donna“È un giorno come tanti in fondo, dovrebbero trattarci con rispetto e amarci ogni giorno, che senso ha questa festa della donna qui”.

Lo so, lo so. È un giorno come gli altri 364, solo un giorno sul calendario. Ma nel tuo io, donna, in quello più profondo che conosciamo solo io e te, puoi inorgoglirti di più,  amarti di più, ridere di più, piangere di più e soffrire di più.  Oggi è un po’ come il Natale, tutto si amplifica, si ingrandisce o diminuisce, si fa un punto intorno a te e al tuo cerchio vitale. Allora ti scrivo, per stringere un laccio ed unire le nostre vite oggi, 8 Marzo 2017.

Cara donna,

Sei tu, sono io che lo sto diventando, sono tutte coloro che oggi hanno voglia di leggerci ed anche coloro che non lo fanno.

Approfitto di questo spazio e di questo giorno per parlare di noi.

Ultimamente si parla tanto di noi, delle marce per i diritti, delle situazioni scomode in cui ci troviamo per una parola, un gesto, per le morti barbare che dobbiamo affrontare per essere questo sesso, per non saperci troppe volte difendere.

Ma noi, donna, siamo di più.

Molto di più di tutto questo. Più del rumore generale intorno a noi e delle grida per i nostri diritti, più delle battute sui nostri seni, sulla nostra bocca o sul nostro modo di vestire. Siamo di più delle parole di un presidente, di un commento feroce sul web, di uno sguardo molesto per strada o in ufficio.

Siamo, tu ed io, quelle che sanno andare oltre. Una galassia di essenze diverse capaci di adattarsi al freddo, al sole, al dolore, alle mancanze, alle nuove forze, agli inizi “da zero”, alle amicizie, alle famiglie, agli imprevisti quotidiani e a quelli che ti stravolgono del tutto, alle malattie, al mondo degli altri e ai mondi in generale. Capaci di adattarsi anche all’amore quando arriva, a portare il cuore oltre l’ostacolo e a riportarlo a casa, dopo, dentro di te. Ricordatelo, donna, che è sempre un tornare a casa, un tornare da te. Un volerti bene da morire e vivere anche e specialmente di te. Per tutte le volte in cui lo darai per scontato o lo dimenticherai o ti passerà di mente, ricordalo.

Ricordati anche di quando eri una bambina e di come ti sei trasformata in “qualcos’altro”, di quando non sapevi cosa saresti diventata, delle risposte che ti sono mancate e che ti mancano. Ricordati anche, una volta che ti sei conosciuta, di non nasconderti e di esplodere in tutte le tue forme e i tuoi colori, le tue sensibilità e le tue forze, i tuoi momenti di bisogno di solitudine e quelli in cui vuoi tutti intorno.

Ricordati che tutto quello che ami è dentro di te, oltre che fuori.

E ricorda che il tempo che passa non è una mancanza ma un regalo, una consapevolezza, un’opportunità. Le rughe che arrivano sono una dimostrazione di vita, di quanto hai creato, amato, condiviso. Il tuo corpo sarà la tua casa, quindi adornalo come meglio senti e credi. Chiunque ti giudicherà per questo non ti riguarda. Lascia indietro e porta avanti, gioca di equilibri, sii te.

Quel muro di cristallo che è ancora alto in certi spazi di vita, è destinato a ridursi, poi si romperà. Non per i tempi che si evolvono o le rivoluzioni in atto, ma perché semplicemente e silenziosamente lo meritiamo .

Da donna a donna, scrivo questa lettera perché so che parliamo lo stesso linguaggio.

Donne, siete importanti.

Vi voglio bene.


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