A Chester, UK, dove la cena si chiama “tea”

Ci ha scritto Katia dal Regno Unito per poter condividere con voi la sua storia: buona lettura!


chester-uk-cena-chiama-teaSalve a tutte!

Sono Katia, ho 35 anni (quasi 36), fiorentina DOC e da più di un anno vivo in Inghilterra.
Invece che optare per la popolarissima Londra, ho deciso di rifugiarmi “up North”, a Chester.
Era da una vita che volevo trasferirmi in UK! Mi sono innamorata di questo paese nel lontano 2004, quando ho noleggiato una macchina a Gatwick e guidato da Brighton a Fort William in Scozia. Qui tutto funziona, è tutto pulito e organizzato, la gente sorride e ti aiuta (alla faccia di chi dice che i britannici sono snob) e la vita scorre molto più tranquilla. Le famiglie dei B&B sono sempre gentili e molto “friendly”, in sostanza ho passato una vacanza indimenticabile.
Sembrava dovessi ripartire e stabilirmi in UK il giorno dopo, e invece ci ho messo 10 anni! Vuoi per il fidanzato, il lavoro o la famiglia, non ho mai trovato il coraggio di partire fino al 2014. Come sapete, non è così semplice mollare tutto e partire, soprattutto se decidi di fare questo passo da sola.
Mi dispiaceva lasciare mia mamma e mia sorella, hanno sempre contato molto su di me, il fidanzato non voleva saperne di seguirmi, e poi ho trovato un buon lavoro. Come facevo a lasciare tutto?
Tornavo a Londra ogni volta che avevo la possibilità, è così affascinante, così piena di vita!
Sempre avanti, ma attenta a non perdere le proprie tradizioni.
Finalmente nel 2013 ho fatto la “prova generale” a Toronto, un’avventura durata 7 mesi. Esperienza meravigliosa, che mi ha fatto capire che l’Italia non è per me. Infatti, ho resistito poco più di 6 mesi a Firenze, poi me ne sono andata di nuovo.
Finalmente in UK, finalmente a Londra! Peccato che, se da turista è magnifica, ahimè, l’ho trovata troppo complicata per viverci. Mi sono scontrata con una realtà decisamente diversa dall’idea che mi ero fatta.
Non volevo tornare a casa alla prima avversità. Allora ho deciso di fare un corso di inglese, qualcosa mirato nella ricerca del lavoro. Ho trovato quello che cercavo a Chester, alla scuola “English in Chester”. Da allora è già passato un anno! Sembra ieri che vivevo in famiglia in un bellissimo cottage!
Chester mi è piaciuta subito, piccola e graziosa, vivace con i suoi tanti negozi, ristoranti, caffè e vita notturna.
Città universitaria, e piena di giovani.
Di origini romane, ha le mura intorno alla città (percorribili a piedi), un anfiteatro, una cattedrale gotica e un castello.
Mi sono sentita subito a casa. Forse perché a volte mi ricorda Firenze: piena di turisti e senza parcheggio!
Ho trovato una stanza dove vivere, una doppia ENORME (per lo stesso prezzo, a Londra ti danno una

Katia con la sua amica Simona

Katia con la sua amica Simona

stanza grande come una scatola da scarpe e, giusto per la cronaca a Liverpool ci prendi un monolocale).
Ho trovato un lavoro come cameriera, con contratto e il minimo salariale (non a nero e sottopagata come a Londra).
Mentre Londra è grande e cosmopolita, Chester è piccola e British. Qui la gente è amichevole e pronta ad aiutarti, cenano alle 18.00 e la domenica è d’obbligo l’arrosto (chiamato appunto “Sunday Roast”). Hanno un accento non troppo marcato (non come a Liverpool! L’accento peggiore di tutta Inghilterra!), chiamano il pranzo “dinner” e la cena “tea”, il dessert è “pudding” e rimediano a tutto con una “cup of tea”. La gente ti chiama “love” (pronunciato LUV) o “sweetheart”, ti salutano con un “you’re right!” (che ancora fatico a digerire… peggio del “what’s up” canadese) e ti sorridono per strada.
E non è tanto lontana da Liverpool e Manchester, due grandi città. Il costo della vita è decisamente meno caro, tant’è che anche con lo stipendio minimo, sono riuscita a comprarmi la macchina!
Mi serve soprattutto per andare a lavoro (il ristorante è nel bel mezzo del Cheshire), ma è anche sinonimo di libertà.

Il 2016 è iniziato con una bella rivoluzione: ho trovato un nuovo lavoro, a Liverpool. Niente più uniforme e grembiule, ma completi e tacchi: finalmente torno a lavorare in un ufficio! In mezzo ai numeri again! Per una ragioniera, abituata a lavorare in ufficio, è stata dura ritrovarsi fra tavoli e comande (con tutto rispetto, ma proprio non fa per me. Vi dirò di più, adesso le stimo davvero! W LE CAMERIERE! Non sembra, ma ci vuole tanta pazienza, sia coi clienti che con la cucina).
E’ una cosa successa qualche giorno fa, ancora non so cosa mi aspetterà! Per adesso resto a Chester e faccio la spola, ma sicuramente in un futuro alquanto prossimo, traslocherò nella città dei Beatles.

Vi lascio con una frase che adoro: “La donna che può inventare il proprio lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna” Amelia Earhart.
Grazie a tutte voi della redazione per l’opportunità.
Un abbraccio…

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7 commenti
  1. Elena
    Elena dice:

    Sunday roast, dinner, tea, pudding, a cup of tea, love non sono solo a Chester ma ovunque, anche a Londra!

    Ciao
    Elena – Londra

    Rispondi
    • Katia
      Katia dice:

      hai ragione. ho chiesto spiegazioni al mio collega inglese, e mi ha spiegato che al nord parlano così. sinceramente non sapevo che anche al sud lo dicessero! Quando ho vissuto a Londra sono sempre stata solo in mezzo ad italiani… e dopo un mese sono scappata, quindi non saprei dirti! cmq grazie della dritta!

      Rispondi
  2. Marta
    Marta dice:

    Ho vissuto a Manchester per 4 anni prima di spostarmi in Scozia e devo dire che all’inizio facevo un sacco di confusione con tea, dinner e simili 🙂

    Rispondi

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