lesotho

“Cosa mangiano i locali?”

Quando mi chiedono dove lavoro, la mia risposta è sempre seguita da una domanda, più o meno cosi’: “Lavoro in Lesotho. Sai dove si trova?”

Ecco, solo una persona fino ad ora ha risposto correttamente. La seconda domanda in genere è “Cosa fai ?” e poi segue “Ma cosa si mangia lì?”

Eh sì, perché a noi italiani ci piace un sacco sapere che un piatto di spaghetti è possibile trovarlo anche così lontano. E in effetti, per adesso, non c’è stato posto dove non ho visto la pasta sugli scaffali del supermercato. Ma i Basotho, gli abitanti del Lesotho, preferiscono di gran lunga Oxtail stew e pap con moroho e nama.

Oxtail stew

Partiamo dalla prima: Oxtail stew, o zuppa di coda di bue.

Buonissima e tenerissima carne in pezzetti con una salsa dolce. Potremmo dire che è tra uno spezzatino e un goulash. Ma alla fine è quella che a Roma chiamano ‘coda alla vaccinara’. Con qualche differenza nella ricetta e una carne probabilmente ancora più gustosa di quella  italiana.

Questo piatto è amato da tutti, locali e stranieri e, come tutte le cose buone, è raro. Infatti lo si trova solo nei ristoranti più cari o nei migliori alberghi. Una cena a base di Oxtail quando fuori fa freddo e hai guidato per ore in montagna è il regalo più bello che alcune delle migliori lodge possano fare trovare ai clienti. Spesso lo servono direttamente dalla zuppiera. La salsa è piuttosto scura e appiccicosa, e la carne sempre con l’osso, quindi bisogna fare attenzione a non mordere il punto sbagliato.

Come le tradizionali zuppe è buona perché gli ingredienti sono soffritti prima di essere messi nel brodo.

Piatti di ogni giorno

Il secondo piatto invece è comune, e presente ovunque a ora di pranzo. E anche economico.

La Pap è una farina di mais con la quale si prepara una sorta di polenta bianca. La carne che l’accompagna è sempre grigliata e in genere si tratta di bistecche tagliate sottili o di salsiccia.

Il Moroho è stata una piacevole scoperta per me. Simile a un contorno di spinaci tritati, in realtà sitratta di verdurine saltate, foglie che possono essere di spinaci, di cavolo o di barbabietola. Non credo di aver mai mangiato le foglie delle barbabietole prima. Cucinate come mi hanno spiegato gli amici locali, sono veramente buonissime. Si lasciano in ammollo a lungo in acqua ghiacciata e poi si saltano in abbondante burro.

Posti come KFC della catena americana, in Lesotho, sono un miraggio, e anche il desiderio di studenti e impiegati all’ora di pranzo.

Ma il pollo ‘deep fried’ del KFC resta qualcosa da potersi permettere solo in occasioni speciali per i più.

 

1 commento
  1. Ada
    Ada dice:

    Ho avuto la fortuna di conoscere il Lesotho, oltre a paesaggi incantevoli, ho mangiato bene. Una cucina molto diversa da quella italiana ma altrettanto saporita. Leggere l’articolo mi ha riportata in quei luoghi molto diversi dai nostri ristoranti, ma affascinanti immersi in una natura ancora incontaminata

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