mesi non ho trovato lavoro, non perché non ce ne fosse, ma perché lo cercavo nel modo sbagliato.

Se mi fossi fermata a quella difficoltà, avrei perso quella che ora considero un’occasione d’oro, poter rimanere qua.

Un altro ragazzo (conosciuto proprio tramite la pagina delle Donne che Emigrano all’Estero, è arrivato in NZ e dopo due giorni l’ho fatto venire a lavorare nel ristorante in cui lavoro io), dopo qualche mese ha deciso di mollare. Gli ho chiesto il motivo. Con un tono pieno di astio mi ha detto che non si è trovato bene, né con i lavori, né con le case, né con le persone. Gli ho chiesto se ha cartinanuovazelandaviaggiato un po’, lui ha detto che non è mai uscito da Auckland perché tanto era già demotivato e non gli interessava vedere il paese. Io non so che faccia ho fatto, ma posso immaginarmela. Occhi sbarrati e bocca spalancata, nella mia testa ho pensato “questo è fuori!”.

Sei a 18500 km dall’Italia, cosa che probabilmente ti capiterà una volta nella vita perché sei stato fortunato a poterlo fare e te ne vai senza neanche visitare il paese?

Io mi chiedo questo genere di persone cosa partono a fare. Se sono alla ricerca dei soldi, dovrebbero saperlo che la NZ non è il paese adatto. Bisognerebbe informarsi prima di partire, magari facendo domande meno generiche di “com’e’ vivere in NZ”.

Bisognerebbe anche godersi il momento con la mente aperta alle novità e alle diversità.

Specialmente chi ha un Working Holiday Visa secondo me dovrebbe rimanere per tutta la durata del visto, perché è un’occasione unica nella vita. Viaggiare a più non posso e lavorare, certo. Se ci si vuole trasferire, magari prima di portarsi in NZ cani, gatti, mariti, mogli e figli, forse è il caso di venire a dare un’occhiata.

Perché ovviamente la mia esperienza, non sarà uguale alla tua. Se io mi trovo bene e sono felice di vivere in questo paese, non vuol dire che sarai felice anche tu.

Penso che vivere all’estero sia un po’ come la Nutella. Come fai a spiegare a una persona che non ha mai assaggiato la Nutella, l’esperienza mistica che si ha infilando il dito nel barattolo e portandolo alla bocca. Non puoi! Poi magari quella persona assaggia la Nutella e non gli piace. Ma come, io ne vado matta! Come fa a non piacerti?

vivere in NZ (ma credo all’estero in generale) è soggettivo. Per me è come mangiare la Nutella.

Londra: che tempo fa?

