Come ti cambia il college in Americaamerica-college

Notte delle elezioni in Italia.

Computer collegato alla tv, con le maratone elettorali dalle 16.30 ora locale, US east coast.

Quaderno con gli appunti delle lezioni sul bracciolo del divano.

Una stretta al cuore perché sei a 8000 km da casa tua: non ti sei mai sentita così vicina e, nello stesso tempo, così lontana.

Tra lezioni da insegnare – essere una graduate student comporta anche quello – e da seguire, inserirsi in un ambiente che conosci solo dai film, dai siti web o per sentito dire, rivendichi quella tanto agognata indipendenza che da troppo tempo scalpitava per venir fuori.

Poi, finalmente, ti rendi conto che vivere da sola non solo è di una difficoltà al di sopra della tua immaginazione ma, inaspettatamente, è la cosa più bella che ci sia al mondo.

Le prime settimane passano tra la crisi e la disorganizzazione più assoluta.

campus-americaTi chiedi come facessero i tuoi genitori ad essere lavoratori, marito e moglie, padre e madre e figli allo stesso tempo. Perché a te sembra di non aver tempo per fare nulla: alla faccia della libertà!

Poi, qualcosa cambia.

Impari a fare la lista della spesa sul bus, la lavatrice mentre cucini, le pulizie mentre ripeti la presentazione del giorno dopo.

Riesci anche a trovare anche il tempo di guardarti intorno e rimettere in moto la mente verso un futuro tutto da costruire.

Ho 24 anni, sono figlia unica e mi sembra di essere stata sbalzata dal mondo degli adolescenti a quello degli adulti con un volo di 10 ore sopra l’Atlantico.

Una delle videochiamate più divertenti con i miei genitori è finita con “Scusate, vi lascio ma devo andare ad avviare l’asciugatrice” con conseguente risata in terra italica e presa in giro del “Ah ti piace vivere da sola vero?”.

Sì, amo vivere da sola – con le coinquiline, lo ammetto! – e amo aver scelto di fare questo passo accollandomi un Master, un visto in terra straniera e 6 ore di fuso orario lontana da casa mia, dai miei affetti e dalla mia famiglia.

Vivere il sogno del college americano in prima persona mi sta facendo crescere incredibilmente in fretta.

Mi mette davanti a ostacoli e difficoltà che si tramutano in decisioni da prendere che cambieranno la mia vita in maniera più o meno significativa.

Senza contare le persone meravigliose che questa scelta mi ha fatto conoscere: come ci siamo definiti sin da subito, “una famiglia bis”, un po’ italiana e un po’ americana.

Ci siamo adottati a vicenda e abbiamo creato dei legami umani importanti, oltre all’aiuto accademico che ci diamo l’un l’altro.

Sono le 2.00 di mattina, ora US east coast.

Sono ancora davanti alle maratone elettorali italiane e non riesco a quantificare quanto sia cambiata la mia vita in questi 7 mesi.

Vivo con il sorriso costantemente disegnato sul viso: il sorriso di chi si rende conto di star crescendo senza dimenticarsi le proprie origini. Una vera bellezza!

Alessandra-florida

1 commento
  1. Mariella
    Mariella dice:

    Piccolina, leggere il tuo racconto ci riempe di orgoglio e nostalgia: orgoglio per la fantastica donna che stai diventando, con le tue idee, l’esplosivo e contagioso entusiasmo che accompagnano le tue scelte e le tue giornate, l’allegria che ti caratterizza; nostalgia di tutto questo lontano da noi che ci arrivano col contagocce e solo attraverso uno schermo e una voce. Ma meno male che viviamo anche in quest’epoca così connessa. Continua così. Ce la farai. Siamo certi. Ti vogliamo bene. M. & P.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi