Come nascono i bambini in Australia?

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Eccomi, molto incinta a passeggio

“I bambini nascono anche in Australia!”

La voce della mia amica Stella mi risuona ancora in testa a distanza di 5 anni, quando cioè decidemmo di restare “un altro anno in Australia”. Da allora la nostra famiglia si è arricchita di due cuccioli di gatto, prima, e di un cucciolo di uomo, poi. Sì, i bambini nascono anche in Australia, allo stesso modo in cui nascono ovunque, ma quali sono le differenze con l’Italia?

Sono incinta! E ora?

Come già avevo raccontato in un altro post, il sistema sanitario australiano è per molti versi dissimile da quello italiano e la gestione della gravidanza non è da meno.

Innanzitutto, quando si scopre di essere incinta ci si deve recare dal proprio medico di base che renderà la gravidanza “ufficiale”. A questo punto si può scegliere se continuare a farsi seguire dal sistema sanitario pubblico (Medicare) oppure rivolgersi all’assistenza privata.

Il sistema sanitario pubblico, ovvero l’arte di arrangiarsi

Se si opta per il sistema pubblico, non ci saranno spese aggiuntive: tutti gli esami essenziali e le ecografie saranno coperte da Medicare (o, eventualmente, dall’assicurazione sanitaria di base, se non si ha Medicare).

Tramite questo sistema si deve innanzitutto prenotare l’ospedale in cui si vorrà partorire: si chiama un centralino e si registra la propria gravidanza, fornendo tutti i dati tra cui la data presunta del parto. Di solito ci si rivolge all’ospedale più vicino a casa, ma non ci sono garanzie che sarà poi l’ospedale in cui si partorirà (se non c’è posto al momento del parto, si può essere mandati in qualche altra struttura).

A questo punto si deve decidere se farsi seguire dalle ostetriche dell’ospedale oppure dal proprio medico di base. Qui il primo grande shock: se la gravidanza procede normalmente, può essere che non vedrete un ginecologo nemmeno il giorno del parto. Si fanno tre visite con le relative ecografie e esami del caso (e.g. il controllo del diabete gestazionale). Fine.

Pro: è gratuito.

Contro: si è un po’ lasciate a se stessi e, specialmente se è il primo figlio (e il fatto in sé di essere in un paese straniero), può generare ansia nella futura mamma – che di tutto ha bisogno tranne che di essere in ansia.

Il sistema privato ovvero l’assicurazione sanitaria

Il sistema privato è molto simile a quello italiano, da quanto ho capito. Lo shock è all’inizio. Si ha infatti bisogno di una lettera del proprio medico di base che richieda specificatamente l’intervento di un ginecologo anche solo per poter prendere un appuntamento.

In sostanza non si può contattare direttamente un ginecologo, ma è il medico di base che deve richiederlo. Ho dovuto supplicare il mio per avere questa opzione, ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

I costi per questa opzione sono molto alti e l’assicurazione sanitaria, così come Medicare, ne copre solo una minima parte (ovviamente dipende dal tipo di assicurazione, io sto parlando di una “di base”).

Per questa ragione la questione pagamento viene subito chiarita con un preventivo alla prima visita. In tutto, una gravidanza seguita privatamente viene a costare intorno ai $ 6000 (circa € 4000), a cui bisogna aggiungere i costi di eventuali esami aggiuntivi non coperti (o solo parzialmente coperti) da Medicare (e.g. ecografie di controllo oltre alle 3 consuete).

Pro: si vede un ginecologo ad ogni visita e di solito viene offerto un servizio di ostetricia alla paziente per qualunque dubbio. Lo studio a cui ci si affida si prende cura di prenotare tutto, dall’ospedale in cui si decide di partorire alle ecografie. Alcuni studi offrono anche servizi a pagamento aggiuntivi, come ad esempio un servizio di psicologia perinatale o di fisioterapia per aiutare la futura mamma con difficoltà insorte o aggravatesi durante le gravidanza.

Contro: ovviamente il costo.

Il taglio del braccialetto dell’ospedale…finalmente a casa!

La mia esperienza

Noi abbiamo optato per il sistema privato per la gestione della gravidanza, ma abbiamo scelto l’ospedale pubblico per il momento del parto (la mia ginecologa era comunque impiegata in quell’ospedale). Sono una persona generalmente ansiosa, quindi il fatto di vedere sempre la stessa persona e avere la possibilità di contattare le ostetriche ogni volta che lo desideravo mi ha davvero aiutata.

La mia ginecologa è stata molto presente e ha rappresentato egregiamente i desideri miei e di mio marito in quei momenti in cui anche fare lo spelling del tuo nome ti sembra un’impresa stratosferica. Insieme avevamo discusso delle diverse opzioni e alla fine le nostre lunghe discussioni si sono rivelate proficue, dal momento che il piano A non si è rivelato fattibile… e nemmeno il B. Avere con me una persona conosciuta e di cui mi fidavo ciecamente per me è stato senza prezzo.

In conclusione:

i bambini nascono anche in Australia, è vero, e il mio piccolo Gabriel (con l’accento sulla e!) è qui davanti a me a confermarlo. Però, in un momento così delicato come quello della gravidanza (e del parto), un sistema estraneo, una lingua che, per quanto la si parli bene, non è la tua, e la lontananza dai propri affetti mettono alla prova anche i più calmi futuri genitori.

Sono felice che il nostro piccolo koalino sia nato quaggiù e sono davvero fiera di me stessa per avercela fatta, nonostante tutte le difficoltà.

