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Quando cercavo lavoro in Italia, ho affrontato numerosi colloqui in diversi settori. Ristorazione, segreteria, vendite.

In tutte le interviste, perché alla fine possiamo chiamarle così, l’incaricato alle assunzioni porgeva le stesse banali domande:

Parlami di te.

Che esperienze hai avuto.

Quali sono i tuoi punti di forza.

Quali sono i tuoi punti di debolezza.

Perché dovremmo assumerti.

Ero quasi arrivata al punto di prepararmi un discorso e ripeterlo a tutti. Ormai sapevo cosa volevano sentirsi dire. Sapevo cosa mi avrebbero chiesto.

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Mi ero convinta che tutti i colloqui si svolgessero nella stessa maniera. Che le probabilità di venire assunta si riducessero all’esperienza in quel campo e alla prima impressione data.

Quando mi sono trasferita in Inghilterra ed è arrivato il momento del mio primo colloquio, mi sono preparata alcune risposte in base alle domande che ero abituata a sentirmi chiedere.

Avevo ben impresse nella mente delle frasi semplici ma ricche di contenuto. Mi ero preoccupata della grammatica e avevo fatto pratica addirittura sull’intonazione per non sembrare un’attrice.

Arrivata alla mia interview, tutto quello che avevo studiato per affrontare il colloquio nel migliore dei modi non mi è assolutamente servito. Non perché le domande rivolte a me fossero di natura diversa, ma perché sono stati loro a raccontarsi piuttosto che io a raccontare di me.

Ovviamente mi hanno chiesto chi ero e da dove venivo, ma l’intero colloquio era centralizzato su cosa cercavano loro, su cosa loro potevano offrire a me, che non era importante avere esperienza ma che loro erano disposti a insegnarmi qualsiasi cosa avrei dovuto sapere per essere in grado di lavorare per loro.

Senza che osassi chiedere, mi hanno spiegato le modalità di pagamento dello stipendio, quanto mi spettava all’ora, le possibilità di un aumento nel corso dei mesi e il tempo libero a disposizione.

never-give-upNonostante il mio inglese all’epoca fosse davvero pessimo, sono riuscita nell’intento di farmi capire e, credo, di piacere. Mi hanno subito offerto un giorno di prova, senza prima consultarsi tra loro.

Ero davvero felice, ma allo stesso tempo stordita. Non avevo mai affrontato un colloquio del genere. Non mi ero mai sentita indispensabile per qualcuno ma sempre un numero, una persona tra tante in disperato bisogno di un impiego. Mai nessun datore di lavoro mi aveva offerto la possibilità di imparare veramente delle cose nuove. La mia convinzione era che, più esperienza lavorativa eri riuscita a racimolare, più facile era trovare un qualsiasi tipo di lavoro.

Un giorno ho parlato di come in Italia cercano l’APPRENDISTA CON ESPERIENZA e nessuno dei miei colleghi sembrava capire cosa stessi dicendo.

Ora sono due anni che lavoro in questa caffetteria indipendente. Ho avuto per due volte un aumento di stipendio e da sei mesi sono “Floor Supervisor” e “Manager Assistant”.

Avendo sostenuto solo un colloquio qui in Inghilterra, non posso affermare che tutti si svolgano in questo modo, ma posso condividere con voi un altro esempio. In un campo del tutto diverso, dove gli interessi e le capacità devono essere più specifiche.

Il mio compagno è socio in una Social Media agency e, insieme al suo partner, sostengono i colloqui di lavoro. Che stiano cercando stagisti o impiegati a tempo pieno, la modalità dell’intervista è sempre la stessa.

Come in tutti i colloqui, per prima cosa vogliono notizie generiche sulla persona che hanno di fronte, per poi andare più nello specifico.

Prima di sapere quanta esperienza il candidato ha in quel determinato campo, vogliono cercare di capire quanta curiosità e interesse c’è nell’imparare e studiare argomenti nuovi. Quanta voglia c’è di avere successo in quell’ambiente.

Attraverso specifiche domande, cercano di intuire l’onestà del candidato rispetto ai datori di lavoro ed agli eventuali colleghi.

