“Culo inquieto” a Barcellona

Un culo inquieto.
Questo è il termine con il quale qui a Barcellona ci si riferisce a chi non sa mai stare fermo.
Mi calza a pennello, dato che da milanese incallita non sono capace di passeggiare ma solo di “marciare”, e che mi muovo anche per comprare il pane come se stessi al punto di perdere un costosissimo volo per l’Australia.usa 1
L’espressione “culo inquieto”, peró, serve principalmente a designare coloro che viaggiano sempre da un posto all’altro, cambiando lavoro facilmente, non essendo mai soddisfatti.
Io la adoro!
Sono circondata da culos inquietos: basta pensare che quando si ha un momento libero dal lavoro l’argomento di discussione preferito è sempre la prossimo destinazione di viaggio.
Un giorno è Israele, perché: “vuoi mettere il clima a gennaio?!”. Quello dopo: “anche la Slovenia innevata è interessante, hai visto che paesaggi, che natura?!”. Per poi: “una bella ripassata alle realtá artistiche italiane ci vorrebbe però… noleggi la macchina, e te la fai in lungo e in largo..”. E via dicendo.
Oltre al viaggio, per me un tema caldo di conversazione rimane sempre l’esperienza all’estero.ist
Ogni volta che la nomino al mio compagno, mi sento rispondere che io sono giá un’italiana all’estero.
Ed ha anche ragione.
Ma chi è expat come me, sa che quel brividino, quella sensazione di non volersi accomodare troppo, e quella curiositá insaziabile, rimangono sempre. Non a caso, quando viaggio, amo moltissimo entrare nei mercati o nei supermercatini, e immaginarmi in attivitá quotidiane proprio come fare la spesa o andare al lavoro.
E non credo sia una questione di insoddisfazione, anzi.
Non passo le mie giornate a lamentarmi di Barcellona ed ho tanti motivi per credere che vivró qua anche in futuro, tanto che prossimamente vi renderó partecipi dei vantaggi, (ed anche dei pochi svantaggi), del risiedere in una cittá meta di vacanze.
Peró, la sola idea di deciderlo ora, e di precludermi una pausa migratoria in un altro paese, anche solo di tre mesi, mi angoscia.gatto Imparare un’ulteriore lingua, confrontarsi con un’altra realtá, intraprendere nuove avventure lavorative…

Stavolta mi piacerebbe viverla con il mio compagno spagnolo, cosí potremmo essere “pari”, ex-patriati! L’altro giorno lo commentavo con una collega catalana, sposata con un inglese. A seguito di una relazione a distanza durata quattro anni, si trovarono al bivio di scegliere chi si sarebbe trasferito dei due. Decisero che chi godeva del lavoro piú sicuro non si sarebbe mosso: vinse il suo compagno, e la mia collega annunciò che si sarebbe spostata con lui a Londra, dove lei aveva giá vissuto in passato. Prima di compiere il grande passo però, gli impose le sue condizioni: io vengo, ma tu prima fai una esperienza all’estero per comprendere la condizione di vivere in un paese che non è il tuo, senza la tua famiglia, certezze, amici etc. Inoltre, non mi farai mai storie riguardo a quante volte io voglia tornare a casa o a quante persone mi possano venire a trovare o per quanto tempo. Stabilite le regole, lui si prese un’aspettativa dal lavoro e trascorse un anno sabbatico qui a Barcellona, per immergersi nella vita da expat. cielProvata la vita barcellonese, alla fine di quel periodo le comunicó che non c’era bisogno che si trasferisse lei, ci avrebbe pensato lui! Ora vivono a Barcellona, e lei si rimangia tutte le regole che aveva imposto all’inizio. O meglio, detto alla spagnola, “se come (mangia) con patatas” il fratello di lui, che ogni estate le si installa in casa un mese, oltre ad amici, nipoti, parenti e Natali londinesi.

Tornando all’inizio del post, io, amiche expat, vi verrei a trovare ad una ad una. E voi, quanto siete culos inquietos? E quanto lo sono i vostri compagni di vita?

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4 commenti
  1. Marta
    Marta dice:

    Ciao!
    Vivo nel Regno Unito da sei anni. Sono stata a Manchester per 4 e poi mi sono spostata nella mia amatissima Glasgow. Qui mi trovo bene ed e’ il posto che chiamo casa ma anche a me piacerebbe fare un’esperienza, anche breve, in un altro Paese. Il mio ragazzo e’ d’accordo, ama moltissimo viaggiare come me ed e’ lui ad avere piu’ probabilita’ di trovare lavoro ovunque voglia. Vedremo…

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  2. rossella
    rossella dice:

    Cara Caterina,
    mi rispecchio in ogni singola parola scritta in questo articolo. Io ho vissuto a Granada, ho vissuto a Bilbao, in un paesino vicino a Bilbao, ho vissuto al sud Italia e al nord (in due città, Pavia e Bergamo) e ora sto per trasferirmi in Olanda. La ragione? Sempre stata la stessa: l’amore, per le culture diverse e per un uomo che a quella cultura apparteneva o vi appartiene tuttora. L’idea di spostarmi nuovamente e intraprendere una nuova avventura in un paese diverso da quello natio mi emoziona come un bambino in un Toys Center! Eppure, spero vivamente che questa non sia la mia ultima tappa, che quantomeno possa vivere altre esperienze in altri posti, ancora più lontani ed esotici; perché è la cosa che più mi rende viva, che mi stampa il sorriso in faccia da mattina a sera e che … mi fa sentire a casa!

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