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Brasile, i 10 Indiscutibili vantaggi del vivere qui secondo Mamma-expat

8 Marzo & le Donne: fugaci visioni dal Mondo

8 Marzo: Donne in Belgio.Belgio donne

Alte, bionde o afro, curate, con lunghi capelli raccolti in casuali chignon o con un velo, lavoratrici, con figli, indipendenti, tanto da non aver bisogno di una festa a loro dedicata. Ci sono anche le donne schiave, quelle in vetrina vicino alla Gare du Nord a Bxl, quelle con mariti-padroni, rinchiuse in casa e nella prigione della lingua d’origine. Poi ci sono quelle come me, venute in questo paese per un breve periodo, che popolano la metro al mattino e che camminano a passo svelto la sera, tenendo stretta la borsa e che guardano le locali con un misto di ammirazione per la sicurezza raggiunta e di rimprovero per l’apparente vacuità.

Lidia – Bruxelles


donna 8 marzo zanzibar8 Marzo: Donne a Zanzibar

L’8 marzo su questa isola non si festeggia,del resto anche qui le donne di strada da fare ne hanno:  sono la colonna portante di questa società e sono molto più affidabili degli uomini.

Annamaria – Zanzibar


8 Marzo: Donne a Rio de Janeirodonna 8 maro rio

Penso che hanno una relazione molto più serena di noi col proprio corpo, lo mostrano senza sentirsi a disagio, molte si allenano tantissimo per modellarlo (qui piace una donna molto muscolosa, per i miei standard decisamente mascolina), alcune mettono silicone nei glutei che qui piacciono enormi… Però Rio resta una città molto maschilista e ho scoperto che la maggior parte delle donne non va in spiaggia senza il marito o non esce con le amiche.

Sara – Rio

 

 

 


donna 8 marzo8 Marzo: Donne a Barcellona

Io se penso alla “donna” a Barcellona penso subito che mi sento più sicura. A Milano in molti posti avevo paura ad andare da sola; qui sto attenta però in generale c’è molta più gente per strada. Gli italiani sono visto come dei “toccaccioni”, e infatti devo dire che la brutta abitudine della mano morta che ricordo provare in alcune discoteche milanesi non mi è mai successa qua: in generale li vedo più rispettosi. La donna mi pare avere un rapporto con il proprio corpo più sereno rispetto al nostro di italiane: vedo la facilità del topless, esibito come qualcosa di comodo e naturale, indipendente dalla taglia e forma fisica che ci si ritrovi, e non come qualcosa da esibire.

Caterina – Barcellona


8 Marzo: Donne in Arabia Saudita

donna 8 marzo arabiaQui a  Riyāḍ non si festeggia la festa della donna  l’8 marzo ma quella della MAMMA!
Ed è una festa molto sentita, stamattina sono stata alla festa della mamma alla scuola delle mie figlie, non ho fatto foto perché ero troppo impegnata a godermi lo spettacolo!
Mi sono emozionata molto perché entrando su un grande schermo venivano proiettate le foto dei nostri figli da piccoli e più recenti.
I bambini di ogni grado (2,3,4,5) hanno cantato tre canzoni:  una in inglese, una in francese ed una in arabo, hanno fatto una piccola recita ed infine hanno cantato un’ultima canzone tutti insieme!
L’emozione e’ stata tanta…fortuna che sul tavolo c’erano già pronti i fazzoletti
La sala era addobbata con fiori colorati e tulle viola e bianchi.
Sui tavoli, oltre agli utilissimi fazzoletti (perché di lacrime ne sono scese tante) c’erano un programma delle canzoni, un vaso di fiori, il mio tanto amato caffè arabo, delle mini cheese cake e dei mini tramezzini.
Alla fine i bambini davano un regalo alla mamma ed io che ho 3 figlie, sono uscita con le mani piene di doni, tra cui due tazze con il mio nome in ARABO!

