Cinque lezioni che ho imparato viaggiando

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Sono nuovamente seduta in aeroporto, di ritorno dal mio ultimo viaggio in solitaria, in Tailandia.

Ebbene sì, udite udite, mi sono appena concessa il piacere di quindici lunghi giorni nel sud-est asiatico in compagnia esclusiva di me stessa.

Viaggio nella stessa maniera in cui vivo la vita di tutti i giorni: sola, improvvisando, senza troppi piani e senza una guida.

Così anche quest’anno ho voluto organizzare il mio viaggio ascoltando solo il battito dei miei ritmi, senza alcun compromesso.

Man mano che viaggio, mi rendo conto dell’importanza di cinque grandi lezioni, che vi riporto di seguito.

1 – Impara le lingue

Sempre di più mi rendo conto dell’importanza di saper parlare l’inglese.

Da molti è preso sottogamba e sottovalutato, ma viaggiare con una buona padronanza dell’inglese ti permette di avere più sicurezza e autonomia nel muoverti e possibilità di aprirti al mondo.

Sai che bello sentirti a tuo agio in una terra straniera? Poter comunicare con gli altri, chiedere informazioni, risolvere problemi di percorso.

Ti rendi conto della ricchezza che acquisisci nel confronto con le persone? E della possibilità che hai di scambiare quattro chiacchiere quando qualcuno si rivolgerà a te e ti parlerà in inglese? Se avrai una buona padronanza della lingua, ti aprirai facilmente un ventaglio di occasioni per fare amicizia.

2 – Opta per la semplicità

Viaggiate leggeri, con la valigia mezza vuota: fuori dall’Europa, soprattutto nel sud-est asiatico, i vestiti sono talmente economici che con poche centinaia di euro potreste rifarvi daccapo il guardaroba.

Consiglio di portarvi giusto un paio di cambi ed, eventualmente, usufruire dei servizi di lavanderia, che in meno di dieci ore vi faranno trovare i vostri vestiti lavati, profumati e, talvolta, stirati! Cosa che neanche a casa mia con impegno riesco a fare.

Imparate a vedervi belle anche senza trucco; dopo ore di viaggio l’ultima cosa che vorrete è ritrovarvi con l’effetto panda dopo esservi stropicciate gli occhi.

Scegliete hotel umili.

Premetto: io non sono una persona da ostelli. Mi piace avere la mia stanza e il mio bagno. Nulla contro chi preferisce l’ostello ma io, quando viaggio, come dicevo nell’incipit sono la stessa della mia vita di tutti i giorni riportata in un altro stato o in un altro continente.

Io, nella mia città, ho la mia casa, il mio bagno e amo la mia privacy. Così cerco di riportare il mio stesso stile di vita anche a chilometri e chilometri di distanza.

Vero è che negli ostelli capitano più occasioni di conoscere persone; ammiro la gente che ci va, ma purtroppo io sono fatta così.

Detto questo, spesso si scelgono hotel con piscina, Jacuzzi e bottiglie Belvedere in camera. Bello sì, ma ti sei fatto venti ore di viaggio per vedere il mondo fuori, non per chiuderti in hotel.

Risparmi e potrai spendere i tuoi soldi in altre attività.

 

3 – Non pentirti dei soldi che spendi in esperienze

E a proposito di attività, ecco la mia terza lezione. Fai escursioni, visita i posti più che puoi, ma ascoltando sempre i tuoi ritmi. Non prenderla come un’ossessione.

L’altro giorno leggevo la storia di una ragazza della mia età che aveva già girato tutto il mondo. E mi sono chiesta: “e ora, il resto della vita cosa fa?”.

Un posto è bello viverlo, sentirlo tuo per un po’.

Quello che ritengo però importante è mai pentirsi dei soldi spesi per vedere qualcosa di bello, per una gita che ti darà qualcosa da raccontare.

Il mondo è così meraviglioso che è un peccato non investire denaro per visitarlo, per osservare le sue bellezze; le esperienze ti cambiano, ti aprono la mente, ti danno emozioni uniche e impagabili.

Tutto il denaro del mondo non vale neanche la metà di un’emozione.

Impara cose nuove, assaggia piatti tipici, rubando qualche ricetta o qualche idea culinaria da portare in casa tua, fai qualche corso.

4 – Non abbatterti davanti agli imprevisti

Il viaggio perfetto non esiste, c’è sempre qualche imprevisto cui si può andare incontro. Ma non scoraggiarti se il tuo volo ha fatto un ritardo, se hai perso le ciabatte in spiaggia o se, mentre girovagavi, ha iniziato a diluviare e tu non avevi l’ombrello.

Tutti questi imprevisti saranno solo storie da ricordare e raccontare.

