pizza nuova zelanda

Alla conquista della Nuova Zelanda

Oggi vorrei raccontarvi di come ho conquistato il mondo, ma siccome non è successo, vi racconto di come la mia vita si sia trasformata in tutte quelle cose che ho provato a combattere in questi due anni in Nuova Zelanda.

pizzaiola nuova zelanda

Ines versione pizzaiola. Che maschia che sono 🙂

Sono partita piena di belle speranze, convinta che avrei fatto chissà che cosa, in un nuovo paese, dall’altra parte del mondo. E cosa ho fatto? La pizzaiola! Quando mi presento e mi chiedono che lavoro faccio, mi viene da ridere da sola, “I’m Italian and I make pizza, I’m such a clichè”. Sono contenta del mio lav
oro e mi piace, però dai, se ci pensate, c’era bisogno di andare fino in Nuova Zelanda per fare la pizzaiola?? Cosa devo dirvi, è successo. Non è stata una mia scelta, mi sono ritrovata in quella situazione e che altro fare se non impegnarsi e dare il meglio?

Vogliamo parlare di destino? Parliamone dai, diciamo che tutto quello che è successo e che sta succedendo, è colpa del destino che mi ha intrappolato nella sua rete. Io ci ho provato a prendere un’altra strada, ma alla fine sono caduta nella rete del  destino.

Volevo viaggiare, ero pronta per andare un anno in Australia dopo 9 mesi di Nuova Zelanda, volevo vedere, scoprire, sperimentare, vivere, cambiare. Dopo l’Australia il Canada, il Sudamerica… Poi mi dicono: “senti, ma ti piacerebbe rimanere in Nuova Zelanda?”. E cosa avrei dovuto rispondere, di no? Rimaniamoci in sta Nuova Zelanda! Il pensiero di avere un po’ di terra ferma sotto ai piedi, una sorta di pseudosicurezza, a 33 anni diciamo che fa piacere. Dentro di me, il diavoletto dice che quel famoso viaggio per il mondo e la vita da nomade,  sono argomenti rimandati, non archiviati. L’angioletto invece dice di smetterla con queste idee irrazionali e che è ora di mettere radici, di crescere, di stabilirsi da una parte. Io, la Ines versione kiwi, dico che non voglio fare piani, vediamo cosa succederà, cosa mi proporrà il destino, quale bivio mi si presenterà davanti, solo in quel momento penserò alla scelta da fare. Per ora niente pensieri.

Ma andiamo avanti…

parco nuova zelanda

Il parco dietro casa mia. Non ho mai amato così tanto il verde, da quando sono in Nuova Zelanda

Quando sono arrivata in Nuova Zelanda, a parte il primo mese in cui frequentavo quasi solo italiani, ho deciso ridurrei ai minimi termini i rapporti coi connazionali. Mi sembrava stupido attraversare il mondo per stare con gli italiani, parlare in italiano. Facevo prima a stare Italia, sarebbe stato più facile no? Quindi ho sempre cercato di stare alla larga, sia al lavoro, che fuori dal lavoro, che a casa. In fondo sono venuta in Nuova Zelanda per imparare l’inglese, non per parlare in italiano. Ho abitato con una serie di infinita di persone delle svariate nazionalità: francesi, giapponesi, cinesi, indiani, malesi, british, kiwis, brasiliani, russi. Ho lavorato per tedeschi, arabi, slavi, macedoni (aaaaah, i macedoni!!!), un po’ di colleghi italiani li ho avuti, ma non sono mai stati la nazionalità predominante e quindi bene o male si parlava in inglese al lavoro.

Qualche mese fa ho avuto una brutta crisi, ero totalmente insoddisfatta della mia vita e cercavo una via di fuga dalle trappole del destino. Dopo settimane di nervosismo, passate a lamentarmi e ad arrabbiarmi, ho individuato il problema e ho iniziato a muovermi per risolverlo. Ho lavorato per un anno in un ristorante finto-italiano di macedoni e un bel giorno mi sono resa conto che non ero felice, perché non vedevo possibilità di crescita in quel posto, non avevo stimoli per migliorare, non avevo nulla da imparare. Così, udite udite, ho deciso che avrei voluto andare a lavorare per degli italiani, con degli italiani, per avere l’opportunità di crescere a livello professionale.

Aspettate che non è finita qua, sono riuscita a calpestare i miei “principi anti-italiani” fino in fondo. Si perché oltre a cambiare lavoro, ho cambiato anche casa e indovinate con chi abito? Con un italiano! Così non solo parlo italiano per 8 ore al lavoro, si aggiunge anche il tempo passato in casa. Poi aggiungi Facebook, Skype e Whatsapp, se non fosse per il paesaggio e per la guida a destra, sarei convinta di non essermi mai mossa dall’Italia.

