Cittadinanza francese: burocrazia e festeggiamenti

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A maggio 2018 ho festeggiato i mei sei anni di vita parigina e, pur senza un vero rapporto di causalità, ho deciso di richiedere la doppia cittadinanza italo-francese.

Avrei potuto richiederla già qualche anno fa poiché, per ottenerla, basta anche aver fatto due anni di studi superiori in Francia. E, visto che io rispetto questo criterio, avrei potuto non aspettare di vivere qui per cinque anni.

La nazionalità francese si ottiene, quindi, in diversi modi: per naturalizzazione (due anni di studi superiori o cinque di residenza), per matrimonio, se si integra l’esercito francese, se si discende da un francese e tanti altri casi.

Per ottenere la naturalizzazione ci sono diversi criteri ai quali bisogna rispondere e aspetti di cui tenere conto.

Avere un permesso di soggiorno in regola.

Questo vale, ovviamente, per le persone non europee.

Essere integrati nella cultura francese.

Lo stato francese richiede di conoscere abbastanza bene la lingua (livello B1), la storia, la geografia, la cultura e la società, e di aderire ai valori della repubblica (i famosi liberté, égalité, fraternité).

La situazione lavorativa.

Vi diranno che la situazione lavorativa del momento in cui fate la domanda non è l’unico criterio valutato, che l’analisi del vostro dossier considera il vostro percorso professionale nel suo insieme. Non è proprio vero: se il richiedente è disoccupato, il suo dossier sarà messo in pausa per un anno o due. Durante questa sospensione il richiedente deve trovare un lavoro, altrimenti la domanda sarà rifiutata.

La vostra moralità.

Il richiedente deve condurre una vita “morale” e, in particolare, non deve avere carichi pendenti né nel suo paese di origine né in Francia.

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Il dossier.

Quando si risponde a questi criteri, si deve riempire un dossier e spedirlo alla Prefettura. Il dossier deve essere accompagnato da una serie infinita di documenti, la cui lista completa è, a quanto pare, inesistente. Io ho dovuto mandare e rimandare almeno quattro volte lo stesso dossier poiché mancava sempre un documento. Ad esempio, i documenti italiani quali l’estratto di nascita o il certificato di matrimonio devono essere tradotti da un traduttore giurato. Il casellario giudiziario deve essere quello italiano (io avevo mandato quello francese ma, a quanto pare, non andava bene) e deve essere anch’esso tradotto.

Le spese da sostenere.

Il bollo costa 55 euro, una pagina tradotta 60 euro, una lettera con ricevuta di ritorno intorno ai 15 euro… Alla fine, tra un documento mancante e una traduzione, il totale farà una piccola fortuna.

Il colloquio.

Una volta che il dossier sarà completo, la Prefettura manderà una lettera per informarvi che la domanda verrà studiata. Qualche mese dopo, il richiedente deve sostenere una specie di esame orale in cui l’esaminatore valuta la conoscenza della lingua e l’integrazione nella comunità. Un libretto di cittadinanza (le livret du citoyen) è offerto al richiedente per aiutarlo a superare l’esame. In pratica, si tratta di un Bignami della cultura francese: le date più importanti della storia nazionale, nozioni di geografia, il significato della Marianna, i valori della Repubblica, la lista dei presidenti, e così via.

Durante l’esame si deve quindi dimostrare di conoscere la cultura generale, nonché di essere integrati in Francia sia dal punto di vista professionale che personale (aspettatevi delle domande sui vostri amici, per esempio).

I festeggiamenti.

Se passate l’esame, riceverete la comunicazione ufficiale di benvenuto nella grande famiglia francese! Ora potrete ottenere la carta d’identità e il passaporto. In seguito, parteciperete a due cerimonie: una alla Prefettura e una alla circoscrizione (Mairie). Durante le cerimonie incontrerete altre persone naturalizzate, canterete l’inno nazionale La Marseillaise“, vi ripeteranno i vostri diritti e doveri e, salvo altri tagli alla pubblica amministrazione, avrete diritto al coronamento supremo della vostra integrazione con un… flute de champagne! 🙂

champagne-bottiglia-bicchierePer quanto mi riguarda, ancora non sono stata convocata per l’orale ma aspetto solo da qualche mese.

Se vi va di condividere le vostre esperienze di naturalizzazione per ingannare l’attesa con me, mi farà piacere. A presto!

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