Viaggiare sola e senza piani ti permette di fronteggiare meglio gli imprevisti. Non dovrai rinunciare a un’escursione in una spiaggia bellissima a causa di una tempesta o non sarai d’impedimento a nessuno se un giorno hai voglia di stare, semplicemente, all’ombra di una palma ad osservare il mare.

Non dovrai cambiare i programmi di qualcun altro perché hai cambiato idea.

5 – Non avere paura

Per ultimo, ma non meno importante, ho imparato a non avere paura.

Se potete, cercate di non portarvela dentro la valigia.

Sentirete spesso storie e raccomandazioni da brivido, ma isolate e calibrate sempre chi vi dice le cose. Spesso gli altri ti mettono addosso le loro paure.

Le paure degli altri lasciatele agli altri

Lo so che a volte non è facile isolarci dalle brutte notizie che bombardano le nostre teste, ma io parto dall’idea che, se deve arrivare il mio momento, arriva in Tailandia come a Milano come a Mallorca.

Sia chiaro: questo non vuol dire andarsela a cercare. Sono la prima che cerca di stare al sicuro, di non tornare la sera troppo tardi, di non dare troppo nell’occhio comportandomi in maniera più normale possibile.

Ma quando ti senti sicura di te, tutto il viaggio prendera la forma che vuoi tu!

 

Sono di ritorno da una delle esperienze più belle della mia vita.

Sono partita dallo smog di Bangkok, ho cercato la sua anima camminando per le strade afose e trafficate, quelle vie che i turisti non vedono. Mi sono immersa tra la gente dai tratti asiatici osservando la povertà, le persone che cucinano e mangiano per strada e che si lavano con la pioggia.

Ho pedalato tra le rovine di Ayutthaya, con la luce del sole e poi anche sotto un lieve temporale, in mezzo ai sentieri desolati e con gli elefanti che seguivano la mia bicicletta.

Sono volata a Chiang Mai, nel periodo in cui la città era in festa e si preparava per l’Ye Peng, ho assistito a una preghiera buddista, mi sono persa tra i suoi templi respirando la sua spiritualità.

Sono stata al Doi International Park, in cui si vedono gli arcobaleni tra le cascate, arrivando fino al punto più alto della Tailandia e ritrovarsi in un parco che sembra quello delle meraviglie. Ho assistito alla cerimonia in cui le giovani tailandesi aprivano il festival danzando con le candele.

E poi ho coronato un sogno: ho lanciato la mia lanterna nel cielo illuminato di tante altre stelle artificiali.

Sono volata a Phuket, dove il mio volo ha fatto ritardo e sono arrivata alle undici di sera nella stazione dei bus, ho stretto forte la mia valigia e con Google Maps alla mano mi sono diretta verso l’hotel, che ho trovato chiuso, ma fortunatamente mi hanno aperto subito.

Il giorno dopo mi sono diretta con il traghetto, a PhiPhi Island, ho visto spiagge allucinanti, paesaggi incredibili, ho avuto la febbre e sono stata svegliata nel cuore della notte dal verso del geko (ebbene sì ho scoperto che fa un verso).

Ho preso aerei, bus, pullman, taxi, traghetti e barche.

Ho passato ore e ore in attesa; ma mentre osservano l’oceano Indiano al ritorno, ho pianto di felicità e ho capito che tutte queste lezioni,possono essere utilizzate tutti i giorni e, in fondo, viaggiare insegna a vivere meglio.

7 commenti
  1. Pafo
    Pafo dice:

    Hai imparato soprattutto a conoscere meglio te stessa, sapendo adattarti a situazioni e imprevisti che sono diversi dal quotidiano. Il viaggio è una scuola di vita che non finisce mai.

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Caro Pafo,
      Verissimo! Infatti concludo proprio il mio articolo con la frase viaggiare insegna a vivere meglio.

      Una scuola di vita divertente e stimolante 😉

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  2. Elisa
    Elisa dice:

    Condivido tutto ….inglese è importante .ma se dovessi riprenderlo a studiare anche no non mi piace come lingua…..al contrario lo spagnolo che a scuola nemmeno una traccia mi sono messa a a studiare dopo il primo. Viaggio in solitaria resto condivido tutto!

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Elisa,
      Anche il castigliano ti permette di conoscere gente della Spagna, Sud America, Centro America.

      Per esempio, io a Phi Phi sono andata a fare un’escursione organizzata da persone di lingua spagnola.

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  3. Francesco Giannico
    Francesco Giannico dice:

    Sono rimasto molto colpito da questo succoso racconto! Condivido ogni singola parola! Da ragazzo andavo negli ostelli x mancanza di grano ed ho fatto incontri meravigliosi! Ora anch’io frequento hotel “COMPROMESSO” decorosi a basso costo! A Phuket il numero uno è il “MEE SUK PLACE” . Buon viaggio a tutti

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