Insomma no, non ho conquistato il mondo. Non sono neanche stata capace di rispettare l’unica regola di vita che mi ero data, quella di stare alla larga dagli italiani, soprattutto per la questione di imparare bene l’inglese. Ma cosa vi devo dire. Il destino ha voluto così. Che poi ora sono contenta, l’importante è questo.

Qualcuno penserà che questa sia la cronaca di una sconfitta. Io non la vedo così. Non sono diventata un supereroe, non ho conquistato il mondo, ma mi conquisto delle piccole vittorie ogni giorno. Non ho fatto quello che avrei pensato di fare all’inizio, ma sono in costante movimento, sto modellando la mia vita, non ho ancora finito. Sto semplicemente provando in base alle mie possibilità.

Il problema per chi vive in Nuova Zelanda e cerca di rimanerci, è che se non hai tanti soldi non fai quello che vuoi. Se non hai la Residency non fai quello che vuoi. Quindi faccio quello che posso, finché non potrò fare quello che vorrò. E’ comunque un ottimo compromesso, per poter vivere in questo fantastico paese, che mi sta dando tanto, soprattutto a livello interiore.

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11 commenti
  1. Elena Mauriello
    Elena Mauriello dice:

    Ciao,
    Che bella la tua storia, ti capisco tanto ed in parte condivido esperienza….Curiosame te oggi ultimo giorno in N.Zelanda, a New Brighton(Christchurch) x andare in Australia e continuare…..il mio viaggio intorno al mondo! A 41 anni suonati, zaino in spalla, sola e dopo aver lasciato un lavoro negli Uk come veterinaria, dopo tanti e tanti anni in Spagna lavorando e facendo di tutto, tranne la vet. Se ti va contattami, magari ti racconto la mia storia, magari scambiam due chiacchiere o magari ti aggreghi al mio viaggio! Sarò in Australia 2 mesi poi Sud East Asia…e non accantonare il tuo sogno, la vita fa strani giri, ma ciò che vuoi fare, va compiuto! Un abbraccio
    Elena

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    • Ines Nuova Zelanda
      Ines Nuova Zelanda dice:

      ciao elena! sicuramente starai vivendo una bellissima avventura in giro per il mondo! grazie per l’invito ma mi tocca star qua e faticare 😛 ho ferie per la settimana di natale e capodanno, mi faro’ un giretto tra rotorua, taupo e coromandel! buona fortuna e no, il mio sogno non lo lascio per sempre nel cassetto 🙂

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      • Luca
        Luca dice:

        Ciao Ines,
        Anche io sto valutando di anadare a studiare in Australia e fare un corso di commercial cookery.
        Hai qualche consiglio da adrmi sulla scuola? Ci possiamo sentire?

        Rispondi
  2. Marika
    Marika dice:

    Non esistono regole quando si viaggia! Hai fatto benissimo a non importi nessun limite, vedrai che verrai ripagata di tutto. In bocca al lupo! 🙂

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  3. chiara
    chiara dice:

    Bellissima la frase “faccio quello che posso, finché non potrò fare quello che vorrò”. Riassume tutto nel modo giusto. L’importante, però, è non dimenticarlo MAI quello che vuoi. Ci sono persone che hanno le idee chiare già a 18 anni, altre a 30, altre a 40, altre mai (io mi sa che appartengo all’ultimo gruppo :-)). Quello che conta è non fermarti e non rimuginare troppo su tutto. C’è un tempo per ascoltare il diavoletto e un tempo per ascoltare l’angioletto, saprai tu quando è il momento di far prevalere uno o l’altro. Buona fortuna!

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  4. EMANUELE
    EMANUELE dice:

    Ciao Ines mi sapresti consigliare un visto per restare il più a lungo possibile in Nuova Zelanda? Il mio sogno è venire lí e prendere la cittadinanza,ovvio trascorsi i 5 anni di continua residenza. Ma è vero che per rinnovare il visto lavoro ogni anno bisogna avere il datore di lavoro che garantisce per te? 2) e che ogni anno bisogna cambiare e non può essere sempre lo stesso datore di lavoro che fa ciò per te? Vorrei più informazioni per favore te ne sarei davvero grato. Ciao Da Emmanuele.

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  5. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    Noooooooooooooooooooooo fai il mio lavoro in Nuova Zelanda!! Tu pensa che io arrivai ad Auckland fresca di training come pizza chef (più regolare diploma LOL) e nessuno mi assumeva… nemmeno italiani! Perchè dopo i 31 anni ho trovi qualcuno che ti sponsorizza o nada (da subito, perchè il WHV non lo puoi avere dopo quell’età!), e nessuno era disposto a spendere.
    Conclusione feci le valigie e in Italia non volevo tornare, ma non perchè era una sconfitta (un’esperienza all’estero non è mai un fallimento!) ma perchè a me l’Italia mai era piaciuta.
    Divertiti tra Rotorua/Coromandel/Taupo, luoghi bellissimi 🙂

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