Oggi vi parlo del tempo, quello meteorologico per intenderci.
Il tempo, o il lamentarsi del tempo, e’ uno degli argomenti preferiti dei britannici e, da buona inglese d’adozione, anche il mio.
Ci si lamenta perché fa freddo, perché piove, perché nevica, perché fa caldo…insomma, c’e’ sempre da dire!
Le stagioni in UK non esistono….praticamente si passa da un inverno all’altro! Scherzo ovviamente! Però non abbiamo stagioni così definite: capita che in primavera continui a piovere e a fare freddo, o che faccia caldo in autunno…
Capita che nevichi, e la città quasi si paralizza. Tipica e’ la chiusura di Heathrow, che coincide con il periodo più busy dell’anno, Natale! Ma se gli aerei atterrano in Svezia, possibile che a Londra bastino 5 cm di neve e si chiude l’aeroporto? Ogni volta che succede sono polemiche, abbiamo imparato la lezione, non succederà più ed alla nevicata successiva….stessa storia! Ma al freddo ci siamo abituati, e con il freddo ti puoi coprire e stare al caldo.
london childrenCapita anche che faccia caldo….molto caldo! Il 1 luglio avevamo 34 gradi…che saranno mai, direte voi lettrici che abitate in paesi molto caldi. Ve lo dico io: insopportabili! Eh sì perché al caldo “noi” inglesi non siamo abituati, ed io poi lo soffro in modo particolare. Sto bene solo in presenza di aria condizionata!
Anche l’estate scorsa ci fu un periodo molto caldo, durante il quale non si trovava un ventilatore nemmeno a pagarlo oro! Allora quest’anno, appena letto sul giornale che avremmo avuto un “heatwave” (ondata di caldo), mi sono subito munita di ventilatore, trovandolo pure scontato. Grande acquisto! Senza questo prezioso congegno non avrei potuto dormire!
La temperature si e’ già rinfrescata….siamo sui 20 /23 gradi con quella fantastica brezzolina londinese che ti tiene bello fresco….perfetto! il mio tempo ideale! Le previsioni parlano di nuovo caldo in arrivo, anche 39 gradi dicono….io già mi sento male!
Il caldo così soffocante, oltre a rendere inutile farsi la doccia!, rende tutti più insofferenti. Io per fortuna non devo prendere la metropolitana, perché ho sentito che le temperature nelle carrozze sono da tropici!
Ma con il sole, come detto in un precedente post, Londra e’ bellissima. Tranne casi eccezionali, c’e’ sempre una leggera brezzolina, il cielo e’ blu, i parchi si riempiono di gente, la domenica vai di barbecue – per chi lo sa fare, io no – e via libera ai vestiti estivi!
Tipicamente nella City appena fa un po’ caldo la gente si riversa fuori dai pub a bMETEO 1ere e socializzare, METEO 2con un brusio di voci che abitualmente non si sentono.
Nella nostra nuova casa abbiamo finalmente un bel giardino, ed io ho deciso di attrezzarmi in modo
da poterlo godere appieno: ora sono fiera del mio giardino da copertina! Grazie al gazebo possiamo stare fuori anche se piove. A parte che da buoni inglesi anche noi non ci facciamo spaventare da due gocce di pioggia: nessuno di noi ha l’ombrello per esempio. Se piove forte, abbiamo tutti le giacche idrorepellenti con il cappuccio.
Insomma, il tempo inglese io ho imparato a conoscerlo ed apprezzarlo, e mi va bene così come e’. Anche se me ne lamento.

Ricetta dal Guatemala: frijoles voletados

Quando siamo sbarcati qui ho cominciato a scrivere un blog che ho chiamato tortilla e parmigiano perché noi siamo una famiglia multirazziale, e anche la cucina a casa nostra e’ multiculturale!

Mangiamo di tutto, proviamo di tutto, però i punti cardine sono:

– non metteremo MAI la maionese o il ketchup nella pasta
– non metteremo MAI l’ananas sulla pizza
– non metteremo MAI la pancetta fritta sui pancakes