2 commenti
  1. Michela
    Michela dice:

    Questo articolo mi sembra denigratorio del sistema sanitario australiano.
    Io ne ho fatti 2 di bimbi in Australia e sono in attesa del terzo. Ho fatto tutto pubblicamente e continuo a farlo. Devo però aggiungere che non sono affatto ansiosa e le mie gravidanze sono state esemplari.
    Detto questo: l’ospedale dove partorisci È quello più vicino a casa, non si può scegliere. E non ho mai sentito di nessuna che è stata mandata da qualche altra parte perché non c’è posto. La tua cartella è lì ed è per questo che “pianificano” i parti, con un buffer di 3-4 settimane .
    Offrono un servizio di traduzione, che io non ho mai utilizzato e quindi non ho esperienza al riguardo.
    Non c’è bisogno di vedere il ginecologo in quanto le ostetriche sono perfettamente preparate e sono all’altezza di qualsiasi esperienza. Io ho visto sempre la stessa durante le mie 3 visite in ospedale e anche se poi al momento del parto il team è differente e lei non c’era, era l’ultimo dei miei pensieri!
    La dottoressa di base che mi segue deve aver ottenuto una certificazione di affiliazione con l’ospedale e di specializzazione in neonatologia, non tutti i “General Practitioner “ posso fare una shared care tra loro e l’ospedale . Dalla GP ci vado una volta al mese, è lei che mi fa fare tutti i test necessari, mandandomi nei vari centri per analisi del sangue o ecografie, e poi tutti i risultati vengono inviati a lei e in ospedale per essere aggiunti alla mia cartella.
    Anche il parto è organizzato come tu vuoi, salvo imprevisti ovviamente. L’unico pro del privato, è avere una private room dopo il parto.
    Io però sono uscita dopo 6 ore con la mia prima e 24 con il mio secondo.
    Se si lascia l’ospedale entro 72h dal parto, si verrà seguiti a casa da un’ostetrica dell’ospedale che viene a controllare che mamma e bebè stiano bene e l’allargamento procede senza intoppi. Viene 3 volte nei 6 gg successivi, e all’ultima visita si è “dismessi” ufficialmente.
    Altro pro del sistema australiano, è il room share con il neonato. Non esistono nursery dove parcheggiare i neonati, ma stanno tutti in camera con le mamme, salvo problemi dove ovviamente saranno accomodati in terapia intensiva.
    Non ho avuto figli in Italia, ma il fatto di rivolgersi obbligatoriamente ad un ginecologo privato mi sembra ridicolo. Ovviamente la decisione è dettata dal fatto che il sistema sanitario italiano fa schifo, quindi non ci sono altre alternative.
    Qui, con il sistema che funziona, anche avendo la possibilità economica, mi sembra ridicolo “sprecare” quei soldi per un servizio che otterresti lo stesso, ma questo è un parere personale, ribadendo che non sono ansiosa e non mi interessa instaurare un rapporto di familiarità con la persona che mi farà partorire.

    Rispondi
  2. Valeria - Adelaide
    Valeria - Adelaide dice:

    Ciao Michela! Innanzitutto grazie per il tuo commento. Mi dispiace che tu abbia percepito il post come denigratorio: non era affatto mia intenzione! Per quanto non sia il mio sistema preferito, lo rispetto, ci mancherebbe altro! Per il resto ti rispondo per punti:
    – per la questione della scelta dell’ospedale (e cioe’ che ti prenoti nel piu’ vicino a casa, ma poi possono rimbalzarti), questa e’ un’informazione che mi e’ stata data dal GP, quindi l’ho presa per buona.
    – Questione interpreti – verissimo, e comunque nemmeno io l’ho richiesto, pero’ ho amiche che si sono trovate a dover aspettare ore l’arrivo dell’interprete per poter avere l’epidurale. Magari sono state sfortunate loro, eh!
    – Ostetriche – verissimo di nuovo, normalmente sono ben preparate, ma durante la mia degenza e anche durante i corsi pre-parto, ho incontrato persone che non mi avrebbero dato sicurezza. Questo non vuol dire che siano tutte cosi’, anzi!
    – Anche il mio GP e’ come la tua dottoressa. Diciamo che il vantaggio del privato e’ che ho fatto tutte le ecografie li’, non ho dovuto attendere i risultati e ne ho fatte diverse. Se sei una persona ansiosa, hai bisogno di vedere che tutto va bene piu’ spesso che puoi!
    – Ostetriche a casa! Si’, meravigliose, ma di questo parlero’ in un secondo post!
    – Anche in Italia ormai quasi tutti gli ospedali ti permettono di tenere il piccolo in camera, a quanto ne so. Inoltre, sempre secondo le informazioni che ho, non e’ assolutamente obbligatorio vedere il ginecologo tutti i mesi, anche in Italia il SSN offre quello che offre in Australia. Credo sia una nostra abitudine quella di farsi seguire dal ginecologo!
    – Infine, secondo me non esistono “sprechi” quando si tratta di salute. Se una donna preferisce pagare di piu’ per avere un servizio piu’ personalizzato e sentirsi piu’ ascoltata, allora ben venga. Capisco che da un punto di vista strettamente pratico non sia necessario, ma ogni persona e’ diversa ed ognuna affronta la gravidanza in modo diverso. Alcune persone hanno bisogno di un po’ di supporto in piu’, ma ammiro molto persone come te che non ne hanno avuto bisogno!
    Spero di aver risposto a tutto e grazie ancora per avermi dato la possibilita’ di chiarire qualche punto. Buona giornata a te, Valeria

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