Giovanna – Riyāḍ


8 Marzo: Donne nel Regno Unito (Devon)

Come tutti o quasi tutti sanno, la Festa della Donna in Inghilterra non esiste. Si festeggia la mamma in un giorno diverso rispettodonna 8 marzo regno unito all’Italia, ma nessun giorno é dedicato alla Donna. Quando ne ho parlato alle mie colleghe e amiche, la loro reazione è stata molto positiva. Ho raccontato che si celebrano le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ma anche le discriminazioni e le violenze subite del corso dei secoli. Poi ho raccontato anche il modo in cui, al giorno d’oggi, si festeggia questa ricorrenza e sono rimaste un tantino sbalordite. Non nego che quando ero più giovane, anche io ho assistito a “simpatici” spettacoli nei locali della mia città, ma adesso mi rendo conto che tutto questo non ha senso. Bisognerebbe pensarci sopra ogni tanto e trovare un modo alternativo per celebrare le donne. Perché la Donna è forte, la Donna è sveglia, la Donna è orgogliosa e, come tutte tutte noi concordiamo e tramite questo sito lo affermiamo, “il bello delle donne è che hanno paura, ma alla fine trovano il coraggio di fare tutto”.

Luana – Devon


8 Marzo: Donne nel Regno Unito (Londra)

fashion-woman-cute-airport-largeL’8 marzo non si celebra, e quando in passato qualche collega italiano venne in ufficio con la mimosa, i colleghi inglesi ci guardarono con aria divertita e un po’ stupita. La situazione della donna a Londra sicuramente e’ certo progredita: ci sono varie donne imprenditrici e in posti di potere, sia nel governo sia in societa’ private (soprattutto) e pubbliche. Detto questo, e’ sempre vero che anche qui si parla di un “glass ceiling”, cioe’ un livello di “posizione” oltre il quale e’ difficile andare, come anche e’ vero che a parita’ di posizione, le donne sono pagate meno degli uomini. Sicuramente ad una donna in fase di colloquio non verra’ chiesto se ha intenzione di avere dei figli, come avviene in Italia. E nei casi in cui la donna e’ discriminata sul posto di lavoro, puo’ portare in tribunale il datore di lavoro ed ottenere un giusto risarcimento: strada un po’ impervia ma sicuramente percorribile da chi ha veramente subito dei torti. Ci sono stati casi sui giornali di vittorie di alcune donne che sono state discriminate ed hanno vinto. Ricordiamoci anche che questo e’ il paese delle suffragette, che ottennero il voto per le donne nel 1928. Per citare un altro esempio piu’ recente, nel 1968 le donne scioperarono in massa alla sede Ford di Dagenham in quanto discriminate, ed ottennero migliori condizioni di lavoro (evento reso noto nel film “Made in Dagenham”). E come dimenticarsi della Signora di Ferro, The Iron Lady, Mrs Margaret Thatcher, primo e finora unico capo donna di un governo inglese (1979-1990). E’ vero che la violenza sulle donne esiste anche qui, soprattutto casi di violenza domestica che sfociano anche nella morte. Esiste tuttavia una serie di organizzazioni a protezione delle vittime che decidono di lasciare il compagno violento. Insomma, non e’ tutto rose e fiori ma sicuramente la donna in UK se la gioca alla pari – o quasi. Io ho sicuramente avuto delle opportunita’ professionali qui a Londra che non avrei avuto in Italia.

Elena – Londra


8 Marzo: Donne in Senegal donne senegal calcio

Le donne in Senegal sono onnipresenti, polivalenti, instancabili e piene di risorse. Sabato scorso per esempio le donne del mio villaggio hanno organizzato una partita di calcio “donne sposate contro nubili” per raccogliere fondi per le attività delle scuole dei loro figli. Tamburi, danze e tifo dalle altre donne del villaggio per le 22 prescelte ! La migliore partita di calcio mai vista.

Francesca – Casamance (Senegal)



8 Marzo: Donne alle Seychelles

L’8 marzo è una festa di importazione, come quasi tutte le feste su queste Isole. Le donne sono la forza motrice del paese: donne ministro, donne giudice, donne manager. Ma anche donne casalinghe, donne pescatrici, donne che intrecciano panieri e cappelli con le foglie di palma. Donne dai capelli lisci e corvini o dagli occhi verdi e la testa piena di ricci. Donne che sfoggiano abiti dai mille colori, che non si intimidiscono se  una maglietta troppo stretch mette in evidenza i rotolini di ciccia. Donne che ballano e che cantano in ogni occasione del giorno e della notte.  “Enjoy your body” canta un certo rapper…detto fatto: donne che vivono il proprio corpo –giovane, vecchio, esile o grasso non importa –  con l’istinto selvaggio delle lupe e senza il giudizio un po’ bacchettone dell’emisfero nord del mondo.

Katia  – Seychelles

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La gita in pullman: tutti al mare!

gita-pulmann-tutti-mareRio de Janeiro è la destinazione preferita dei brasiliani in caso di ferie (come dargli torto?). Ma ovviamente anche in Brasile ci sono persone che non possono permettersi una vera vacanza, e allora prendono un autobus la sera prima, viaggiano tutta la notte e, all’alba vengono depositati sulla spiaggia per l’intera giornata.

La cosa sembra semplice, ma per una straniera è densa di fitti misteri

 

  • il meteo: sebbene le previsioni meteo qui tendano spesso a peccare per eccesso di dramma (dicono pioggia anche se prevedono che pioverà solo 10 minuti), penso che al giorno d’oggi chiunque abbia uno smartphone abbia anche una App del meteo… ma la realtà mi smentisce, e l’organizzazione delle giornate in spiaggia funziona cosi: oggi piove, allora stasera l’autobus non parte (pazienza che domani sia previsto sole con 0% probabilità di pioggia. Si sta a casa!!). E al contrario: oggi c’è il sole, stasera tutti in autobus che domani si va in spiaggia (non importa che siano previsti 200 mm di pioggia). Così centinaia di poveracci si perdono giornate splendide o finiscono per dover passare 15 ore sotto il (prevedibile e previsto) diluvio.
  • la borsa frigo, ovvero l’oggetto del desiderio, che divide i viaggiatori in caste: chi ha un vera borsa frigo, chi una cassa di polistirolo con maniglione di scotch da pacchi marrone e chi ha solo un sacchetto del supermercato. Ma non temete, la spiaggia a Rio è democratica e tutti, qualunque sia la borsa, hanno con sé un numero imprecisato ma probabilmente vicino a 1000 di lattine di birra. Alcuni portano anche dei panini, ma nessuno porta tonnellate di cibo all’italiana. Nessun forno a microonde a batterie per scaldare le lasagne, che qui si usano tantissimo, nessuna griglia per fare un churrasco improvvisato. Solo tanta, tanta birra.
  • Sedie sdraio e ombrelloni si noleggiano in spiaggia e sono incluse nel pacchetto viaggio. Io, da buona milanese, mi aspetterei che, dopo ore di convivenza forzata in autobus, vi saluto tutti e vado a cercarmi un posticino tranquillo in questa spiaggia enorme e deserta. Invece no. I 50 brasiliani arrivati con lo stesso autobus riescono a mettersi così vicini che praticamente è come se stessero ancora in autobus, occupano lo stesso spazio.

Così accade ogni fine settimana estivo che già alle 4:45 di mattina, prima ancora che il sole sorga, i malcapitati siano già in spiaggia sotto l’ombrellone. I bambini fanno già il bagno e gli adulti aprono la prima birra. A mezzogiorno, con 45 gradi (…o 120 mm di pioggia) e dopo circa 500 lattine di birra, alcuni si riparano dal sole sotto gli alberi, perché l’ombrellone non basta più.

L’autobus viene a riprenderli alle 5 di pomeriggio, così verso le 16:30 si crea una lunga fila davanti ai bagni pubblici, tutti si fanno una doccia prima di ripartire per una nuova notte in autobus.

gita-pulmann-tutti-mareScherzi a parte, quando dico che la spiaggia è democratica qui sono seria: a Rio non esiste il concetto di spiaggia privata, come in Italia. La spiaggia è tutta libera, tempestata di barracas, ovvero chioschetti dove puoi affittare sedia sdraio e ombrellone e magari comprare da bere o un pallone. Le barracas sono tutte numerate e con tanto di licenza e hanno prezzi molto popolari. Tutto si può pagare con carta di credito. La spiaggia è anche punteggiata di grossi bidoni della spazzatura che vengono quotidianamente svuotati e lavati. Chi butta una cartaccia o una cicca di sigaretta per terra a Rio prende una multa salata, e non è per modo di dire: la multa la danno davvero! Ogni chilometro circa c’è un Posto, ovvero la torretta dei guardaspiaggia, con alcuni pompieri addetti al controllo della spiaggia, al primo soccorso e alla gestione del bagno pubblico (gratis per gli anziani, altrimenti a pagamento, ma costa pochissimo), e c’è anche il fasciatoio per cambiare i bimbi. Più o meno ogni chilometro c’è una zona attrezzata per lo stretching e un cartellone pubblicitario da cui, premendo un tasto, esce acqua fresca nebulizzata. Una manna quando stai correndo sotto il sole!