Per il resto, a casa nostra mangiamo con entusiasmo tutta la meravigliosa frutta che questo paese ci offre, oltre a quella già conosciuta: papaya, mamey, guayaba, guanabana, camote, tamarindo, jocote, kaimito, granadilla (maracuya), zapote, pitaya, mango tommy, mango verde, mango de pita, ananas, banane grandi, banane rosse, bananitos, platanos…maracuja
La tradizione guatemalteca prevede che il mercoledi si mangino i chiles rellenos ( peperoni ripieni di patata, fagiolini, carote, cipolla e carne), giovedì si mangia il “pache” una specie di polpetta rettangolare di patata ripiena di carne cotta nella salsa di pomodoro, stufata tutta avvolta in una foglia di banano. Il venerdì si dovrebbe mangiare i “chuchitos“, simili al pache ma fatti di farina di mais invece che di patata e avvolti nelle foglie della pannocchia, e il sabato il tamal. Il tamal e’ come il chuchito ma può contenere anche capperi, olive, prugne secche, molta più salsa di pomodoro ed è avvolto nella foglia di banano. Noi non seguiamo queste indicazioni alla lettera, ma mi piace fare un po’ come ci va, Mangoalterando i piatti tipici guatemaltechi, con la pasta alle verdure ( alle zucchine o con il guisquil, che è della stessa famiglia delle zucchine ma può avere le spine e comunque sempre una buccia molto grossa e una forma a pera, ai peperoni, al pomodoro, alle melanzane, ai piselli…), o la carne. La carne che più si utilizza qui e’ il pollo (ne fanno specialmente squisite zuppe), l’altra fonte proteica sono le uova ( al supermercato ne vendono confezioni da 90, sbalorditive rispetto alle scatoline da quattro-sei-dodici che si trovano in Italia). Ho imparato qui che la papaya e l’ananas sono ottime per creare un liquido in cui marinare la carne, soprattutto il manzo, perché la rendono tenerissima grazie agli enzimi che contengono. Ho scoperto che il riso bollito con spezie e verdure o bianco può essere un ottimo contorno alla carne, e non solo un primo piatto se cotto a risotto. Ho conosciuto pesci di fiume e di mare molto diversi da quelli che mangiamo in Italia, pesci di cui non so tradurre il nome e che mi basta riconoscere dal colore e dal sapore. Mi sono “integrata”, almeno culinariamente parlando . Ma non mi sono abituata a chiamare quel mezzo litro di acqua scura che ti servono in una scodella a colazione o a fine pasto “caffè”.

Vi lascio con una ricetta semplice ma molto gustosa, riproducibile anche in Italia, i “frijoles voletados“:
– mezzo kg di fagioli neri precedentemente messi a mollo
– una cipolla intera
– sei denti d’aglio

fagioliPreparazione:
Mettere il tutto in pentola a pressione con almeno due litri d’acqua, e lasciare cuocere a fuoco lento per quaranta minuti dal fischio della pentola. Lasciare raffreddare, frullare il tutto (acqua rimasta compresa) il più finemente possibile. In una padella soffriggere in abbondante olio di semi (io uso e.v.o, ancora meglio secondo me!)mezza cipolla tagliata finissima, poi aggiungere il “frullato” di fagioli e lasciar evaporare l’acqua a fuoco medio, mescolando spesso. Ci vorrà almeno una mezz’ora . Nel frattempo salate a piacere. Quando avrete ottenuto una specie di purè abbastanza cremoso ma non liquido, potete utilizzarlo come aperitivo con dei nachos e della panna da cucina o della guacamole (prepara bile in due secondi: quella messicana ha più ingredienti, quella guatemalteca solo cipolla sminuzzata, molto limone, sale, avocado maturo il tutto ben frullato), oppure è molto buono anche nella nostrana piadina (che rimpiazza benissimo la tortilla di grano) con un po’ di parmigiano e mascarpone. tortilla e parmigiano, appunto!

Basta andare all’estero per imparare una lingua?

Non basta andare all’estero per imparare le lingue straniere!

Appena sbarcati dall’aereo, il vostro cervello non immagazzinerà magicamente infinite nuove parole, dalla vostra bocca non usciranno frasi di senso compiuto, grammaticalmente corrette e dall’accento impeccabile. Per arrivare a questi risultati ci vuole impegno. Il vostro impegno. Tanta pazienza e tanto tempo.

Se, quando siete in Italia, pensate di saper parlare bene una lingua, probabilmente arrivati nel paese di destinazione cambierete idea. Le ore passate sui libri di scuola non hanno portato a grandi risultati, un po’ la colpa è sicuramente la vostra che non avete dato tanta importanza alla materia, il restante della colpa potete addossarla ai vostri insegnanti o più in generale al sistema scolastico italiano (parla una che ha fatto il linguistico).

Quante volte mi sono sentita dire “parli bene l’inglese, PER ESSERE ITALIANA”… questo può voler dire due cose: gli italiani sono delle “capre”, oppure la scuola italiana non ha un buon metodo di insegnamento dell’inglese. In difesa del popolo, preferisco pensare che la colpa sia della scuola.

