bambini-cileC’è chi dice che crescere un figlio sia una lunga serie di compromessi: tra quello che eri sicura che avresti fatto e quello che poi in realtà fai, tra le certezze inconfutabili e le eccezioni inevitabili.
Anche se avevi detto “Non farò mai questo/quello” c’è poi un momento in cui il tuo bimbo e tutto il contesto intorno ti spingono proprio a fare quello/questo.  E non importa che una settimana fa, un mese fa, un anno fa tu fossi sicura del contrario: l’importante è sapersi adattare e, per il bene del tuo bimbo, sapere anche, se necessario, cambiare.
Ecco, io l’ho vissuto in pieno cambiando paese. La nostra prima bimba è nata in Francia e lì ha ha vissuto per i suoi primi 9 mesi, prima che cambiassimo paese per atterrare in Cile.
In Francia ho partorito per la prima volta, la nostra prima pediatra era francese, nello svezzamento abbiamo seguito il modello francese, nella cura e negli oggetti per bebé siam sempre stati fortemente influenzati dal modello francese. E per forza: se in Francia tutti usano la gigoteuse (il sacco nanna), tu puoi anche voler usare un’altra cosa, ma probabilmente non la troverai in nessun negozio e ti guarderanno strano quando chiederai informazioni.
Poi ci siamo spostati in Cile e tutto è cambiato. Le abitudini coi bambini sono altre in tutti i campi. Un esempio su tutti: il Cile è uno tra i maggiori produttori al mondo di frutti di mare, i bambini cominciano a mangiare frutti di mare molto prima dei loro fratellini europei, perché sono prodotti molto più diffusi. I pediatri italiani li sconsigliano fino a 3 anni? Qui all’anno già sono parte della dieta.
Non è che se hai conosciuto sempre un solo modo di fare, quello è per forza il metodo migliore. Arrivati in Cile perciò ci siamo adattati. Ammetto che a volte è stato difficile a livello di “testa”: alcune cose che sono andate bene per la nostra prima figlia facevo fatica a cambiarle. Abbiamo cercato di darle sempre verdura biologica per i primi mesi, ma arrivati qui trovarla è molto più difficile. Quindi il compromesso: compriamo carote e banane bio, che si trovano sempre, ma per il resto faremo con la verdura che c’è.
Abbiamo fatto a meno del latte in polvere per un anno e mezzo ma al nido chiedono il latte in polvere per il biberon del pomeriggio. Altro compromesso: compriamo un latte in polvere ma vado avanti a allattare e andiamo a prenderla al nido prima del secondo biberon della giornata.
In più qui è nato il nostro secondo figlio. Per quanto una gravidanza sia uguale in ogni paese del mondo, tutto quello che ci gira intorno cambia. Le donne incinte in Cile fanno pochi esami del sangue e non controllano periodicamente la toxoplasmosi, i ginecologi fanno più ecografie che in Francia (almeno rispetto alla mia esperienza in Francia), il corso preparto non è tanto diffuso ma si incontra l’ostetrica più spesso, ci sono tanti cesarei e tante donne chiedono di programmare la data del parto. E poi ancora appena nati: si usano poco i passeggini (perché i marciapiedi sono dissestati, forse) e molto di più i marsupi, i genitori portano in giro i bimbi avvolti in enormi coperte di pile, ci son tante mamme che allattano in luoghi pubblici, è impossibile trovare un golf di lana o di cotone per un bambino di 3 mesi, fanno un uso spropositato di telini di cotone, per ogni evenienza.
Anche i percentili e le curve di crescita cambiano: ci credete che nostro figlio potrebbe risultare sovrappeso per le tabelle cilene e sottopeso per quelle europee?
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