Per fare tutto questo, dividono l’intero colloquio in quattro macro aree:

Umiltà

Integrità

Voglia di arrivare

Capacità di pensiero

Con questo sistema, oltre a riuscire ad individuare i punti di forza e quelli di debolezza del candidato, il colloquio procede sempre in maniera continua e disinvolta.

Un altro aspetto tenuto in grande considerazione è la qualità delle domande che l’aspirante rivolge loro alla fine dell’incontro. Danno un’idea dell’interesse per la posizione offerta e di quanto l’intervistato si sia informato sulla ditta prima di candidarsi.

Per concludere, l’intraprendenza, la curiosità, la voglia di migliorarsi autonomamente sono qualità nettamente più ricercate rispetto al titolo di studio.

È proprio questa la differenza sostanziale che ho notato tra un colloquio in Italia e uno in Inghilterra. Il datore di lavoro cerca qualcuno con cui poter collaborare, non qualcuno da sfruttare. È l’aspirante candidato ad offrire un servizio al datore di lavoro, non il contrario. Pensateci….

Immagino che, senza dubbio, anche qui si possano trovare aziende terribili, così come se ne possono trovare di interessanti in Italia.

Volevo solo condividere con voi Donne le esperienze che ho vissuto io in prima persona e magari dare un po più di coraggio e autostima a chiunque voglia provare a lavorare oltremanica.

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3 commenti
  1. Monica
    Monica dice:

    Assolutamente non mi trovi d’accordo, soprattutto sulla frase ‘cercano qualcuno non da sfruttare’. Vengo da una storia di nove mesi in Uk e 20 colloqui, 3 lavori e tanto sfruttamento. Compreso stipendi non pagati.

    Rispondi
    • Luana Devon
      Luana Devon dice:

      Ciao Monica. Ovviamente non abbiamo avuto la stessa esperienza. Mi dispiace che a te le cose siano andate non bene. Io ho avuto la fortuna di trovare datori di lavoro onesti, che mi hanno sempre pagata in tempo, e con i quali mi sono sempre trovata bene. Non mi sono mai sentita sfruttata o sottovalutata.
      Naturalmente lo so che non si fa di tutta l’erba un fascio per questo motivo o specificato piu’ volte che questa e’ soltanto la mia esperienza personale riguardo i colloqui.
      Buona fortuna!

      Rispondi
  2. GRANDE GARBERO
    GRANDE GARBERO dice:

    ciao Luana,ti ho scritto in precedenza riguardo la possibilita di trovare lavoro e cambiare vita,ora con la Brexit la manodopera la pagheranno ancora meno,comunque il sogno mio e di mia moglie è questo,lo scritto col traduttore in inglese,spero sia comprensibile,grazie ciao e fammi saper che ne pensi:
    hi, we are a married couple of Turin, I 45 years, my wife 40 years, my wife is holding doploma of lifeguard recognized by FIN (Italian Swimming Federation) at the international level, and we both have a diploma of water aerobics teachers recognized by CONI (Italian Olympic Committee) at the international level, we want to abandon this uncivilized and corrupt country in Italy and move, we will be honored to have the opportunity to work a press your struttura.Nel August we’ll be up to 20 in Cornwall and Wales and we’d love to have the opportunity to have an interview with you, thank you.
    Also my wife is a good experience with bay sitters and home while I’m shotokan karate instructor and personal didesa 3 dan jka, on the internet by typing “trofarello karate” There are some of my videos, thank you and hope to have this opportunity to change the our future

    .we are honored to have a job interview at your facility for a full-time hiring, we are two serious people that do not reflect Italians, give us this chance ‘.
    My wife knows the English language at a basic level and is good at preparing food and are willing to make the guardians, the English language even I am studying and I’m learning, and certainly incorporating us in your community ‘, will be’ more ‘easy and fast impararla.Noi, i repeat, we will be August 2 to 13 in Cornwall and we know each other, and we’d love to know the representatives of your municipality, thank you very much, we hope so.
    Sorry for grammatical errors, I use the translator

    obviously being nature lovers, plants, flowers and flora in general, to work at your company facilities we would like very much, thank you.
    Fine della conversazione in chat

    Rispondi

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