I guardaspiaggia camminano anche incessantemente sulla battigia, spesso salvano qualche surfista o qualche nuotatore poco esperto e richiamano quelli che provano a fare il bagno dove c’è la bandiera rossa. Ci sono anche vari poliziotti, anche se il numero di furti in spiaggia è ancora alto.

L’anno scorso volevo festeggiare il mio compleanno in spiaggia e ho chiesto ai pompieri del “posto” davanti a casa se potevo fare una festa, e loro mi hanno risposto gentilissimi, ma quasi stupiti della mia domanda: “certo che puoi, la spiaggia è tua!”.

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Natale in infradito

Io sono una di quelle persone per cui il Natale è sempre stato il momento più magico dell’anno. Mi piace proprio tutto del Natale: la musica natalizia, pensare ai regali, fare i pacchetti, addobbare la casa, un anno sono arrivata persino a comprare uno spray al “profumo di albero di Natale” per fingere che il mio albero non fosse finto. Già ad ottobre comincio a cercare ossessivamente su YouTube le pubblicità americane natalizie di John Lewis (non ditemi che non le avete mai viste! Vi prego, smettete di leggere ORA e andate a guardarle, con dei fazzolettini perché sappiate che piangerete. Parecchio, Ma ne varrà la pena).

La mia città precedente, Milano, mi ha sempre appagata profondamente ricambiando il mio grande amore per il Natale come solo una capitale dello shopping sa fare: strade illuminate, alberi di Natale, ma soprattutto vetrine me-ra-vi-glio-se e, a volte, la neve.

La mia città di adoz140ione, Rio de Janeiro, invece parte già col piede sbagliato, giacché il piede stesso non indossa caldi stivali di pelo e nemmeno un calzettone antistupro di lana cotta con le renne, ma bensì l’immancabile INFRADITO.

Ditemi voi se si può convincere un bambino che Babbo Natale viene dal Polo Nord con una slitta trainata da renne indossando shorts e infradito… Cioè, devo spiegare a mia figlia che lui era partito impellicciato (oh oh oh Babbo Natale, non sarà mica pelliccia vera?), poi però è arrivato a Rio, ha parcheggiato la slitta con le renne ad uno dei posti dei guarda-spiaggia e si è cambiato, indossando degli orrendi shorts natalizi, infradito rosse e occhiali da sole. Boh, io ci provo, ma dubito che mia figlia ci creda davvero. Sarebbe più credibile che Babbo Natale venisse direttamente in surf, per dire, non in slitta.

E poi chi l’ha mai visto un camino a Rio? Il poveraccio deve passare i controlli di sicurezza dei portieri di notte per entrare a casa nostra, sarà meglio ricordarsi di lasciar detto che lo stiamo aspettando, se no non lo fanno entrare di certo vestito così.

Dove metterà i regali il pover’uomo? Certo non sotto l’albero, qui non lo fa nessuno: del resto un abete vero non durerebbe una settimana, quelli finti sono carissimi e abbastanza spelacIMG_8517chiati.

Le strade non sono illuminate, anche perchè Natale cade in piena estate e fa buio tardi, le luci si vedrebbero pochissimo. Solo i grandi centri commerciali fanno alberi e decorazioni meravigliose, e col gelo dell’aria condizionata io mi sento quasi a casa.

L’unica cosa stupenda di Rio a Natale è l’albero galleggiante a Lagoa (un enorme lago artificiale) che quest’anno avrebbe dovuto essere inaugurato a fine Novembre, ma che è stato distrutto dal forte vento. Chissà se faranno in tempo a ricostruirlo?

L’anno scorso ho visto l’inaugurazione ed è stata meravigliosa, ore di musica e fuochi d’artificio con il Cristo illuminato di sfondo.

Vabbè, noi per quest’anno ce ne torniamo in Italia, dove abbiamo un grande camino e sono sicura che Babbo Natale verrà a lasciare i regali! Buon Natale a tutti!