cusco

Cusco

Cusco e Trieste: i punti in comune di due città magiche.

Cusco, la capitale degli Inca, a 3600 m slm, e Trieste, la capitale del Friuli Venezi Giulia, a 0 metri slm, cos’ hanno in comune?

Se non il fatto che io conosco abbastanza bene queste due città, visto che in una sono nata e nell’alta ci vivo? Forse per voi la comparazione è assurda e invece io qui vi spiego che non lo è per nulla.

Cominciamo dal cuore di Cusco, la sua Plaza De Armas, dove si va a prendere il sole, a fare due passi, dove ci si incontra con gli amici, dove si celebrano gli avvenimenti cittadini più importanti e poi la sera si fanno i concerti. Ecco, questo punto per me corrisponde a Piazza Unità d’Italia, dove i triestini festeggiano  la Bavisela, La Barcolana, le feste d’Agosto.

Le nostre rive di Trieste, dove si va spesso a passeggiare la sera, corrispondono perfettamente al cammino pedonale che va da Plaza de Armas a Plaza San Francisco.

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Trieste, il mare

Quando sto a Plaza De Armas e guardo verso nord est, vedo una collina, che èil parco di Sacsayhuaman, famosissimo per la sua fortezza fatta di pietre enormi. Su uno dei punti della collina vedo delle croci, sono el Cristo Blanco, e mi pare sempre di vedere l’obelisco di Opicina oppure il nostro colle di San Giusto.

Se invece guardo a sud, il territorio scende nella famosa Valle sud di Cusco. Se mi incammino giù per Av. Sol, mi pare di star prendendo il cavalcavia per Barcola, anche se, prima di arrivare all’acqua ci metto un bel po’.

In direzione sud da Cusco c’è il famoso lago Titicaca, il lago più alto e credo anche grande del mondo. Ci sono stata un paio di volte, assomiglia un po’ alla Croazia d’ inverno.

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Lago Titicaca

Per uscire da Cusco dal lato nord est, devi andare ancora più su, fino ai passi che saranno su un 400o metri, per poi scendere nella famosa Valle Sacra Degli Inca  a mille metri più in giu.

Ogni volta che faccio questa strada, mi pare di andare su per via Commerciale o addirittura via dei Cordaroli, verso Opicina, per poi arrivare nel meraviglioso valle del Vipacco sloveno, dove la terra è cosi fertile che quasi ogni pianta cresce.

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Osmizza

Poi, oltre a questi aspetti morfologici, c’è anche l’aspetto culturale.

 

Ambedue le città si caratterizzano per la mescolanza di lingua e culture.

Qui si parla regolarmente quechua e spagnolo e poi le lingue dei mille turisti e stranieri che visitano o rimangono a vivere nella città. Eh sì, perche un antico detto Cusceno dice ” el foraneo que conoce Cusco, se vuelve Cusceno“, cioe lo straniero che conosce Cusco se ne innamora e diventa Cusceno.

Mi pare che accade lo stesso anche a Trieste, vero? Anche Trieste è  plurilingue, si parla l’italiano e lo sloveno, ma anche serbo, croato, romeno, greco, armeno, inglese etc.

Si, si, lo so, qualcuno qui avrà qualcosa da ridire, beh…lo stesso succede qui a Cusco.

E poi c’e ancora il ristoro classico che a Trieste è l’osmizza, a Cusco invece è la ciceria.

Spiego meglio per i non triestini: le osmizze sono qualcosa come delle cantine rustiche aperte presso la casa di uno. Sono segnalate con una “frasca” (ramo) e una freccia rossa. Lì si mangia salumi e formaggio e si beve vino della casa.

Qui a Cusco, invece, il segno della ciceria e un palo con un sacco rosso e uno bianco che spiccano dalla porta di casa. Invece del vino qui si bevono bicchieroni di chicha, una bevanda fermentata di cereali, e invece dei salumi triestini, qui si mangia ciarki, che sarebbe carne di alpaca essiccata.

Flickr/McKay Savage
Peru – Chicha Morada

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