Comunque non è mai troppo tardi per imparare qualcosa, basta metterci un po’ di impegno.

Nuova_Zelanda_mappaDopo un anno e mezzo in Nuova Zelanda, il mio livello di inglese è sicuramente migliorato, ma di certo non è perfetto, anzi.

A volte mi sembra di parlare come Tarzan.

Imparando la lingua solo interagendo con le persone, ti porta a non saper come si scrivono le parole, certo capirai quello che ti dicono e ti farai capire, ma la mancanza di nozioni grammaticali influirà molto sul tuo modo di esprimerti.

Il primo consiglio che posso darvi è: STATE LONTANI DAGLI ITALIANI ALL’ESTERO. Se siete appena arrivati in un paese e non conoscete nessuno, non cercate italiani per un caffè, cercate gente locale su siti come couchsurfing o meetup, vi farete nuovi amici e potrete cimentarvi in conversazioni nella nuova lingua.

Secondo consiglio: film e telefilm in lingua originale, se siete ad un livello base con sottotitoli, se siete in un livello più avanzato niente sottotitoli, perchè sarete distratti a leggere e non presterete attenzione a quello che viene detto.

Terzo consiglio: ascoltare la radio. Quando capirete cosa dicono in radio, probabilmente non avrete più problemi di comprensione.

Quarto consiglio: leggere. Armatevi di dizionario ma provate a non tradurre ogni singola parola che non capite, altrimenti la lettura diventa troppo noiosa e abbandonerete in fretta. Basta capire il senso generale del testo.

Nella mia lista dei buoni propositi del 2015, stilata a Gennaio, quella che diceva di iniziare la palestra, mettersi a dieta e svegliarsi presto al mattino, c’era anche il punto: studiare l’inglese per un’ora al giorno.

In tutta sincerità posso dirvi che non ho rispettato nessuno di quei punti, però un piccolo sforzo per studiare l’inglese lo sto facendo.

La mia pigrizia infinita non mi consente di aprire un libro e tenerlo tra le mani ogni giorno per un’ora, però ho trovato delle valide alternative.

Dato che faccio molta meno fatica a tenere in mano il mio smartphone, mi sono messa a cercare delle applicazioni per imparare l’inglese, soprattutto la grammatica che è uno dei miei punti più deboli.

Così ogni sera, prima di andare a dormire, mi metto a “giocare” con le mie applicazioni, le ho sempre con me sul telefono quindi quando magari ho un momento libero, invece che andare su Facebook faccio qualche esercizio di inglese.

L’applicazione più coinvolgente è DUOLINGO (esiste anche la versione per il computer, tra l’altro più completa). Ci sono diverse lingue a disposizione, appena vi registrate vi verrà fatto un breve test per individuare il vostro livello di conoscenza della lingua scelta, dopodiché potrete inserire un obiettivo giornaliero (quanto tempo volete impegnare nello studio) e iniziare coi vostri esercizi, divisi per argomento.
Duolingo vi farà tradurre dall’italiano all’inglese, dall’inglese all’italiano, vi farà scrivere quello che sentite, vi chiederà qual è la frase esatta, vi farà ripetere quello che dice. Il tutto all’interno della stessa esercitazione, passando da un tipo di prova all’altra, in modo che non vi possiate annoiare, ripetendo spesso le stesse parole e frasi, per farvele rimanere in testa facilmente.

Dicono che usando una nuova parola cinque volte, in cinque frasi diverse, quella parola diventerà tua per ines campagnasempre.

Non so se sia vero, ma nel dubbio ci provo. Io non voglio parlare come Tarzan!


PS: le lingue di duolinguo sono: inglese, francese, spagnolo tedesco se si usa la app in italiano. se la si usa in inglese ci sono anche: italiano, portoghese, dutch, irlandese, danese, svedese, turco. insomma mica male!